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di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - Un pezzo di storia giuliese
destinata solo ad essere ricordato. Ieri mattina
è stata aggiudicato all’asta l’edificio che
ospitava la scuola elementare Acquaviva sui cui
banchi si sono seduti intere generazioni di
giuliesi. La base d’asta era di 2 milioni e
500.000 euro. Con 2 milioni e 511.000 euro se
l’è aggiudicato la ditta “Giaro componenti” di
Pineto, che fa capo al noto industriale Antonio
Arangiaro, pinetese d’origine ma da tempo
residente a Giulianova. Era l’unica offerta ma
il presidente della “Giulianova Patrimonio” che
ha curato l’asta, Filippo Di Giambattista ha
espresso soddisfazione anche perchè la scuola è
stata alienata sebbene fosse gravata da un
vincolo della Sovrintendenza ad una somma
superiore a quando, per la prima volta, venne
messa all’asta senza vincolo. La somma servirà
anche per coprire i debiti pregressi
dell’amministrazione comunale che
dall’operazione ricava un supervalore di 750.000
euro, che si pensa di investire in opere
pubbliche. All’asta erano presenti, tra gli
altri, anche il sindaco Francesco Mastromauro e
tre rappresentanti dell’associazione “Il
cittadino governante”. Un plauso al Cda della
Giulianova Patrimonio per il risultato ottenuto
in merito alla vendita della scuola Acquaviva è
stato espresso dal capogruppo dell’Udc-Giuliesi
in Consiglio comunale, Gianfranco Francioni, il
quale ha aggiunto che «alle molte parole che
abbiamo ascoltato questi giorni, sono seguiti
fatti concreti. Questo è il risultato positivo
della determinazione con cui sono stati
affrontati i vari problemi di risanamento della
stessa “Giulianova patrimonio”. Il nostro invito
al Cda della società è di continuare sulla
strada tracciata, che è il risultato di una
oculata gestione del piano industriale e di
reperire le risorse necessarie affinchè questa
società cammini con le proprie possibilità».
Subito dopo il sindaco ha annunciato che, nella
riunione di maggioranza, è stata fissata la data
del primo aprile per portare all’esame del
Consiglio stesso, dopo l’ok della commissione
urbanistica, fissata per il 25 marzo, l’adozione
del piano ex Foma ed ex Acciaierie del sud e
l’approvazione definitiva del progetto ex Sadam
per un’area complessiva di 85.000 metri quadrati
e con cessione del 50% al Comune, dopo le
controdeduzioni alle osservazioni presentate a
suo tempo da “Il cittadino governante” e da
Rifondazione comunista. Mercoledì 17 Marzo 2010
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