Direzione, Redazione, Amministrazione: 00187 Roma, Piazza Colonna n. 366 – Internet:www.iltempo.it – Email: direzione@iltempo.it
Sede regionale:
Pescara Piazza della Rinascita, 51
Email: abruzzo@iltempo.it
 
«Tesori di fattoria» a Giulianova
Manifestazione della Cia teramana per valorizzare le produzioni tipiche
 
di GIUSTINO CECCAROSSI
PESCARA - La «Bambola» del Piper anni '60, la bionda terribile di «Ragazzo triste», divenuta sofisticata interprete di Jacques Brel, Leo Ferre' e Vinicius De Moraes, ammalierà questa sera, dalle 22, il pubblico dello Stadio del Mare di Pescara, con il suo sensuale timbro vocale e la consueta, elegante presenza scenica. Patty Pravo, al secolo Nicoletta Strambelli, 55 anni di grinta, approda in riva all'Adriatico con un concerto che si annuncia di quasi tre ore.
L’appuntamento rientra nella rassegna «Pescara Live 2003», promossa dal Comune, che domani sera porterà allo Stadio Adriatico il discusso Manu Chao, forte finora di un battage pubblicitario di «pro» e «contro», che tanto ha appassionato i politici locali.
«Voglio che la gente si stanchi di ascoltarmi» ha detto Patty Pravo presentando il suo tour, partito da Napoli il 20 luglio scorso, dopo un paio di date annullate per motivi di salute.
L'ouverture sarà probabilmente affidata, ancora una volta dopo gli ultimi concerti, a «L'immenso»: «Sono un angelo caduto dal cielo, dove tutto è sospeso e non c'è desiderio. Sono una stella che brilla di dentro, al momento il mio fuori è un po' spento. Sono un diavolo che brucia davvero, di passione in passione l'amore lo vivo sul serio. Ho nelle vene quel rosso più intenso che mi accende se ancora ti penso. E ti ripenso... io ti ripenso...». E poi un fiorire di vecchi e nuovi successi, da «Pazza idea» a «Oltre l'Eden», da «Les etrangers» alla perla donatale da Vasco Rossi, «E dimmi che non vuoi morire».
Nelle ultime serate si è presentata inguainata in un completo verde Peter Pan e una blusa «nude look». Tante smorfie, feline e ammiccanti, regalate al pubblico con un magnetismo ineguagliabile.
Patty non si adagia sul ruolo di icona della musica italiana, passata attraverso i successi composti per lei da nomi che colpiscono più di un acuto: Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Gino Paoli, Paolo Conte, Antonello Venditti. Sperimenta, stupisce, provoca.
Ad assecondare le sue evoluzioni c'è una band altrettanto sofisticata, composta dal mitico chitarrista Andrea Braido, con Edoardo Massimi e Christian Gonzales. Al pianoforte c'è Alessio Graziani, al sax Andrea Innesto. Della compagnia fanno parte anche due americani, il batterista Lance Lee e il bassista Keith Eaddy.
Anche sul palco Nicoletta Strambelli, la hippy di buona famiglia che, ancora adolescente, scappò tre volte dal collegio in una settimana, esprime negli atteggiamenti e nei testi delle canzoni la trasgressione, la voglia di libertà, l'anticonformismo misto all'anarchia, che fanno scintille e trasformeranno lo Stadio del mare in una metafora del «grande palcoscenico stupendo» che è l'esistenza: «la cambio io la vita che che mi ha deluso più di te. Portami al mare, fammi sognare... e dimmi che non vuoi morire».
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 3 agosto 2003.

 

 

Rassegna stampa