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della Rinascita, 51
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La
lezione concerto di Eugenio Finardi
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Questa sera alle 21 al PalaElettra di Pescara
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di
LUDOVICO RAIMONDI
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LA
RICORRENZA
del giorno di San Giuseppe non è solo la consumistica «festa del papà».
Anche se non abbastanza, forse, per il ruolo di mite compagno di Maria e
padre di Gesù, il santo rivive nella tradizione popolare di diverse
regioni. In Abruzzo, una delle più antiche celebrazioni è il Falò del
Padre, a Fara S. Martino, dove un grande falò eleva fiamme al cielo nel
centro cittadino tra musiche, danze e aromi di buon cibo. Un tempo i
falò erano accesi per i quartieri emanando profumo di ginepro. In
provincia di Chieti, ieri è stato giorno delle tavole di S.Giuseppe a
Monteferrante, oggi lo sarà della fiera a Casalanguida, mentre a Casoli
la festa cadrà il 1° maggio. A S. Martino sulla Marrucina, il 23
gennaio, si è celebrato «Lo sposalizio di S. Giuseppe». Nell’aquilano,
si festeggia S. Giuseppe patrono di Castelvecchio Subequo. Nel teramano,
oltre alla fiera agricola di Teramo, a Corropoli oggi sarà officiata una
messa nella recuperata chiesetta in contrada Ravigliano e domenica si
terrà anche una corsa di trotto. Probabilmente, i festeggiamenti più
intensi sono diventati quelli organizzati dall’associazione S. Giuseppe,
nella parrocchia della frazione di Colleranesco di Giulianova. In vero,
negli anni scorsi c’è stata una disputa per lo spostamento al 1 maggio:
S.Giuseppe falegname meritava la festa dei lavoratori! Nell’odierna
festa un’iniziativa assume grande significato culturale: la
pubblicazione di uno studio di Andrea Palandrani, «Piccolo rendiconto di
un pellegrinaggio storico» per Colleranesco e attorno alla Chiesa di S.
Giuseppe, sull‘evoluzione religiosa e sociale della frazione,
riconosciuta «sezione di Giulianova nel 1809. Il fulcro della
trattazione è la Chiesa, dalla donazione del terreno avvenuta nel 1949
da parte della famiglia Trifoni, alla edificazione ed alla inaugurazione
della struttura di culto, alla costruzione della canonica da parte del
primo parroco, Don Giovanni. La ricomposizione è stata curata attraverso
documenti inediti che sono vere chicche, come la lettera manoscritta
della donazione di Domenico Trifoni del 20.10.1949; la missiva di Maria
Teresa Trifoni ai compatrioti nelle Americhe, alla quale il Santo
Ufficio rispose con la benedizione di Papa Pio XII e l’invio di un
contributo di 300.000 lire. Di particolare originalità, però, è
l’iniziativa della V elementare di Colleranesco racconta, presentata
dall’insegnante Concetta Rapacchiale. Sono racconti di alunni sui propri
nonni, figure che tornano a risaltare di piena luce nella loro
semplicità e negli antichi valori. «E’ stato un modo per fare emergere e
valorizzare la ricchezza che c’è in ogni famiglia, e per collegare
passato e presente tramite il rapporto nipoti-nonni», dice la maestra.
Il modo migliore per ricordare S. Giuseppe.
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