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di LUDOVICO RAIMONDI
I DISTRETTI, forma produttiva di turismo culturale e di integrazione tra il processo contestuale di localizzazione e il processo standardizzato della globalizzazione. Nicola Mattoscio, dell'Università di Chieti, ha lanciato un imput progettuale nel seminario "Distretti turistico-culturali: modelli di sviluppo locale" organizzato a Giulianova dal Corso di Laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di Scienze Politiche di Teramo. Per Mattoscio, «se il distretto industriale è monotematico in senso economico, il distretto culturale è un processo produttivo plurisettoriale che consente la piena valorizzazione dello sviluppo locale. L'economia della conoscenza è la risorsa del XXI secolo, una modifica epocale», ha sostenuto il relatore, aggiungendo che dal paradigma "dimensione culturale dello sviluppo" e "natura culturale del territorio" si può realizzare la maggiore identità dei contesti territoriali nel binomio globalizzazione-localizzazione di mercato. Mattoscio ha riproposto la suddivisione in quattro classi dei Cultural District: Industrial (tipo ceramiche di Castelli, confetti di Sulmona, ecc); Institutional (parchi naturali); Museum (centri storici) e Municipal (città d'arte e della cultura). Non ghettizzando i beni culturali si attiva la dinamica economia/cultura. Tra l’altro, ha rilevato Consuelo Diodati, dell’Università di Teramo, con i mutamenti dei processi migratori e della società cambiano gli individui e le loro esigenze: il cittadino del mondo del cosmopolitismo richiede un turismo sostenibile che rafforza e valorizza le identità locali, di cui l'Abruzzo è un esempio. Condizioni necessarie sono relazionalità, reticolarità e interazione nel sistema globale. L'operatore culturale sarà un cultural planner, pianificatore di strategie di intermediazione. Nell’ottica sistemica e tematica, Berardo Cardinale, dell’Università d Chieti, definendo il turismo balneare la "polpa" e quello interno "l'osso", ha proposto ipotesi di un modello vincente abruzzese che "rimpolpi l'osso": ampliare gli itinerari celestiniani dall'Aquila a Castel di Sangro, e valorizzare in pieno gli itinerari connessi con il patrimonio culturale della transumanza e dei tratturi. Fondamentale, tuttavia, è il marchio di Qualità Ambientale. Delle forme immateriali del turismo, Berardo Minardi, dell’Università di Teramo, ha pregustato un sistema di imprese di loisir, di emozione e suggestione della vacanza, in quella che, per definizione dell’Ue, è la Regione Adriatico, l’area che abbraccia entrambe le sponde, italiana e slava, del nostro mare. Le conclusioni del Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Adolfo Pepe, hanno portato ad un assunto: i distretti creano concorrenza, dove vincono professionalità e conoscenze. La Cultura. Il ruolo della formazione, dunque, è fondamentale per preparare a questa sfida del mercato. Per questo, come ha annunciato il presidente del corso, Pasquale Iuso, Scienze del Turismo dal prossimo anno avrà una specializzazione in Turismo Culturale.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 27 marzo 2004.

     

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