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GIULIANOVA - Tra domani e dopodomani si decide
il futuro (o la fine) la fine dell’Istituto
Tecnico di Giulianova. «Se verrà accorpato
all’istituto alberghiero sarà la fine di un
istituzione sostiene Gianfranco Francioni,
capogruppo consigliare dell’Udc un istituto che
dagli inizi del novecento ha dato lustro alla
nostra città. Chiediamo un intervento del
sindaco e del presidente della Provincia per una
proroga di un anno.» Attualmente risultano
iscritti 508 alunni, per l’accorpamento devono
essere meno di 500. Perchè tanta fretta se la
legge ancora non va in vigore? «Anche noi
dell’Udc continua Francioni siamo favorevoli ad
un consiglio comunale con la partecipazione
degli insegnanti dell’Istituto per dar modo a
loro di spiegare per quale motivo chiedono il
rinvio di un anno. Chiedo anche al sindaco e ai
consiglieri provinciali di maggioranza e di
minoranza di prendere posizioni immediate su
questa problematica, non possiamo permettere
ancora una volta che Giulianova sia penalizzata
da scelte fatte in modo frettoloso e poco
attente alle esigenze della collettività.
Giovedì Consiglio comunale a Giulianova con
studenti e professori che si preparano ad
invadere l’aula consigliare. Francioni ne
approfitta per le dichiarazioni di Franco
Arboretti de ”Il cittadino governante. «Ho letto
ed ascoltato le dichiarazioni di Arboretti e
come mai si chiede Francioni lui pensa solo
all’urbanistica? Assente per il futuro
dell’’ospedale, della scuola, delle famiglie
numerose, dei problemi legati al lavoro, della
stazione. Vogliono che a Giulianova tutto rimane
fermo, basta con l’immobilismo, poi non
lamentiamoci, se Giulianova perde la sua
centralità. (vedi chiusura biglietteria della
stazione con taglio alle fermate importanti.)
L’entusiasmo mio è dettato dal fatto che
nell’area ex Sadam dopo 50 anni si mette fine al
degrado ambientale, ai ratti, agili
extracomunitari senza fissa dimora. Il progetto
deve ancora tornare in consiglio per le
controdeduzioni alle osservazioni, ma è già
stato approvato, quindi di cosa parliamo?
Arboretti, la sera torna nella sua residenza a
Case di Trento, e siccome per lui e per molti
simpatizzanti a fine mese i conti tornano, poco
interessa che questa città sia senza sviluppo e
senza crescita, senza occupazione e molti
giovani sono costretti ad andare via». F.M.
Lunedì 18 Gennaio 2010 RIPRODUZIONE RISERVATA |