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Aste in nero del pesce al mercato ittico
Le vendite parallele stanno destabilizzando i prezzi del prodotto. Grossisti inviperiti
 
di PIERO BIANCHI
GIULIANOVA — Vendite «parallele» del pesce, al difuori dell'asta ufficiale. E' l'ultima grana spuntata all'interno del mercato ittico di Giulianova, dove il fenomeno sta provocando risentimenti e malumori. Le vendite dirette sulla banchina del porto, fuori dal mercato ittico, ormai sono un costume consolidato negli anni. Ma non era mai accaduto finora che qualcuno aggirasse l'asta del pescato all'interno della struttura comunale. Tra l'altro le vendite sulla banchina sono state persino «riabilitate» da un recente intervento del segretario della Castrum Pesca, Vincenzo Staffilano, che ha ricordato come la prassi sia prevista espressamente dalla legge. Invece la commercializzazione di determinate quantità di prodotti ittici fuori dall'asta, ma dentro il mercato, ha su di sé l'ombra delle mancate fatturazioni e forse anche della evasione dei controlli sanitari. Molti grossisti di pesce, a quanto pare, sono letteralmente inviperiti.
Le vendite parallele provocano una destabilizzazione dei prezzi che non giova alla categoria, oltre a danneggiare le casse del Comune. Anche gli armatori probabilmente non gradiscono, ma abbozzano per quieto vivere. Ciò non ha impedito, qualche giorno fa, che si scatenassero accese discussioni tra gli operatori del settore. Chi sono dunque gli "infiltrati" che si procurano qualche cassetta di prodotto e lo piazzano senza passare per l'asta? All'interno del mercato ittico vige la regola del si sa, ma non si dice. Purché le tensioni non diventino più gravi.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 16 aprile 2003.

 

 

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