|
di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - Anche il polo di Facebook si
scatena sulla decisione del sindaco Mastromauro
relativo alla non chiusura delle attività
commerciali attraverso un’ordinanza che lo
stesso primo cittadino ha definito ieri
«legittima ed opportuna». «La nostra città ha
aggiunto è esclusa dalle previsioni, limitate a
quei comuni nel cui territorio esistono i centri
commerciali, che impongono la individuazione
delle giornate di deroga alla chiusura
obbligatoria dei pubblici esercizi. In altri
termini è vero che la legge regionale indica
alcune date, tra cui il 1° maggio, come giorni
obbligatori di chiusura. Ma è anche vero che
sono previste delle deroghe. Ma è ben strano che
chi ha tanto a cuore la Festa dei lavoratori,
poi dimentichi il dramma che si sta vivendo a
causa della mancanza di lavoro. Forse perché chi
tuona, ha uno stipendio assicurato. Qui, voglio
sottolinearlo con decisione, non si tratta di
disconoscere il valore simbolico, educativo e
culturale del 1 maggio, ma di fronteggiare con
ogni misura, e d’intesa con tutti i commercianti
che hanno avanzato proprio questa richiesta, una
crisi economica estremamente grave. Non è un
caso che comuni grandi e piccoli di ogni parte
d’Italia abbiano previsto deroghe all’apertura
dei negozi per il 1 maggio, si pensi a città
come Napoli e Torino e, per rimanere in zona,
anche i miei colleghi di Roseto, Alba e
Tortoreto hanno ritenuto opportuno assumere una
analoga decisione». E su Facebook Luigi ed Anna
Chiodi «sono d’accordo che i negozi restino
aperti anche perchè è facoltativo e non
dimentichiamoci che Giulianova é una città
turistica e se non approfittiamo delle belle
giornate concomitanti con i weekend di festa
quando lavorano i commercianti giuliesi a
novembre?». Per Armando Ianni «il sindaco ha
capito perfettamente la situazione
economico-commerciale del litorale abruzzese;
per questo ha fatto una scelta giustissima e
spero, anzi sono sicuro che tutti i commercianti
sposeranno questa ordinanza». Per Robert e
Luana, invece, «la cosa più giusta è rimanere
chiusi. Mi voglio mettere anche nei panni dei
titolari, però questo giorno deve pur rimanere
la festa dei lavoratori». Maurizio Carusi crede
che «sia cosa buona sul facoltativo» e così
anche Filippo Catorani dice che «se è
facoltativo come dice l’ odinanza, chi vuole
faccia come crede». Sempre contraria la
Federazione della sinistra che, con Antonio
Macera, chiede l’intervento del Prefetto per far
ritirare l’ordinanza. RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 29 Aprile 2010 |