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«Ahuà
quo», parola d’ordine per una valanga di risate
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Simpaticissimo libro di Franco Baiocchi
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GIULIANOVA — «Ahuà quo", è il titolo originalissimo della pubblicazione
di Franco Baiocchi, metà teramano e metà giuliese. E' un estratto di
umorismo popolare . Stampato per i tipi Tipografia 2000 di Mosciano
Sant'Angelo, nel dicembre del 2003, è andato subito esaurito, visto
anche il prezzo popolare di 6 Euro. Il successo editoriale, viene
soprattutto da Giulianova, dove il titolo del libro, è la frase o
battuta simbolo del vernacolo giuliese. La frase, "Ahuà quo", sta anche
per il romanesco "A 'nvedi questo!". Franco Baiocchi, discende da una
delle famiglie più conosciute a Giulianova, i Beccaceci, nome che evoca
uno dei simulacri della ristorazione di pesce, nella cittadina
adriatica. Il libro, con le 54 pagine, scorre velocemente tra battute
storiche giuliesi e teramane, ma anche di qualche chicca, dei diversi
dialetti italiani. Utile, risulterà, la presentazione dell'autore, dove
spiega come leggere i versi del dialetto, anche con il metodo fonetico,
in modo che il semplice lettore, potrà seguire passo dopo passo le varie
battute, aforismi e aneddoti, rigorosamente in vernacolo. Forse, il
lettore troverà certe battute poco spiritose, ma se sentite dal vivo o
da uno che riesce con la pronuncia, vi possiamo assicurare che c'è da
farsi veramente quattro risate. Per evitare di creare qualche problema o
urtare la suscettibilità di qualcuno, visto la storica rivalità
calcistica e non, tra la città di Teramo e Giulianova, l'autore, si è
affidato alla doppia prefazione. Una quella dello scrittore e
giornalista giuliese, Francesco De Lucia; mentre per la parte teramana,
la seconda prefazione, è stata affidata, al giornalista televisivo e
scrittore di gialli, il Prof. Elso Simone Serpentini, già docente di
Filosofia negli istituti superiori. A Giulianova, il libro si può
trovare nella, Libreria Ianni, di Via Gorizia, 25.
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