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A
Giulianova, il pesce sempre più caro
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Cresce il fatturato ma è l’effetto dell’aumento dei prezzi
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CON
un fatturato di 25 miliardi di vecchie lire, il mercato ittico di
Giulianova ha chiuso il 2003 con un incremento pari al 20% rispetto
all'anno precedente e molte le migliaia di chilogrammi di pesce fresco
passati sui suoi banchi: 8.000 di pesce azzurro, 349.000 di tonni,
312.000 di pesce bianco, 153.000 di molluschi e 141.000 di crostacei.
«Le quantità sono rimaste, però, sostanzialmente stabili - dice il
direttore, Giuliano Granata - ad esser lievitati sono, invece, i
prezzi». Responsabile, secondo Granata, la nuova moneta, «o meglio -
sottolinea il direttore - la difficoltà a gestirla: un po’ tutti,
infatti, tendono a considerare un euro l'equivalente delle vecchie mille
lire». Di proprietà comunale, il mercato rifornisce «grossisti o
comunità - spiega Granata - dagli alberghi ai collegi, ma non è aperto
ad alcun dettagliante». Duecentocinquanta i posti di tribuna per le due
aste elettroniche che si tengono quotidianamente e meno di una ventina i
dipendenti, oltre ad una cooperativa di servizi che si occupa di alcune
mansioni strettamente pratiche (facchinaggio, pulizie). Con un totale di
circa 145 imbarcazioni, fra vongolare, barche a strascico, volanti e
lampare, il mercato ittico di Giulianova «è uno dei più importanti
d'Italia», dice il direttore, preoccupato però per il rischio che corre
proprio la flotta di vongolare, quasi un centinaio di barche.
«Ultimamente - dice Granata - c'è una forte moria di vongole. D'altro
canto, il mare è una spugna e ci restituisce ciò che gli diamo: lo
stiamo distruggendo ed in cambio otteniamo sempre meno pesce, presto
diventerà un deserto». Al di là dello stato di sofferenza delle risorse,
in questo periodo le vongole sono comunque assenti per ragioni
stagionali, al contrario della maggioranza delle altre specie
commercializzate al mercato.Nell'ultima settimana, sono stati venduti
162 chili di pesce azzurro, una minima parte dell'intero prodotto
pescato «perchè - spiega il direttore - per queste specie esiste un'asta
pomeridiana a parte», come dimostra anche la quantità registrata di
pesce bianco, pari a 5839 chili, e venduta ad un prezzo medio di 5,03
euro. Milleseicento, invece, i chilogrammi di molluschi, venduti ad una
media di 3,75 euro, risultato aritmetico di una forbice che va dai 18,71
euro al chilo dei calamari ai 2,15 dei polpi; infine, 335,8 i chili di
totani per una media di 4, 19 euro e 2131,8 i chili di crostacei,
venduti a circa 8,35 euro al chilo.
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