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«Il pesce surgelato è del mercato ittico di
Giulianova» |
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Interviene la Federpesca. La Guardia costiera
attiva i controlli ma Squeo avanza un’accusa |
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di FRANCESCO MARCOZZI -
GIULIANOVA - E’ polemica dopo le rivelazioni
del Messaggero in merito agli scatoloni di
pesce congelato proveniente dall’India
rinvenuti nei cassonetti del porto di
Giulianova. La Guardia costiera, con il
comandante Giuseppe Barretta, ha confermato
di aver effettuato sempre i controlli e che
li intensificherà. Si muove anche la
Federpesca, con il suo coordinatore
regionale Walter Squeo, il quale ha
dichiarato: «Tengo a ribadire ad alta voce
che gli scatoloni vuoti con etichettature
indiane presenti nel porto provengono con
assoluta certezza dal mercato ittico che,
secondo il nostro punto di vista, sta
diventando centro di smistamento di prodotti
ittici stranieri provenienti da India,
Pakistan ed altre nazioni non comunitarie;
tutto questo a discapito della marineria
giuliese ed abruzzese che ha sempre lavorato
in mare e portato a terra prodotto fresco,
selezionato e controllato giornalmente al
momento dello sbarco degli uomini della
guardia costiera. Anche la piccola pesca che
lavora in mare giornalmente riporta a terra
prodotto vivo e quindi ribadiamo che nel
porto di Giulianova si commercia prodotto
ittico fresco e controllato. Le
problematiche riguardanti il pesce congelato
sono legate esclusivamente a manipolazioni
anche se legali la Federpesca ha deciso di
chiedere un incontro urgente ai vertici
comunali giugliesi che hanno ruoli attinenti
alla pesca ed al mercato ittico in modo da
fare un punto della situazione ed attuare un
vero e proprio rinnovamento del mercato
ittico di Giulianova.
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Intanto sono state identificate le due
aziende orientali dalle quali ci si
rifornisce di surgelato. Inoltre la
Federpesca è rammaricata dalla riposta data
dalla direzione politica agricola e di
sviluppo rurale della Regione Abruzzo in
merito ad un piccolo fondo chiesto quale
indennizzo per l’affondamento del
peschereccio ”Elena madre” della ditta
Romani di Colonnella in provincia di Teramo.
L’armatore aveva chiesto ed ottenuto la
domanda per la demolizione, ed ora purtroppo
i proprietari ed i marittimi si ritrovano
senza barca, senza lavoro e senza nessun
indennizzo.
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Ed ora la marineria giuliese chiede alla
Regione un’attenzione più mirata alle
problematiche della pesca ed ai prodotti
esteri che invadono il nostro mercato ed in
più sollecitano la programmazione e
l’attuazione di regole vere per risanare la
pesca del pesce azzurro che è entrata in
crisi per le importazioni di tonnellate di
alici dalla Croazia. Lunedì 11 Gennaio 2010
RIPRODUZIONE RISERVATA
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