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IL PALIO DEI BARBARI
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TRA ECHI MEDIOEVALI
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E PROFUMI D’AFRICA
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di
LUIGI BRACCILLI
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(da “Il Tempo” del 19/4/1988)
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GIULIANOVA
- Le riconversioni storiche della corsa dei cavalli che caratterizza da
secoli la vigilia della festa della Madonna dello Splendore di
Giulianova sono state tante con varie soluzioni di continuità, alcune
delle quali purtroppo dovute a situazioni di pericolo che la
manifestazione determinava.
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Prima che
iniziasse la cosiddetta “corsa dei barbari” o dei “berberi” (ma
quest’ultima dicitura pare si debba riferire soltanto ad una corruzione
dialettale), nel XVIII secolo vi erano altri giochi popolari che furono
però in seguito vietati.
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All’inizio
del Settecento c’era la corsa degli uomini gnudi che assomigliava molto
alla corsa degli zingari di Pacentro e che fu sostituita dal gioco della
“ruzzola” o della pizza di formaggio.
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Entrambe
le contese furono soppresse: la prima perché offriva uno spettacolo poco
edificante per via dei piedi sanguinanti dei “corridori”, la seconda
invece perché fecondava troppe liti nel momento in cui si doveva
stabilire il vincitore.
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A
proposito della gara “ruzzola” è ancora visibile sul muro di cinta della
Villa Immacolata una formella in terracotta raffigurante un agnello che
segna il punto raggiunto dal “recordman” del tiro della “pizza” di
formaggio.
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Stabilito
per certo che ad istituire i festeggiamenti giuliesi sia stata la
famiglia Acquaviva, padrona assoluta della zona, toccava al “Capitano”,
una specie di super-deputato di oggi che aveva le incombenze per trovare
i cavalli, i fantini ed organizzare la contesa ippica.
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Agli inizi
il fantino cavalca “a pelo”, cioè senza sella e non soltanto perché
quest’ultima era costosa, ma soprattutto per il fatto che la cavalcatura
a contatto diretto era considerata più naturale.
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E’ anche
accertato che i primi partecipanti alle corse erano provenienti da terre
lontane, dall’Africa, dalla Turchia e, molti, dall’Albania. Forse anche
per questo la corsa fu chiamata “dei barbari”, storpiata poi in “dei
berberi”.
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I premi,
almeno agli inizi, erano tutti di carattere alimentare ed i prosciutti,
i salami e gli insaccati in genere di materia suina toccava ai primi
arrivati.
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Nella
storia recente della corsa dei cavalli di Giulianova vi sono stati
purtroppo gravi incidenti come quelli, diversi anni fa, che causò la
morte di una donna per l’improvviso imbizzarrimento di un cavallo.
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Seguì la
soppressione della manifestazione, ma da allora molti giuliesi anziani
si rifiutarono di contribuire economicamente ai festeggiamenti se non
fosse stata riesumata la corsa dei “barbari”.
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Oggi la
riconversione ippico-storica ha portato al “palio delle contrade” che
implica con grande interesse un’intera cittadinanza.
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