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Settembre - ballata drammatica da Ignazio Silone
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Spettacolo teatrale sulla figura di Ignazio Silone. Giulianova 19, 20 e 21 gennaio 2011 presso il centro socioculturale quartiere Annunziata

 
Regia CLAUDIO DI SCANNO
Con Susanna Costaglione Marina Di Virgilio Gianluca Marcellusi Tommaso Bernabeo Sara De Fanis
Musiche di ed eseguite da Graziano Zuccarino
Scene di Antonella Spelozzo
Luci Gianluca Del Biondo
Organizzazione Nicola Di Nardo Alessandra Carulli
Prodotto da AssOdeonTeatro_Ortona [CH]
Con il sostegno di Comune di Ortona / Ass.to Cultura Comune di Giulianova / Ass.to Cultura Fondazione Luca Romano / ONLUS Associazione Culturale Fontamara / A.T.A.M. Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana DRAMMATEATRO_Popoli [PE]
 
« Si vive nel provvisorio, si pensa che per ora la vita va male,
per ora bisogna arrangiarsi,
per ora bisogna anche umiliarsi, ma che tutto ciò è provvisorio...
Ci prepariamo a morire col rimpianto di non avere vissuto...
La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo.
Si può vivere anche in un paese di dittatura ed essere libero, a una semplice condizione,
basta lottare contro la dittatura.
L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto è libero...
Per contro si può vivere nel paese più democratico della terra,
ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi:
malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi.
»

 
[Ignazio Silone]
 
Ignazio Silone rappresenta l’uomo in tutta la sua essenza di vita vissuta. Un esempio di morte e rinascita continua, una vita, la sua, in guerra per resistere, per creare, per sperare, per il bene dell’essere umano in lotta con i propri limiti; “un uomo che lotta per ciò che ritiene giusto, è libero”, queste le parole dell’uomo Silone che ci hanno indotti a portare in scena la complessità di un piccolo cosmo, il nostro, di lavoratori senza lavoro, senza casa, senza prospettiva futura, con l’esigenza di riaffermare il fuoco, la passione e talvolta quell’essere comunità.
Un tema centrale: quello del riscatto dell’uomo da tutte le forze che tendono ad annullarlo, provengano esse dalle ataviche strutture feudali della società, dalla fatale prevaricazione dello Stato moderno o dalle minacce di una sempre più incombente civiltà tecnologica. Un riscatto che ha anche un aspetto economico, ma che è innanzi tutto morale, ponendosi la figura dell’uomo come una figura ideale, tesa addirittura ai più alti valori religiosi.
La passione per l’uomo Silone ci ha guidati ad un lungo percorso di studi dalla biografia a gli scritti, alla ricerca di connessioni tra l’uomo e lo scrittore, il primo abruzzese, in sottomissione alla propria radice, la “sua” montagna che rimarrà nei ricordi tramutati in inquietudini per tutta la vita; il secondo, l’uomo nuovo, il politico della letteratura, che crea personaggi vissuti carichi di tensioni estrapolate da una società non condivisa; una letteratura quale rifugio per l’uomo politico che ha compreso l’impossibilità della giustezza sociale. I suoi eroi sono espressione del suo essere profondo: modelli carichi di forza, pronti ad urlare, a lottare in quanto contenitori di una verità ma che vivono l’angoscia e la delusione della sconfitta, del ritiro in solitudine, del silenzio.
La regia di questo allestimento non poteva che essere affidata a Claudio Di Scanno, regista abruzzese, amante della “sua” montagna, capace di trasporre in scena l’inquietudine dell’uomo Silone e dei suoi personaggi-eroi in connessione con la profonda tensione della nostra comunità, per un allestimento carico di verità.
 
Il progetto
Il progetto ha toccato un primo momento di studio in agosto/settembre 2010 attraverso un laboratorio di studio intensivo, condotto dal
regista Claudio Di Scanno, con un gruppo di quindici attori abruzzesi e non, sul testo teatrale di Silone “Ed egli si nascose”, uno scritto
che sintetizza il desiderio dell’uomo di tornare ad essere in comunione con la gente della propria terra, in cui Pietro Spina, protagonista
dell’opera, come Silone, si scontra con la dura realtà di un popolo affamato, scontento e disilluso, che all’ideale della libertà sperata,
antepone la fame.
Questa prima fase si è conclusa con l’allestimento di un evento scenico tra le piccole vie del centro storico di Ortona, tracciando così la
prima tappa di un percorso più complesso che si apre ad uno studio siloniano più ampio.


 
Settembre sarà frutto di un lavoro approfondito sull’uomo Silone e sui suoi scritti, sia teorico che laboratoriale, in cui il teatro d’azione si
miscela con la musica originale per creare un’atmosfera dinamica e poetica che focalizzi l’attenzione dello spettatore
sulla contemporaneità del personaggio Silone e delle sue creature letterarie.


 
Settembre è lui, Silone
Settembre è Pietro Spina,
è tutti noi che fatichiamo a vivere, è il profumo del grano e della polenta
è la forza e la debolezza del popolo,

Settembre è il popolo, non solo il nostro ma tutte le genti della terra…

 
Lo spettatore
Lo spettacolo sarà fruibile da spettatori adulti ma avrà anche una forte connotazione didattica e pertanto adatta ad un pubblico scolastico di scuola media inferiore e superiore.
 
Fonti Letterarie
Di seguito presentiamo le fonti a carattere letterario a cui questo allestimento fa riferimento:
1.            Biografia di Silone, con riferimento agli anni della consapevolezza politica.
2.            Un viaggio a Parigi: un racconto crudo, realistico, ispirato dal mondo contadino della Marsica, al quale Silone si sentiva molto legato. Fa parte di una raccolta di sei racconti che furono pubblicati per la prima volta nel 1934 da un giornale svizzero. Protagonisti dell’opera sono i contadini che lavorano per dieci ore al giorno, sfamandosi con un tozzo di pane di granoturco e cipolle, e che alla sera, di ritorno dai campi sfiniti e angustiati, picchiano le mogli per via della polenta amara, con la stessa rabbia con cui bastonano i loro asini e muli durante la giornata. In questo contesto, caratterizzato da tanta miseria, i giovani intravedono nella emigrazione un possibile rimedio: “quando settembre arriva a Fontamara, i giovani pensano a terre lontane”; da qui anche l’ispirazione del titolo “Settembre” da noi scelto per lo spettacolo, in una linea simbolica con questo racconto.
3.            Per una manciata di more: Il romanzo narra la storia di Rocco, un comunista che ha preso parte alle battaglie antifasciste della Resistenza che, tornato da un viaggio a Mosca, manifesta tutta la sua delusione meditando il distacco dal partito. Rocco ama la giovane Stella che, negli anni della giovinezza, era stata da lui spinta ad abbracciare l'ideale comunista e che, al ritorno disilluso di Rocco, tenta il suicidio dopo essere stata inviata a perquisire la casa dell'amato su mandato del partito.Il finale, con le nozze dei due giovani, vede trionfare un ideale nuovo con Rocco che riunisce attorno a sé una sorta di confraternita di adepti che si oppongono alle regole del partito, ispirati dal senso di giustizia e solidarietà verso i poveri.
4.            Vino e pane: Il titolo del romanzo allude sia al concetto eucaristico sia ai prodotti del lavoro contadino che, oltre a rappresentare la sana vita tradizionale, sono anche il collante sociale dei cosiddetti "cafoni". Protagonista del romanzo è Pietro Spina, attivista comunista, esiliato, rientrato clandestinamente in patria anche per nostalgia della terra natia (Abruzzo). Sotto le false vesti talari di Don Paolo Spada, l'uomo incontra un'umanità variegata, spesso colta nei suoi aspetti più gretti e conformisti, altre volte illuminata dalla luce interiore che promana da saldi valori umani e morali. Propria la duplicità del ruolo di Pietro/Don Paolo è sintomatica delle considerazioni che occupano Silone cattolico e antifascista. L'adesione attiva alla lotta clandestina non gli consente in ogni caso di eludere alcune riflessioni e critiche nei confronti del partito che sta assumendo decisioni allineate al dogmatismo sovietico. Per contro, mentre Pietro complotta contro il regime, lo stesso uomo, nelle vesti di Don Paolo, pratica, quasi inconsapevolmente, la parola evangelica. Ecco che Silone indica, non nell'ideologia e nel settarismo, siano di destra o di sinistra, ma nella coerenza e nel rispetto dei valori morali e, perchè no, anche religiosi, la vera umanità di cui sono testimoni i personaggi più positivi del romanzo: Don Benedetto (coerenza alla propria coscienza e ministero), Cristina (innocenza perduta e sacrificio di sè) e lo stesso Pietro (lucido coraggio e fede).
 
 
Regia_Claudio Di Scanno
regista e drammaturgo nato a Pescara nel 1955, dal 1995 vive e lavora a Popoli. Dopo aver intrapreso gli studi universitari alla facoltà di biologia dell’Università di L’Aquila, dal 1976 al 1980 lavora come animatore culturale all’interno della cooperativa Giocalice di Pescara. E’ di questo periodo l’inizio di un apprendistato teatrale, prima come attore e poi come regista, che lo porterà a vivere delle significative esperienze di formazione attraverso il rapporto con maestri quali Riszard Cieslak, attore del Teatr Laboratorium diretto da Jerzy Grotowsky (Polonia), Giuliano Scabia, Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre (Usa), Ingmar Lindh (Svezia), Eugenio Barba e l’Odin Teatret(Danimarca). Nel 1984 fonda a Pescara il Drammateatro, Compagnia con la quale condivide da oltre 20 anni la sua attività teatrale, ideando e mettendo in scena spettacoli con i quali effettua periodicamente tournè in Italia, toccando tra l’altro le principali città, e quindi in Polonia, Francia, Danimarca, Spagna, Croazia. Nel 1987 frequenta l’I.S.T.A., l’International School of Theatre Antropology diretta da Eugenio Barba. Con i propri spettacoli è stato invitato ad importanti Festival teatrali italiani quali lo storico Santarcangelo dei Teatri d’Europa (edizioni 1992, 1993 e 1994), Volterra Teatro, Festival Internazionale dei Teatri del Mediterraneo, Chieri Festival, Segni Barocchi, Il Linguaggio della Dea, Tracce di Teatro d’Autore, Brecht verso l’anno 2000, Incontroazione, e quindi in Festival di Francia, Spagna, Polonia, Danimarca, Croazia.. Recensioni agli spettacoli sono apparse più volte sui principali quotidiani italiani (Il Corriere della Sera, La Repubblica, L’Unità, Il Manifesto, Il Tempo, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, Il Giorno, Avvenire, Liberazione, Il Resto del Carlino, Roma, Stampa Sera, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Mattino e altri), sul quotidiano francese Liberation, sulla importante rivista teatrale polacca Teatr in Poland e sulla rivista messicana Mascara, nonché sulle più autorevoli riviste italiane di teatro e spettacolo Sipario, Hystrio, Prima Fila, Prove di drammaturgia, l’importante rivista spagnola Primer Acto e di cultura quali Sinestesie, Alias, FilmCritica, Diario, Linea d’Ombra ed altre. Ha scritto articoli e interventi sul teatro per la rivista Mascara (Città del Mexico), e per l’inserto cultura de Il Manifesto ALIAS all’interno di un ampio servizio su Brecht in Italia. Scritti sul suo lavoro sono a cura di docenti universitari e studiosi di teatro quali Luigi Squarzina, Claudio Meldolesi, Antonio Attisani, Paolo Puppa, Marco De Marinis, Josè Monleon. Saggi critici sulla sua metodologia di lavoro sono a cura di Paolo Puppa (Venezia Arti ’94, Ed. Viella), Josè Monleon (Primer Acto, Madrid, 2006). Oltre all’attività con il Drammateatro ha effettuato regie per il Teatr im Cyprian Norwid di Jelenia Gora (Polonia), il Teatro Stabile Abruzzese, il Teatro Regionale Abruzzese, l’Associazione Teatrale Abruzzese Molisana. Ha condotto seminari di formazione per attori ed effettuato conferenze su invito di istituzioni culturali quali il Dams dell’Università di Bologna, l’Università di Venezia, le Accademie di Belle Arti di Macerata e L’Aquila, la Scuola Internazionale dell’Attore di Pordenone, la Scuola del Teatro Stabile Abruzzese, il Centro Studi Drammaturgici Internazionali “Franco Enriquez”, l’Università Cà Foscari di Venezia, il Festival Santarcangelo dei Teatri d’Europa, Sulmona Cinema Film Festival in una sezione dedicata ad Antonin Artaud, ed altre ancora. E’ stato direttore artistico di rassegne e festival internazionali a Pescara, a Popoli e in altre località abruzzesi, ospitando compagnie e artisti italiani e di altri paesi dell’Europa, dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa. Dal 1996 con la sua Compagnia Drammateatro lavora a Popoli (Pescara) dove gestisce il teatro comunale e dove ha dato vita al progetto “Popoli dei Teatri” di cui è direttore artistico. Nel 2003 Cult Network Europe produce il video del suo spettacolo Pour en finir… (da Artaud) in onda sul circuito satellitare Sky. Nel 2004 il quotidiano Il Manifesto produce e distribuisce il cd audio del suo spettacolo Uragani (da Brecht). Servizi e interviste sono andate in onda su Rai 1, Rai Sat, Rai 3, Radio Tre Suite, Radio Rai International, Antenne 2 (Francia), la TV di Stato della Polonia. Nel 2005 riceve il Premio Nazionale Franco Enriquez per la regia dello spettacolo “Pour en Finir… “ da Artaud. Dal 2005 al 2007 è stato impegnato nel Teatro Stabile d’Abruzzo per le regie degli spettacoli “Prometeo Incatenato” di Eschilo, “Antigone di Sofocle” di Bertolt Brecht e nella nuova produzione sempre del Teatro Stabile d’Abruzzo in coproduzione con il Drammateatro “Orestiade” da Eschilo nella traduzione di Pier Paolo Pasolini. Ha diretto Rassegne, Festival e Stagioni teatrali in diverse città abruzzesi quali Pescara, L’Aquila, Giulianova, Popoli. Nel 2008 è direttore artistico per la Regione Abruzzo del progetto comunitario FACTORY.
 
-Nel 2005 gli viene assegnato il Premio “Franco Enriquez” per il progetto drammaturgico e la regia dello spettacolo “Pour en finir…(evocation)”
tratto da Pour en finir avec le jugement de dieudi Antonin Artaud.
-Nel 2006 il Drammateatro riceve il Premio “Franco Enriquez” per un teatro d’impegno civile per lo spettacolo Musineri(sulla tragedia mineraria al
Bois du Caziers di Marcinelle, in Belgio).
-Nel 2008 riceve il Premio per Musineriquale miglior spettacolo al Festival Internazionale del Monodramma di Umag (Croazia).
-E’ citato sul saggio critico fondamentale di Luigi Squarzina “Il romanzo della Regia” (Pacini Editore, 2006).
-Uno studio critico sulla sua metodologia di lavoro a cura di Paolo Puppa è stato pubblicato su Venezia Arti, Bollettino annuale dell’Università di
Venezia Cà Foscari (Vella, 1993).
-Nel 2009 è nominato dal critico teatrale del Corriere della Sera Franco Cordelli sull’annuario del teatro italiano Il Patalogo MIGLIOR REGISTA
ITALIANO 2008 per la regia dello spettacolo “I Giganti della Montagna” di L. Pirandello


 
Produzione_AssOdeonTeatro. Ortona [CH]
AssOdeonTeatro è un associazione culturale fondata da professionisti del teatro che dopo svariati anni di personali percorsi di studi, ricerche e lavori teatrali, hanno scelto di investire la singola professionalità in un percorso d’insieme, in un paese, Ortona in provincia di Chieti, quale comune radice d’appartenenza, un luogo dove poter confrontare i propri registri stilistici e professionali e allo stesso tempo divenire un progetto aperto a tutti i professionisti del settore teatrale e non solo, con lo scopo di promuovere lo sviluppo della personalità umana attraverso la cultura: organizzando, producendo ed allestendo programmi teatrali, musicali e di spettacolo in genere. L’AssOdeon Teatro, attraverso attività formativa, informativa, culturale e comunque di interesse pubblico sia in Italia che all’estero, vuole dare importanza all’elevazione culturale dei giovani attraverso la diffusione del teatro e della cultura in genere, promuovendo una pedagogia teatrale consapevole e costruttiva. Collaborazioni esterne con registi quali Walter Manfrè con particolare riferimento al “Teatro della Persona”, Sabatino Ciocca, Marco Manchisi, Claudio Di Scanno e con gli attori Sebastiano Nardone, Silvana Bosi, Elisabetta De Palo, Gianna Coletti, Vanessa Gravina, hanno disegnato le produzioni teatrali allestite finora.
 
Contatti
Contrada S.Andrea 10 66026 Ortona (Ch)_Italia
tel_3283882878 mail_assodeonteatro@gmail.com
P.IVA 02294890690
 

 

 
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