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della Rinascita, 51
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«Tesori di fattoria» a Giulianova
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Manifestazione della Cia teramana per valorizzare le produzioni
tipiche
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di GIUSTINO CECCAROSSI
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PESCARA - La «Bambola» del Piper anni '60, la bionda terribile di
«Ragazzo triste», divenuta sofisticata interprete di Jacques Brel, Leo
Ferre' e Vinicius De Moraes, ammalierà questa sera, dalle 22, il
pubblico dello Stadio del Mare di Pescara, con il suo sensuale timbro
vocale e la consueta, elegante presenza scenica. Patty Pravo, al secolo
Nicoletta Strambelli, 55 anni di grinta, approda in riva all'Adriatico
con un concerto che si annuncia di quasi tre ore.
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L’appuntamento rientra nella rassegna «Pescara Live 2003», promossa dal
Comune, che domani sera porterà allo Stadio Adriatico il discusso Manu
Chao, forte finora di un battage pubblicitario di «pro» e «contro», che
tanto ha appassionato i politici locali.
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«Voglio che la gente si stanchi di ascoltarmi» ha detto Patty Pravo
presentando il suo tour, partito da Napoli il 20 luglio scorso, dopo un
paio di date annullate per motivi di salute.
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L'ouverture sarà probabilmente affidata, ancora una volta dopo gli
ultimi concerti, a «L'immenso»: «Sono un angelo caduto dal cielo, dove
tutto è sospeso e non c'è desiderio. Sono una stella che brilla di
dentro, al momento il mio fuori è un po' spento. Sono un diavolo che
brucia davvero, di passione in passione l'amore lo vivo sul serio. Ho
nelle vene quel rosso più intenso che mi accende se ancora ti penso. E
ti ripenso... io ti ripenso...». E poi un fiorire di vecchi e nuovi
successi, da «Pazza idea» a «Oltre l'Eden», da «Les etrangers» alla
perla donatale da Vasco Rossi, «E dimmi che non vuoi morire».
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Nelle
ultime serate si è presentata inguainata in un completo verde Peter Pan
e una blusa «nude look». Tante smorfie, feline e ammiccanti, regalate al
pubblico con un magnetismo ineguagliabile.
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Patty
non si adagia sul ruolo di icona della musica italiana, passata
attraverso i successi composti per lei da nomi che colpiscono più di un
acuto: Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Gino Paoli,
Paolo Conte, Antonello Venditti. Sperimenta, stupisce, provoca.
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Ad
assecondare le sue evoluzioni c'è una band altrettanto sofisticata,
composta dal mitico chitarrista Andrea Braido, con Edoardo Massimi e
Christian Gonzales. Al pianoforte c'è Alessio Graziani, al sax Andrea
Innesto. Della compagnia fanno parte anche due americani, il batterista
Lance Lee e il bassista Keith Eaddy.
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Anche
sul palco Nicoletta Strambelli, la hippy di buona famiglia che, ancora
adolescente, scappò tre volte dal collegio in una settimana, esprime
negli atteggiamenti e nei testi delle canzoni la trasgressione, la
voglia di libertà, l'anticonformismo misto all'anarchia, che fanno
scintille e trasformeranno lo Stadio del mare in una metafora del
«grande palcoscenico stupendo» che è l'esistenza: «la cambio io la vita
che che mi ha deluso più di te. Portami al mare, fammi sognare... e
dimmi che non vuoi morire».
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