Direzione, Redazione, Amministrazione: 00187 Roma, Piazza Colonna n. 366 – Internet:www.iltempo.it – Email: direzione@iltempo.it
Sede regionale:
Pescara Piazza della Rinascita, 51
Email: abruzzo@iltempo.it
 
Si è ucciso Marco Bagnarelli
Aveva 45 anni. Il suicidio è avvenuto all’interno della villa di famiglia
GIULIANOVA Figlio di un noto imprenditore si è sparato un colpo di pistola alla testa
 
TERAMO — Si è ucciso con un colpo di pistola calibro nove alla testa mettendo fine a una vita difficile e inquieta. Marco Bagnarelli, figlio di un notissimo industriale di Mosciano S. Angelo con interessi imprenditoriali anche nelle Marche, avrebbe compiuto 46 anni a novembre. Il suicidio è avvenuto all’interno della villa di famiglia a Giulianova, un’elegante costruzione che sorge all’incrocio tra via D’Annunzio e via Marconi. La stessa villa ospitò, circa un anno e mezzo fa, il preludio della tragedia consumatasi di ieri. Era una domenica pomeriggio quando Marco Bagnarelli uscì armato di pistola sul balcone dell’abitazione. Alcuni passanti, spaventati, chiamarono i Carabinieri. Ci volle tutta l’abilità del mar.llo Antonio Longo, comandante del Nor della Compagnia di Giulianova, che stette per ben 45 minuti sotto la minaccia dell’arma, a dissuadere Bagnarelli che venne poi arrestato. Ieri invece Marco Bagnarelli ha agito in perfetta solitudine chiudendo una vita ancora giovane ma segnata irrimediabilmente dalla droga, dagli arresti, dai processi, da altri episodi di violenza come la gambizzazione che, alla fine degli anni ottanta, il figlio dell’industriale di Mosciano subì all’interno di un bar di Selva Piana, sembra per un oscuro regolamento di conti. Marco Bagnarelli portava ancora i segni di quel lontano episodio nell’andatura leggermente claudicante. Qualche cicatrice doveva essergli rimasta anche dentro visto che spesso cercava protezione nella compagnia di un dobermann. Ma ogni barriera protettiva è venuta meno ieri mattina quando Marco Bagnarelli ha deciso di farla finita sul serio dopo che la settimana scorsa era andato a vuoto un tentativo messo in atto con un cocktail di antidepressivi e alcol. I Carabinieri della Compagnia di Giulianova stanno ancora indagando sulle cause. L’unica cosa certa è che si è definitivamente spezzato il filo che teneva ancora in piedi una personalità estremamente fragile, prostrata da profondi tormenti interiori.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 17 aprile 2004.

     

Torna indietro