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«Pescatori sempre ai margini»
La Castrum respinge le accuse sui conti in rosso del mercato ittico
 
GIULIANOVA — Se il mercato ittico è in deficit non è certo colpa dei pescatori. Lo sostiene con forza Vincenzo Staffilano, segretario dell'associazione armatori Castrum Pesca, in un intervento a tutela della categoria. «Che il mercato ittico sia in passivo — dice Staffilano — è un dato di fatto che si evince dai documenti contabili. Ma sono anni che noi avanziamo proposte su come debba essere gestita la struttura. Nel settembre del 2000 abbiamo anche relazionato al consiglio comunale, in una seduta pubblica, le modalità più opportune per regolamentare l'attività. Fino ad oggi nessuna delle nostre proposte è mai stata presa in considerazione».
Una voce nel vuoto, quella dei pescatori. Salvo poi prendersela con loro per le vendite del pesce "in nero" fuori dal mercato ittico, una tesi che Staffilano smonta subito: «La vendita del pescato sulle banchine del porto è prevista da una specifica legge, il prodotto viene sottoposto agli accertamenti sanitari e regolarmente fatturato. I pescatori non sono evasori, anzi pagano le tasse anche sui costi che non possono dedurre».
Ma allora, se i conti del mercato ittico sono in rosso cosa bisogna fare? Staffilano: "Riqualificare le figure professionali all'interno della struttura e ascoltare le proposte di chi lavora nel settore. Nel porto di Giulianova ci sono 130 imprese, che occupano 1.500 addetti. Il responsabile della gestione non può che essere una figura di competenza specifica nel settore della pesca". Scommettiamo che il prossimo "siluro" sarà sul Prg portuale?  P.B.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 25 marzo 2003.

 

 

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