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Il mare inquinato, il mare rubato.
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di
MARZIA TASSONI
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GIULIANOVA — Le bandiere blu non hanno tolto nulla allo stato delle
nostre acque. Disastroso il responso di Goletta verde in prossimità del
depuratore del Salinello; imbarazzante il colore giallo-rosso-marrone
del mare in pieno agosto; abominevole la natura dei reperti che
galleggiavano due estati fa in corrispondenza del lungomare Rodi.
Qualcuno, però, sembra non sapere, e nei fatti dimostra di negare
l’evidenza. Durante la convention di Forza Italia, c’è stato chi ha
avuto il coraggio di inneggiare all’azzurro del nostro mare: due anni di
riconoscimenti per una spiaggia incontaminata - si è detto - contro il
negativo primato di Tortoreto. Curioso individuare l’esatta linea di
confine, dove il mare, da malato e ributtante, diventa, all'improvviso,
cristallino. Forse che il nostro consigliere ritiene «giuliese» solo il
tratto centrale della spiaggia, disconoscendo i diritti di cittadini,
turisti e operatori balneari della zona Nord? La prossima estate, un
particolare sistema di ossigenazione provvederà ad abbattere i cattivi
odori provenienti dal depuratore sul fiume Salinello: nessun olezzo di
fogna, e tutti penseranno di esser salvi. A torto. Il grande, inadeguato
filtro sarà quello di sempre. L’opera di salvaguardia sarà compiuta non
a tutela della salute collettiva, ma delle sole narici sensibili. Mare
inquinato, e mare, in più punti, rubato. Discutibile la qualità delle
acque, scippato spesso pure il panorama. Lo dicono alcuni cittadini
della zona 167 che, percorrendo l’ultima traversa che conduce alla
spiaggia, non vedono una pennellata di blu, ma cumuli, altissimi, di
sabbia. Dopo i bagni proibiti d’estate, si imparerà, d’inverno, a
rinunciare persino alla consolazione del paesaggio.
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