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Nuova rivolta contro gli ambulanti
I negozianti insistono per lo spostamento del mercato del sabato in un’altra zona
GIULIANOVA Torna a protestare l’associazione dei commercianti di corso Garibaldi
 
di LUDOVICO RAIMONDI - GIULIANOVA — «Il sabato, che insieme alla domenica dovrebbe essere la giornata in cui rimediare alla forte flessione di affari, siamo ancora più isolati». L’associazione dei commercianti di Corso Garibaldi, a Giulianova Paese, torna a porre uno dei problemi più penalizzanti e paradossali tra quelli scaturiti dallo sbarramento per la ristrutturazione del Belvedere: il completo isolamento in cui viene a trovarsi il corso del Centro Storico per il mercato rionale di sabato mattina. Gli ambulanti, infatti, occupano tutte le vie di accesso da ovest a Corso Garibaldi, che diventa raggiungibile in auto solo da Via Bindi e, a metà, da Piazza Buozzi. «Passi per i necessari lavori al Belvedere, ma perché non rendere percorribile almeno Via Diaz trasferendo le bancarelle altrove, magari nel piazzale dell’ex carcere, completamente vuoto?», chiedono i commercianti. Solo che gli ambulanti nel parcheggio dietro al "Fadini" non vogliono andarci, perché decentrato.
I negozianti, però, rilanciano una proposta organica: il mercato rionale ambulante in Corso Garibaldi ed in Piazza Buozzi. Il Comune l’ha già bocciata, o lasciata cadere nel dimenticatoio, ritenendo che mancherebbero spazio e vie di fuga, soprattutto in caso di soccorsi dell’ambulanza. Obiettano i commercianti: "Perché, così com’è oggi, il mercato del sabato ha vie di fuga all’interno del Centro Storico? Secondo la nostra proposta, oltre a creare movimento nella zona del corso, sarebbe sgomberata dalle bancarelle anche Via del Popolo, una strada provinciale, dove il transito è diventato impossibile".
Durissima la conclusione dei negozianti: "Il Comune ricordi che siamo noi a pagare le tasse, non il 40% di ambulanti che viene da fuori!". E tasse significano voti.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 30 marzo 2003.

 

 

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