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Tutti a casa, arriva il commissario
Si dimettono undici consiglieri. Nominato il collegio dei revisori dei conti
 
di LUDOVICO RAIMONDI
GIULIANOVA — "Il consiglio è sciolto". Così il Presidente del Consiglio Comunale, Luciano Orsini, all’una trentacinque minuti e quarantatré secondi di giovedì ha annunciato la caduta del sindaco Giancarlo Cameli e della giunta di centro-destra, e l’arrivo del commissario prefettizio. Orsini aveva letto le due lettere di dimissioni in massa: quella firmata dai due consiglieri della Lista Civica Nello Di Giacinto (che aveva sottoscritto il documento prima di partire per l’Egitto) e Santino De Berardinis, e dall’indipendente Armando Albani, e appena dopo quella firmata dagli otto consiglieri della minoranza, i diessini Francesco Mastromauro, Sergio Braca, Gianni Capanna, Renato Cicconi, Franco Gerardini e Benito Tieri, il popolare Antonio Ragionieri e Antonio De Vincentiis di Rifondazione Comunista.
Gli undici già noti che, componendo il 50% più uno dei consiglieri, hanno realizzato la nuova "maggioranza trasversale", come viene comunemente identificata. Nella lista "Giulianova 2000" non figurava il consigliere Maria Paola Anelli, che pur avendo appoggiato l’asse con i Democratici di Sinistra nell’approvazione dei punti di urbanistica e dintorni, non se l’è sentita, per una questione di coscienza, di esprimere il de profundis del Cameli-bis. Ad anticipare l’atto formale delle dimissioni, è stato l’assessore all’urbanistica, Ottavio Di Stanislao, dimissionario anche lui insieme al collega al bilancio, Tito Forcellese. L’ormai riconosciuto leader della Lista ha ripercorso a volo d’uccello le tappe della crisi della maggioranza fino al niet del sindaco, eletto a capo della stessa Lista nel 2000, alla richiesta di azzeramento della giunta. L’approvazione dei punti, importantissimi, sull’ex Sadam, l’ex arena Braga, l’ex Rouge et Noire, la gestione del Comune per la distribuzione e la vendita del Gas-Metano, l’ampliamento della vetreria Vagnoni (cui ha fatto da contraltare, con forti polemiche di Forza Italia, il rinvio della ristrutturazione della concessionaria Di Ubaldo e Fortini), la convenzione con la Ditta Cpl per la gestione dell’impianto di cogerenerazione e di quello del teleriscaldamento dell’Annunziata (approvata con i soli voti di Albani, Gerardini, Mastromauro e De Berardinis), ha visto sempre e comunque protagonisti in aula Lista, Albani e Ds, lasciati soli da tutti gli altri, compresi Ragionieri e De Vincentiis che si sono dissociati dall’asse portante della "nuova maggioranza" e determinati a non assecondarla, dopo avere tenuto fede al ruolo politico di oppositori. Si dice che neanche Salini, indicato dal forzista Laurenzi come l’ispiratore della manovra, avrebbe preso le distanze dal "defenestramento". L’aula si è riempita d’incanto per la nomina del collegio dei revisori dei conti. Presidente sarà Eleuterio Fraticelli, membri Nilde Di Fabio e Marco Stecher. Ieri mattina il Segretario Generale, Giuseppe D’Urbano, si è recato dal Prefetto Eugenio La Rosa per le procedure che la prossima settimana porteranno a Giulianova, attraverso il Ministero dell’Interno, il commissario. Tanto tuonò, anche nel dibattito del consiglio, che piovve. In pochi ci credevano.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 14 novembre 2003.

 

 

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