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Arriva il prof della canzone d’autore
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Roberto Vecchioni al cinema Massimo
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di
LUDOVICO RAIMONDI
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I
DISTRETTI, forma produttiva di turismo culturale e di integrazione tra
il processo contestuale di localizzazione e il processo standardizzato
della globalizzazione. Nicola Mattoscio, dell'Università di Chieti, ha
lanciato un imput progettuale nel seminario "Distretti
turistico-culturali: modelli di sviluppo locale" organizzato a
Giulianova dal Corso di Laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di
Scienze Politiche di Teramo. Per Mattoscio, «se il distretto industriale
è monotematico in senso economico, il distretto culturale è un processo
produttivo plurisettoriale che consente la piena valorizzazione dello
sviluppo locale. L'economia della conoscenza è la risorsa del XXI
secolo, una modifica epocale», ha sostenuto il relatore, aggiungendo che
dal paradigma "dimensione culturale dello sviluppo" e "natura culturale
del territorio" si può realizzare la maggiore identità dei contesti
territoriali nel binomio globalizzazione-localizzazione di mercato.
Mattoscio ha riproposto la suddivisione in quattro classi dei Cultural
District: Industrial (tipo ceramiche di Castelli, confetti di Sulmona,
ecc); Institutional (parchi naturali); Museum (centri storici) e
Municipal (città d'arte e della cultura). Non ghettizzando i beni
culturali si attiva la dinamica economia/cultura. Tra l’altro, ha
rilevato Consuelo Diodati, dell’Università di Teramo, con i mutamenti
dei processi migratori e della società cambiano gli individui e le loro
esigenze: il cittadino del mondo del cosmopolitismo richiede un turismo
sostenibile che rafforza e valorizza le identità locali, di cui
l'Abruzzo è un esempio. Condizioni necessarie sono relazionalità,
reticolarità e interazione nel sistema globale. L'operatore culturale
sarà un cultural planner, pianificatore di strategie di intermediazione.
Nell’ottica sistemica e tematica, Berardo Cardinale, dell’Università d
Chieti, definendo il turismo balneare la "polpa" e quello interno
"l'osso", ha proposto ipotesi di un modello vincente abruzzese che
"rimpolpi l'osso": ampliare gli itinerari celestiniani dall'Aquila a
Castel di Sangro, e valorizzare in pieno gli itinerari connessi con il
patrimonio culturale della transumanza e dei tratturi. Fondamentale,
tuttavia, è il marchio di Qualità Ambientale. Delle forme immateriali
del turismo, Berardo Minardi, dell’Università di Teramo, ha pregustato
un sistema di imprese di loisir, di emozione e suggestione della
vacanza, in quella che, per definizione dell’Ue, è la Regione Adriatico,
l’area che abbraccia entrambe le sponde, italiana e slava, del nostro
mare. Le conclusioni del Preside della Facoltà di Scienze Politiche,
Adolfo Pepe, hanno portato ad un assunto: i distretti creano
concorrenza, dove vincono professionalità e conoscenze. La Cultura. Il
ruolo della formazione, dunque, è fondamentale per preparare a questa
sfida del mercato. Per questo, come ha annunciato il presidente del
corso, Pasquale Iuso, Scienze del Turismo dal prossimo anno avrà una
specializzazione in Turismo Culturale.
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