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«Il Prg? Solo sperpero di denaro»
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Vincenzo Staffilano: «I soldi andrebbero spesi per iniziative più
urgenti»
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GIULIANOVA La Castrum Pesca spara a zero sullo strumento urbanistico
del porto
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di
PIERO BIANCHI
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GIULIANOVA — L'attacco della Castrum Pesca al nuovo Piano Regolatore del
Porto era nell'aria da un po'. Adesso è arrivato, deciso e virulento
come non mai. In un documento diffuso ieri, Vincenzo Staffilano spara a
zero sul Prg in via di approvazione: timori per la modifica
dell'imboccatura, allarme per l'ampliamento del settore turistico,
accuse di propaganda elettorale, scetticismo sui tempi d'attuazione e
altro ancora.
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Addirittura Staffilano ripesca da un cassetto il vecchio Piano
Regolatore portuale, datato 1990, per dire che non c'era bisogno di
farne un altro e che i soldi potrebbero essere spesi per opere davvero
utili alla marineria. «La Castrum Pesca si dichiara allarmata — si legge
nel documento — per l'intenzione palesata dall'Ente Porto di modificare
l'imboccatura del bacino portuale e offrire nuovi servizi alle attività
da diporto. Esiste già dal '90 un progetto di ampliamento dello scalo
marittimo, depositato presso l'Ente Porto e la Camera di Commercio e
approvato dai balneatori e dagli albergatori. Non si vede l'opportunità
di investire altro denaro per ulteriori e inutili progetti, che
avrebbero tempi di realizzazione estremamente lunghi (2020?). I fondi
potrebbero essere utilizzati per ben altri scopi: escavazione dei
fondali, box per il rimessaggio delle reti, fanali e nautofono per
agevolare il rientro dei pescherecci, pulizia delle acque. In queste
programmazioni a lunga gittata pare invece di ravvisare il sapore di una
promovenda campagna elettorale. La Castrum Pesca -conclude la nota-
rifiuta decisamente la trasformazione del porto di Giulianova in scalo
commerciale e turistico. Il Prg portuale, prima di essere approvato,
dovrebbe perlomeno essere portato a conoscenza e discusso in via
preliminare con tutti i lavoratori che svolgono le proprie attività
nell'ambito del porto».
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