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di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - Dopo due anni una vita nasce ancora
a Giulianova. Era dal maggio del 2007 che un
bambino non vedeva la luce in città, con la
prospettiva che nessuno, al di là di ogni
campanilismo, avrebbe potuto più dire “nato a
Giulianova”. Da quando la mannaia dei tagli
aveva cancellato il reparto di Ostetricia e
ginecologia con annesso “nido”. Ma ecco che,
nella mattinata di ieri l’altro, la cicogna...
ci ha messo il becco ed un bambino ha potuto
nascere di nuovo a Giulianova. Non in ospedale,
dove è tutto chiuso e sbarrato, ma in casa. Per
la precisione nell’abitazione di Sergio Nori, un
idraulico di 41 anni, e di Jolanda Ceci di 28.
In via Monfalcone, 68, è “sbarcato” Filippo,
primogenito della coppia. Il padre, giuliese
purosangue, non aveva accettato di buon grado
che suo figlio vedesse la luce a Sant’Omero e
racconta: «Quante volte ho detto agli amici, ma
non potrebbe nascere in casa? Pur sapendo che
sarebbe stato impossibile». Ed invece ecco la
sorpresa. «Mia moglie ha cominciato ad avvertire
dei dolori verso le 8, ma ne aveva avuti altri
nei giorni scorsi, e, quindi ci sembrava una
cosa normale. Poi i dolori si sono fatti più
forti. Mia moglie si è alzata per andare al
bagno ed è tornata dicendomi “Sergio, Sergio,
nasce il bambino!”. In preda ad una forte
emozione ho chiamato al cellulare la dottoressa
che seguiva mia moglie all’ospedale di
Sant’Omero, e lei, per telefono, ci ha guidato
alla nascita di Filippo. Il tutto si è svolto
senza problemi ma è chiaro che sia io che
Jolanda eravamo molto preoccupati. Poi sono
stato io a tagliare il cordone ombelicale, cosa
che bisognava fare subito. Poco dopo è arrivata
l’ambulanza e mia moglie e il bambino sono stati
trasferiti a Sant’Omero». Domenica 07 Marzo 2010 |