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Le pinete requisite dagli alberghi
Di proprietà pubblica sono in realtà vietate ai comuni cittadini
GIULIANOVA Le incongruenze delle aree verdi sul lungomare nord
 
di MARZIA TASSONI
GIULIANOVA — Verde pubblico. Nell’ottica di chi ha amministrato finora, un capitolo d’importanza irrilevante. Lo dimostra non solo lo stato d’abbandono dei parchi cittadini, ma anche il completo disinteresse riservato alle pinete del lungomare nord, fruite esclusivamente dai clienti degli alberghi. Già ci si accapiglia per la gestione del Golf bar (che il comune vorrebbe avocare a sé, scaricando, probabilmente a buon diritto, il consorzio privato Costa): passa invece sotto il più assoluto silenzio il fatto che nelle stesse condizioni della centralissima pista di pattinaggio sia gran parte del polmone verde sul lungomare Zara. Tranne un breve tratto privato, il resto è di proprietà comunale e demaniale: tutto, senza distinguo, in concessione agli hotel. Com’è evidente, il marciapiede lato mare è sprovvisto d’ogni forma di vegetazione. D’estate è difficile percorrerlo a piedi fino al tardo pomeriggio, praticamente impossibile sedersi sui bassi sedili arroventati dal sole. Malgrado ciò, nessun giuliese, negli ultimi decenni, ha mai avuto il piacere di godere della frescura delle vicine pinete. La consuetudine ha sempre spinto tutti a considerarle alla stregua di giardini privati. Ogni bene comunale e demaniale è invece, almeno in origine, una risorsa pubblica: principio che l’escamotage della «concessione» troppo spesso vanifica. Ecco perché, mentre ad Alba e Tortoreto si può usufruire tranquillamente della pineta in riva al mare, a Giulianova, lo stesso ristoro, va cercato altrove.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 2 febbraio 2004.

     

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