PERCHÉ “QUESTO” GIULIANOVA
Dopo un campionato condotto quasi
sempre al vertice e concluso a 2 punti dalla coppia promossa, molti
appassionati giuliesi si sarebbero forse aspettati una squadra in grado di
puntare senza mezzi termini a quella promozione mancata per un soffio tre
mesi fa. Ed avranno anche pensato che, in fondo, per avere una squadra
sicuramente più forte sarebbe bastato non cedere i giocatori migliori ed
aggiungerne uno o due veramente buoni. È un’opinione che condivido in pieno,
ma la nostra società non poteva agire in tal modo per due validissimi
motivi, Innanzi tutto, se vogliamo, come dichiarato fin dall’inizio,
perseguire la “continuità”, è necessario tenere d’occhio il bilancio e
realizzare, quindi, ogni anno un utile di circa 300 milioni nella campagna
trasferimenti, che consenta di colmare l’annuale disavanzo di gestione e
togliere una fetta del passivo accumulato in passato; non si poteva, perciò,
rifiutare le offerte pervenute per alcuni giocatori, per tre dei quali, del
resto, essendo le società interessate di serie superiore, si doveva tener
conto anche dei loro interessi. Inoltre, tutti ci siamo entusiasmati per
l’impresa dei giovani della “Berretti”, che ci hanno regalato lottavo titolo
nazionale giovanile e non operare certe cessioni avrebbe significato
chiudere loro ogni sbocco: sarebbe un controsenso investire, come stiamo
facendo, soldi nel vivaio e non finalizzare questo lavoro con l’inclusione
graduale nella rosa della prima squadra dei ragazzi più maturi; come,
d’altra parte, sarebbe sbagliato pretendere risultati promuovendo titolare
un’intera formazione di belle promesse. Il giusto, come sempre, sta nel
mezzo ed all’insegna di questo “giusto mezzo” abbiamo ritenuto di operare,
promuovendo per quest’anno fin dall’inizio i soli Di Addezio e Bellaspica,
già parzialmente collaudati in precedenza, ma affidando le maglie dal n. 12
al n. 16 a tutti i ragazzi del ‘65 e ‘66 che quel collaudo faranno
sicuramente nel corso della stagione. Altri cambiamenti sono stati imposti
da circostanze di diversa natura: così le rinunce ai validissimi Missiroli e
Ceccarelli, che hanno costretto a cambiar volto ad un centrocampo che
avrebbe meritato la conferma in blocco. Per un ruolo, quello della punti da
affiancare a Cesati, si è voluto andare sul sicuro, scartando soluzioni pur
valide, ma che avrebbero presentato rischi da non correre dopo una stagione
guastata solo dalla scarsa capacità realizzatrice; la punta è Nicolini, un
giocatore che ha denunciato qualche appannamento nelle ultime due stagioni
(solo per questo, del resto, era alla nostra portata), ma che in precedenza
è sempre stato un ottimo realizzatore in C1 ed anche in B. Non ancora
trentenne, fisicamente integro, se messo nelle condizioni ambientali giuste
che tante volte abbiamo saputo creare, dovrebbe ritrovare la via del gol che
gli era tanto nota.
Certo, è
difficile dire ora se questo nuovo Giulianova, un po’ voluto, un po’ imposto
da esigenze e circostanze varie, come si è visto, saprà essere protagonista
come l’anno scorso, ma se sapremo attendere il tempo necessario alla fusione
del rinnovato impianto-base e, soprattutto, sapremo seguire con amorosa
pazienza la maturazione dei ragazzi, senza condannarli anzi tempo, quando
attraverseranno periodi difficili e senza osannarli troppo nei momenti
felici, sono certo che le soddisfazioni non mancheranno e, fra qualche anno,
avremo una compagine solida accanto ad una società altrettanto solida.
Concludo
augurando a tutti buon campionato e ringraziando gli inserzionisti di questo
opuscolo, che hanno voluto, accettando la nostra proposta, offrirci un
valido aiuto.
Tiberio Orsini
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Articolo tratto da “Giulianova Calcio s.r.l.” - Campionato di Calcio Serie
C2 Girone C -
Anno 1984-85.