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Lite con i pugliesi, sfiorata la rissa a
Giulianova |
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Tensione al mercato ittico e pescato sequestrato
dalla Guardia costiera |
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Giulianova. Sul porto anche una delegazione di
marittimi di San Benedetto del Tronto |
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di FRANCESCO MARCOZZI - GIULIANOVA - Momenti
di grande tensione ieri pomeriggio al
mercato ittico di Giulianova quando sono
rientrate le sei “volanti” appartenenti alla
flottiglia pugliese di stanza nello scalo
giuliese. Erano uscite in mare in maniera
autonoma, senza rispettare usi e
consuetudini locali, in base alle quali si
decide in forma unanime quando si deve (o si
può) andare a pesca. Ieri mattina le
condizioni del mare erano proibitive per cui
le imbarcazioni giuliesi, dedite alla pesca
del pesce azzurro, hanno deciso di non
uscire in mare essendoci, dunque, situazioni
di evidente rischio, se non di pericolo.
Invece attorno alle 8,30, si sono riuniti a
parte gli armatori e gli equipaggi delle sei
imbarcazioni pugliesi ed hanno deciso di
prendere ugualmente il largo. Tuttavia non
si sono allontanate di molto ma hanno
“pescato” nell’ambito delle cinque miglia.
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La cosa non poteva sfuggire agli equipaggi
degli altri motopescherecci e non è sfuggita
nemmeno alla marineria di San Benedetto,
subito solidale con quella giuliese, anche
perchè erano rimaste in porto sia le barche
di San Benedetto che quelle di Ancona. Così,
al rientro delle volanti pugliesi, attorno
alle 16,30 di pomeriggio, davanti al mercato
ittico, erano in attesa in marittimi del
posto che si sono espressi in maniera
critica nei confronti dei loro colleghi. Gli
altri, in qualche caso, hanno risposto per
le rime per cui ci sono stati momenti di
tensione che, per senso di responsabilità
generale, non sono sfociati in qualcosa di
più serio, perché si stava davvero per
venire alle mani. E, nel frattempo sono
arrivati anche i “rinforzi” da San
Benedetto. Ma, eccoci al colpo di scena,
quando al mercato ittico sono arrivati gli
uomini della Guardia costiera agli ordini
del capitano Giuseppe Barretta. Questi hanno
controllato il contenuto delle casse
scaricate dalle imbarcazioni pugliesi ed
hanno riscontrato che, in molte di queste,
c’erano alici sottomisura, per cui è stato
disposto il sequestro di tutto il pescato
(480 casse) con elevazione di verbali nel
confronti dei titolari della barche. Le
casse sono state trasportate davanti alla
sede della Guardia costiera che ora
provvederà a distribuire il pescato in
beneficenza ad enti ed associazioni di
carattere sociale ed umanitario.
RIPRODUZIONE RISERVATA Martedì 02 Febbraio
2010
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