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Bollette da capogiro
La Telecom subissata da una valanga di proteste
GIULIANOVA Chieste migliaia di euro per telefonate mai effettuate
 
di PIERO BIANCHI
GIULIANOVA — Bollette del telefono astronomiche, assolutamente sproporzionate rispetto al reale numero di chiamate. E' l'ultimo "caso" che affligge numerosi utenti di Giulianova e dintorni. Stavolta però non si tratta di una stangata fiscale o dell'aumento di una tariffa, ma di un mistero i cui contorni sono ancora tutti da svelare. Una cosa tuttavia appare certa: le bollette sono del tutto inverosimili, tanto da richiedere un'inchiesta da parte delle Autorità di Polizia competenti per le Telecomunicazioni. Tutto è cominciato tre settimane fa, quando molte famiglie giuliesi hanno ricevuto le fatture telefoniche per il bimestre marzo-aprile. Dopo aver aperto le buste, qualcuno è letteralmente saltato sulla sedia. Altri sono corsi a rimproverare i figli per essere stati troppo al telefono. Si racconta di una signora di Giulianova addirittura disperata, dopo aver ricevuto un'improbabile bolletta che ammontava a... decine di migliaia di euro! In molti hanno pensato a un errore del gestore telefonico.
Ma dalle prime verifiche, la causa delle bollette gonfiate sembrerebbe ancora più grave: potrebbe trattarsi di un vero e proprio atto di pirateria, da parte di qualcuno che ha trovato il modo di agganciarsi ai telefoni altrui e di far addebitare ad altri utenti le proprie chiamate. Non sarebbe la prima volta, d'altra parte, che vengono messi in atto tentativi di frode di questo tipo. Al problema originario, però, se n'è aggiunto un altro: i numerosi utenti che hanno chiamato la Telecom per protestare o chiedere spiegazioni, si sono sentiti rispondere che in questi casi è competente la Polizia Postale. Ma non tutti sanno che questo speciale Corpo di Polizia ha sede a Pescara. Così, da venti giorni a questa parte, negli uffici postali di Giulianova è una processione di gente che va a chiedere di poter parlare con la Polizia... E gli impiegati, già super occupati col disbrigo del normale lavoro quotidiano, vengono bersagliati da richieste che non possono soddisfare. "La Polizia Postale non è qui, dovete rivolgervi a Pescara", è la frase che devono ripetere più frequentemente. Il numero di coloro che, alle prese con bollette supersalate, chiedono di poter parlare con la Polizia non accenna a diminuire. Speriamo che diminuiscano almeno i casi di pirateria.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 11 luglio 2003.

 

 

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