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A
casa dopo vent’anni
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GIULIANOVA E’ tornato l’uomo Plasmon. Pranzo di pesce con i
familiari
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di PIERO BIANCHI
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GIULIANOVA — Gabriellino è tornato a casa. E' arrivato martedi
all'aeroporto di Roma, con un volo di linea da Il Cairo.
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Poi
gli agenti dell'Anticrimine lo hanno scortato fino a Giulianova. Ha
riabbracciato prima la sorella, Memena, che in questi vent'anni lo ha
aspettato con la rabbia impotente di chi spera nelle promesse dei
politici. Poi l'incontro con la madre, Leonida Bianchini. Una donna di
74 anni, la vita segnata dalla morte del marito, Girio, e
dall'interminabile incubo di quei vent'anni di carcere del figlio in
Egitto.
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Era
il 24 maggio del 1983 quando Fioravante Palestini fu arrestato a bordo
della motonave greca Alexandros G., con un carico di eroina e morfina.
Ma ora l'"Uomo Plasmon", per tutti i giuliesi semplicemente Gabriellino,
è finalmente a casa. Al telefono, ieri intorno alle 13, la voce della
signora Leonida era cordiale ma irremovibile: "Preferiamo essere
lasciati in pace, dovete capirci. Si, mio figlio è qui con me. Sto
cucinando per lui, ha già cominciato a mangiare". Pesce, neanche a
dirlo, come nella tradizione marinara della famiglia Palestini. Un
brodetto alla giuliese, un momento di serenità che l'ex-testimonial
della Plasmon e sua madre avevano sognato a lungo. Sono passati quasi 40
anni da quando un pubblicitario milanese, in vacanza al Venere, notò
quel ragazzone grande e grosso con la passione del culturismo e lo
scritturò per il celebre Carosello.
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I
meno giovani se lo ricordano, coi muscoli possenti, mentre scolpiva la
scritta "Plasmon" su una colonna. Chi lo ha visto scendere all'aeroporto
giura che Gabriellino, nonostante i 56 anni e qualche capello in meno,
abbia ancora quel fisico scultoreo. La buona notizia è che la Corte
d'Assise di Palermo gli ha revocato l'ordine di cattura, concedendo gli
arresti domiciliari. Starà con sua madre, come aspettava da vent'anni.
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