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Non c’è un euro e il Comune decide
di saltare quattro fiere
 
GIULIANOVA - Non c'è più nessuna possibilità che le opere della collezione di Alfredo Paglione tornino nel Museo d'Arte dello Splendore. Avete letto su queste colonne che il gallerista di origini milanesi si è ripreso i suoi quadri: "suoi" giacché non li aveva mai donati al Museo, che però pagava profumatamente le polizze assicurative per custodirli.
Per il momento, Paglione ha parcheggiato la collezione in parte al Museo Barbella di Chieti e in parte -così sembra- in un magazzino. Ma adesso è filtrata un'altra indiscrezione sulle "strategie" del gallerista. Fonti sicuramente attendibili riferiscono che Alfredo Paglione ha acquistato un immobile a Giulianova Alta, l'ex-abitazione del dott. D'Annibalis in viale dello Splendore. E a persone a lui vicine Paglione ha confidato che il suo progetto è di adeguare i locali, per adibire l'edificio a sala museale dove esporre le oltre 200 opere della sua collezione. In pratica un museo privato, a poche centinaia di metri di distanza dal Museo d'Arte dello Splendore. Come dire che i quadri di Paglione a Giulianova ci torneranno, ma non al MAS, anche se molto, molto vicino...
Intanto il Museo dello Splendore, che ha ospitato la collezione per sette anni (dal '96 al 2003) spendendo circa 250 milioni l'anno tra polizze assicurative, custodia e allestimento delle mostre, ora è rimasto completamente spoglio. I responsabili tuttavia non si fasciano la testa. L'obiettivo è di ricostituire pian piano un nucleo di opere in esposizione permanente, privilegiando l'arte sacra. E per giugno, in collaborazione col Comune, è annunciata una mostra di manoscritti di Vincenzo Bindi. P.B.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 10 maggio 2003.

 

 

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