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Movida in fermento sulla costa blu |
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I titolari dell’“Antigua” di Giulianova
contestano il provvedimento e preannunciano
ricorsi |
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Giulianova. Tra chiusure e controlli a raffica i
proprietari dei locali ora si sentono
“accerchiati” |
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di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - Movida in subbuglio a
Giulianova e Roseto. A pochi giorni dal
sequestro operato dai carabinieri del locale
“Antiguà Cafè” di Giulianova, i proprietari
raccontano la loro verità in conferenza
stampa. Ieri mattina, allo chalet
Arlecchino, Gianni Romani e Carlo Di
Bartolomeo hanno spiegato con amarezza i
motivi che, secondo loro, avrebbero portato
realmente al sequestro probatorio a tempo
indeterminato.
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«Il sequestro è stato motivato per la musica
troppo alta spiegano Romani e Di Bartolomeo
ma la musica è sempre stata solo di
sottofondo, anche quando le autorità su
segnalazione di alcuni vicini, in precedenti
controlli, hanno constatato fosse così.
Abbiamo istallato telecamere e rispettato
determinate condizioni per metterci in
regola. Ciò che è accaduto, a nostro parere,
è stata la forzatura di alcune persone
residenti nel condominio, che hanno pensato
bene di farci la guerra, senza capire le
nostre esigenze. Se un locale è molto
frequentato, è normale che ci si possa
trovare di fronte a gruppi di giovani che
chiacchierano, anche a causa del fatto che,
dopo il divieto di fumo gli avventori sono
obbligati a recarsi fuori dal locale per
poter fumare. Sulla strada quindi iniziano a
parlare, ma non necessariamente ad alta
voce. La moltitudine, però, a qualcuno
potrebbe dare fastidio».
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Con i sigilli posti all’“Antigua”, oltre ai
due proprietari, probabilmente resteranno
senza lavoro anche i tre dipendenti della
struttura. Al momento l’“Antigua” resterà
chiuso in modo che la Procura possa svolgere
i controlli necessari (con l’Arta). Intanto
i due giovani imprenditori fanno sapere che
si muoveranno legalmente con i propri
avvocati per cercare di ottenere al più
presto il dissequestro del locale. E
rivolgono un appello all’amministrazione
comunale precisando che, «in campagna
elettorale si era detta fortemente orientata
ad iniziative a favore della movida e del
turismo ed ora si è totalmente
disinteressata della vicenda, la stessa
amministrazione che ha concesso proroghe
nell’orario di apertura dei locali».
Proteste anche a Roseto, dove, nei giorni
scorsi, molti locali per giovani sono stati
“visitati” da carabinieri, Asl, Ispettorato
del lavoro e vigili del fuoco. Ed anche se
non ci sono stati provvedimenti di chiusura,
verbali sono stati compilati durante la
visita all’Oblò, l’Amaca, il Rose est la Vie
e il Bar 33. Controlli anche al Maroons
Glacès. Anche qui gli esercenti rosetani non
ci stanno e si riuniranno domani pomeriggio,
nella sede di Eidos, per studiare come
arginare il rischio di un’estate senza
movida. Mercoledì 21 Aprile 2010
RIPRODUZIONE RISERVATA
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