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di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - Ancora ignoti in azione
nell’abitazione di Cristina Piccioni,
l’allenatrice della società di pattinaggio
“Castrum” e salita di recente alla ribalta della
cronaca anche per essere la grande accusatrice
nei confronti del presidente della Federazione
Italiana di pattinaggio, Sabatino Aracu e, che,
da qualche tempo, a causa di minacce, piccoli
attentati e quant’altro, aveva deciso di munirsi
di una guardia del corpo. La Piccioni si trovava
fuori Giulianova perchè a Treviso partecipava
con la sua squadra ai Campionati italiani Gruppi
spettacolo. Nel frattempo l’abitazione di viale
Orsini, nella quale vive assieme alla mamma, la
fondatrice della società, Lavinia Tritapepe, è
oggetto di lavori di ristrutturazione, per cui
l’esterno della casa stessa è circondato da
un’impalcatura. Ignoti, la notte scorsa,
approfittando proprio dell’impalcatura, sono
riusciti ad entrare all’interno del primo piano
dopo aver “scardinato” una finestra. Una volta
dentro, hanno messo tutto a soqquadro, facendo
cadere mobili ed altre suppellettili.
«L’impressione che ne ho ricavato rientrando a
tarda notte da Treviso è che chi è entrato non
l’abbia sicuramente fatto per i soldi, ma per
impossessarsi forse di carte e documenti.
Infatti, ho trovato tutto sottosopra e, per il
resto, non manca nulla. Tuttavia, forse delusi
per il fatto di non aver trovato nulla, sono
scesi in strada, dove avevo parcheggiato la mia
Smart ed hanno mandato in frantumi il lunotto
posteriore della vettura e qui i danni sono
risultati abbastanza concreti. Continuo ad
essere preoccupata per quello che continua ad
accadermi ed ho confermato la decisione di
affidarmi ancora alla guardia del corpo. In
passato due volte hanno cercato di mandarmi
fuori strada e in altre due occasioni hanno
provato ad entrare in casa mia ma sono fuggiti
perchè il mio cane si è messo ad abbaiare. E poi
una lunga serie di minacce telefoniche,
naturalmente tutte anonime. Per questo, avendo
comprensibilmente paura, da un mese ho
ingaggiato una guardia giurata che è diventata
la mia guardia del corpo. Per tutto quello che
mi è capitato ho presentato denunce sia ai
carabinieri che alla polizia stradale di
Giulianova. Tuttavia non mi sentivo sicura ed
allora, anche alla luce di quanto era accaduto
in passato, quando ho sentito distintamente dei
passi e delle voci dentro casa mia e di mia
madre (la presidentessa della società “Castrum”,
Lavinia Tritapepe Meloni), ho deciso di
affidarmi ad una persona di fiducia che potesse
vigilare su di me. Nè ho potuto ignorare che
anche alcuni atleti sono rimasti vittime di
quella che io definisco come una vera e propria
persecuzione». Lunedì 29 Marzo 2010 RIPRODUZIONE
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