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della Rinascita, 51
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Le
pinete requisite dagli alberghi
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Di
proprietà pubblica sono in realtà vietate ai comuni cittadini
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GIULIANOVA Le incongruenze delle aree verdi sul lungomare nord
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di
MARZIA TASSONI
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GIULIANOVA — Verde pubblico. Nell’ottica di chi ha amministrato finora,
un capitolo d’importanza irrilevante. Lo dimostra non solo lo stato
d’abbandono dei parchi cittadini, ma anche il completo disinteresse
riservato alle pinete del lungomare nord, fruite esclusivamente dai
clienti degli alberghi. Già ci si accapiglia per la gestione del Golf
bar (che il comune vorrebbe avocare a sé, scaricando, probabilmente a
buon diritto, il consorzio privato Costa): passa invece sotto il più
assoluto silenzio il fatto che nelle stesse condizioni della
centralissima pista di pattinaggio sia gran parte del polmone verde sul
lungomare Zara. Tranne un breve tratto privato, il resto è di proprietà
comunale e demaniale: tutto, senza distinguo, in concessione agli hotel.
Com’è evidente, il marciapiede lato mare è sprovvisto d’ogni forma di
vegetazione. D’estate è difficile percorrerlo a piedi fino al tardo
pomeriggio, praticamente impossibile sedersi sui bassi sedili
arroventati dal sole. Malgrado ciò, nessun giuliese, negli ultimi
decenni, ha mai avuto il piacere di godere della frescura delle vicine
pinete. La consuetudine ha sempre spinto tutti a considerarle alla
stregua di giardini privati. Ogni bene comunale e demaniale è invece,
almeno in origine, una risorsa pubblica: principio che l’escamotage
della «concessione» troppo spesso vanifica. Ecco perché, mentre ad Alba
e Tortoreto si può usufruire tranquillamente della pineta in riva al
mare, a Giulianova, lo stesso ristoro, va cercato altrove.
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