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SEZIONE TEATRO CONTEMPORANEO biglietto €
5,00 |
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GIOVEDI’ 3 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Andrea Cosentino
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“PRIMI PASSI SULLA LUNA”
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di e con Andrea Cosentino
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MARTEDI’ 8 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Scena Verticale
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“LA BORTO”
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di e con Saverio La Ruina - vincitore premio
UBU 2007 migliore attore
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musiche originali eseguite dal vivo da Gianfranco
De Franco
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VENERDI’ 11 DICEMBRE 2009 ore 21,15 prima
nazionale
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Teatri d’Abruzzo
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“COSI’ E’ (SE VI PARE)”
di Luigi Pirandello
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con Cristina Cartone, Tommaso Di Giorgio,
Stefania Evandro, Federica Nobilio, Ottaviano Taddei,
Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo
Vallozza
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Regia Antonio Silvagni
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VENERDI’ 18 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Teatro del Krak
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“IL LAVORO CHE RESTA”
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con Alessandra Angelucci Cristina Cartone
Vincenzo Occhionero
Lorenza
Sorino Ottaviano Taddei
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musiche e canti eseguiti dal vivo da Lara Molino
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scrittura scenica e regia Antonio G. Tucci.
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SEZIONE TEATRO RAGAZZI
biglietto € 3,00 |
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DOMENICA 6 DICEMBRE 2009 ore 17,30
età consigliata:da 8 anni
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Teatro Lanciavicchio
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“POLVERE DI FARFALLA” filosofavola dark
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con:
Stefania
Evandro
Alberto
Santucci
,
Tommaso Di Giorgio,
Rita
Scognamiglio
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collaborazione artistica: Antonio Silvagni
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regia: Stefania Evandro
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DOMENICA 13 DICEMBRE 2009 ore 17,30
età consigliata:da 3 a 11 anni
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Terrateatro
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“L’ACQUA DI LALLA”
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con: Cristina Cartone, Alessio Fratoni
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musica dal vivo: Alessio Fratoni
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regia: Ottaviano Taddei
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DOMENICA 20 DICEMBRE 2009 ore 17,30
per bambini di tutte le età
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Teatro del Paradosso
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“GRAFFIO E RONDINELLA”
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liberamente tratto da Jorge Amado
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con
Tommaso
Di Giorgio e Federica Nobilio
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regia Giacomo Vallozza
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SEZIONE TEATRO CONTEMPORANEO Biglietto
€ 5,00 |
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GIOVEDI’ 3 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Andrea Cosentino
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“PRIMI PASSI SULLA LUNA”
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di e con Andrea Cosentino
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Lo spettacolo " Primi passi sulla Luna" ci
racconta il primo viaggio sul suolo lunare,
quarant’anni dopo.
Ma anche il centenario del Futurismo, il
bicentenario della nascita di Darwin, passando per
il ventennale della caduta del muro di Berlino, il
cinquantenario della creazione della bambola Barbie,
e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick. Un
racconto al tempo imperfetto, che è il tempo dei
giochi e dei sogni, e che si conclude sulla
superficie scabra del presente. É al contempo uno
squarcio di storia intima, quasi una confessione,
che ha a che fare con i temi della paternità e
dell’infanzia.
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Andrea Cosentino è uno dei più intelligenti e
creativi comici del teatro italiano. Espandendo la
narrazione teatrale grazie a un uso quasi dadaista
degli oggetti, si prende gioco della società e del
suo medium principale: la televisione. Tra i suoi
spettacoli: “La tartaruga in bicicletta in discesa
va veloce”, “L’asino albino” e “Angelica”. Con
l’associazione culturale MARA’SAMORT opera per
un’ipotesi di teatro del-con-sul margine. In
televisione partecipa nel 2003 alla trasmissione
televisiva “Ciro presenta Visitors” (Mediaset), per
la quale inventa una telenovela demenziale recitata
da bambole di plastica. E' promotore del PROGETTO
MARA'SAMORT, che opera per un'ipotesi di teatro
del-con-sul margine, attraverso una ricerca
tematica, linguistica e performativa sulle forme
espressive subalterne.
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MARTEDI’ 8 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Scena Verticale
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“LA BORTO”
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di e con Saverio La Ruina
vincitore premio
UBU 2007 “migliore attore”
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musiche originali eseguite dal vivo da Gianfranco
De Franco
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Non è solo la storia di un aborto. È la storia di
una donna in una società dominata dall’atteggiamento
e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che
si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento
che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità.
L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma
ne è la conseguenza più estrema. La protagonista
racconta l’universo femminile di un paese del
meridione. Schiacciata da una società costruita da
uomini con regole che non le concedono
appigli,soprattutto negli atteggiamenti maschili,
racconta il suo calvario in un sud arretrato e
opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e
visionari insieme, propri di certe donne del sud.
Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando
gli uomini geometri misurano il corpo femminile come
se al posto degli occhi avessero il metro. O come
quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a
cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né
quelli commoventi legati alla decimazione del “coro”
delle donne. Ma quando la protagonista chiude il
cerchio col racconto del calvario della nipote, il
sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una
profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e
ambigua realtà dei nostri giorni.
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... A li posti i bloccu ci stavìanu i guagnuni chiù
zinni, allìavi, e a la “dogana” ci stavìanu i chiù
granni, i giòmitri, e mìanzu i giòmitri cumannavi u
ngignìaru, Duminicu u Bellu, u capu cantìaru, sempi
cu a sigaretta mmucca, sempi cu a cammisa a la moda,
ma sempi russa o celeste, sempi sbuttunata,
sbuttunata a lu pìattu quannu facìa friddu e
sbuttunata a la panza quannu facìa cavudu…”
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VENERDI’ 11 DICEMBRE 2009 ore 21,15 prima
nazionale
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Teatri d’Abruzzo
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“COSI’ E’ (SE VI PARE)”
di Luigi Pirandello
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con Cristina Cartone, Tommaso Di Giorgio,
Stefania Evandro, Federica Nobilio, Ottaviano Taddei,
Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo
Vallozza
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figure bianche Massimo Piunti
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Regia Antonio Silvagni
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Verità fluttuanti e identità incerte da rintracciare
sotto le macerie di un terremoto.
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Lo spaesamento di chi arriva da un luogo in rovina
confligge con la messinscena delle presunte verità;
e la morbida ricerca di un equilibrio esistenziale
da parte di coloro che arrivano dalla catastrofe
appare follia a chi non ha ancora conosciuto il
vuoto sotto i piedi.
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Il terremoto della Marsica cui Pirandello fa un
rapido accenno nell’opera Così è (se vi pare ),
corrisponde nell’allestimento TdA al franare
dell’architettura emotiva e psicologica del Signor
Ponza e della Signora Frola, Il salotto Agazzi
diventa un microcosmo autosufficiente in cui
personaggi creati da una realtà mediatica incarnano
ruoli autoreferenziali, cui nulla importa della
verità reale. La presente lettura dell’opera
pirandelliana risente in maniera profonda degli
ultimi avvenimenti che hanno sconvolto l’Abruzzo: il
terremoto, che per Pirandello era un pretesto per
azzerare certezze e fisionomie, e un non luogo da
cui far emergere la critica alle sicurezze
preconfezionate, diventa ora punto di partenza per
un’inchiesta sul profondo dissidio tra verità e
realtà, tra le ostentate certezze dei salotti
televisivi e l’eterna fragilità dell’esistere. Cosi
mentre l’autore siciliano costruisce dei personaggi
sopravvissuti al terremoto del 1915 nella Marsica
(in provincia dell’Aquila) e li fa oggetto della
ricerca di ‘verità’ da parte della società
dell’epoca, i nostri sopravvissuti al terremoto sono
già corredati di una ‘verità’ cucitagli addosso dai
media che fingono di inseguirla al solo scopo di
farne… audience!
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La produzione è nata dall’incontro delle tre
compagnie teatrali abruzzesi che dal 2006 compongono
la rete Teatri d’Abruzzo, associazione e progetto
culturale nato dall’esigenza di confronto e di
promozione sul territorio nazionale e regionale di
professionalità e esperienze pluriennali nel settore
teatrale.
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VENERDI’ 18 DICEMBRE 2009 ore 21,15
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Teatro del Krak
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“IL LAVORO CHE RESTA”
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con Alessandra Angelucci Cristina Cartone
Vincenzo Occhionero
Lorenza
Sorino Ottaviano Taddei
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musiche e canti eseguiti dal vivo da Lara Molino
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scrittura scenica e regia Antonio G. Tucci.
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Partire dall’innocenza. Ritrovare il cuore nudo
della parola, la necessità di una oralità
rielaborata e rivissuta in termini di
contemporaneità. C’è il bisogno di storie “vere”,
storie private che ambiscono a diventare storie
“esemplari”, in cui la gente possa identificarsi.
Ecco quindi una drammaturgia che nasce da un
incontro, quello avvenuto nell’estate del 2008, di
un gruppo di attori con gli anziani contadini, gli
operai, i disoccupati, i giovani interinali, le
donne lavoratrici di San Salvo, Cupello e Lentella,
nel sud dell’Abruzzo. Conoscere com'era un tempo il
lavoro e com'è oggi. Ascoltare le loro storie o
storie di altri. Così da confrontare passato e
presente per capire, per ricordare, per riflettere.
E poi mettere in scena il lavoro, con i suoi fatti
sanguinosi di tragedia di popolo e di singoli esseri
umani, per suscitare un’intensa e ritmata
narrazione, simbolica e realistica al tempo stesso,
evocativa e concreta, possibilmente vera.
Un’operetta magica e popolare, uno spettacolo tenero
e leggero nel quale il gran circo del mondo sognato,
possibile, è colpito a morte da un presente fatto di
un altrove perenne, segnato da una diversità, una
scissione... Tra i frammenti di vita quotidiana, che
sono le piccole storie di vita vissuta da una
comunità che non ha avuto una grande storia, affiora
la coscienza inquieta di oggi a restituire,
comunque, lo sgomento di un percorso di speranza e
di fiducia che sollecita a indignarsi, reagire,
testimoniare.
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SEZIONE TEATRO RAGAZZI Biglietto € 3,00 |
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DOMENICA 6 DICEMBRE 2009 ore 17,30
età consigliata:da 8 anni
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Teatro Lanciavicchio
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“POLVERE DI FARFALLA” filosofavola dark
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con:
Stefania
Evandro
Alberto
Santucci
,
Tommaso Di Giorgio, Rita Scognamiglio
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collaborazione artistica: Antonio Silvagni
-
regia: Stefania Evandro
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Voli lontanissimi e leggeri, viaggi da un mondo
all'altro: da quello reale a quello dei sogni, dei
desideri e dell'anima.
Allungando
lo sguardo dal cielo e dalle nuvole Polvere di
Farfalla narra di antichi miti di creazione
dell'uomo, della donna, del mondo; favole e storie
che raccontano il bisogno di sentirsi al centro
dell'universo e frutto di una volontà creatrice.
La
storia narrata trae spunto dal mito di Alcesti e
Admeto, dalla necessità di combattere e evitare la
morte e la capacità di trasformarla in un atto
d'amore.
Polvere
di Farfalla parla al pubblico dell'infanzia di
un'infanzia diversa e lontana: quella di un uomo
primitivo ed ingenuo che ha il desiderio di rendere
il suo passaggio sulla terra unico ed affascinante,
e della sua voglia di trasformare questo passaggio
in un "opera d'arte della natura".
Polvere
di farfalla nasce dalla scommessa di conciliare un
linguaggio semplice ed efficace con suggestioni che
tra le righe parlino anche di qualcosa che semplice
non è: il dissidio tra l'istinto più alto dell'uomo
e le leggi della natura, il contrasto tra il
desiderio di raggiungere l'infinito e toccare con la
mano le ali di una farfalla, toccare la sua libertà
e nello stesso momento decretarne la fine.
Un
pò come l'essenza della rappresentazione, del
teatro, dell'arte.
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DOMENICA 13 DICEMBRE 2009 ore 17,30
età consigliata:da 3 a 11 anni
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Terrateatro
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“L’ACQUA DI LALLA”
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con: Cristina Cartone, Alessio Fratoni
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musica dal vivo: Alessio Fratoni
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regia: Ottaviano Taddei
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Lo spettacolo si apre con l’immagine di una nonna,
Lalla, tenera e simpatica nella sua situazione
quotidiana. Nonna Lalla racconta ai bambini che ha
di fronte un’esperienza vissuta molti anni prima,
quando era ragazzina, insieme al suo amico Nico: un
viaggio straordinario avvenuto lungo il fiume. E’
qui che lei abitava, e mai avrebbe allora
immaginato quanta vita potesse esserci dentro e
attorno a quell’acqua. Ma ecco che accade la
prima sorpresa: nonna Lalla, proprio mentre inizia
il racconto del meraviglioso viaggio, assume le
sembianze e le vesti di lei bambina. La
scenografia si anima, appare Nico e la sua
fisarmonica; appare anche la meravigliosa bicicletta
di Lalla. Tutto può avere inizio, il
viaggio incomincia. E’ facile comprendere che
l’acqua si trovi nei mari, nei fiumi, appunto, o nei
laghi. Essa, però, è anche nella frutta e nella
verdura, come pure nei ghiacciai. E in ogni luogo
arricchisce di suoni, sapori e colori le mille forme
viventi che compongono il mondo. Lalla e Nico
seguono le orme tracciate dall’acqua del fiume e lo
fanno a suon di musica, incontrando ad ogni passo
nuovi amici…
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DOMENICA 20 DICEMBRE 2009 ore 17,30
per bambini di tutte le età
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Teatro del Paradosso
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“GRAFFIO E RONDINELLA”
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liberamente tratto da Jorge Amado
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con
Tommaso
Di Giorgio e Federica Nobilio
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regia Giacomo Vallozza
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Una tenera storia d’amore tra un gatto, Graffio,
ritenuto un poco di buono, e una rondinella, Miss
Rondinella, la principessina del parco.
Un
gatto che tutti evitano, perché ritenuto colpevole
delle azioni più efferate. Una Rondinella che tutti
amano perché vola libera e felice nel cielo.
Come
possono innamorarsi, così diversi tra loro, così
lontani?
Graffio
e Rondinella è uno spettacolo sul superamento dei
pregiudizi, ma anche una riflessione su quando è
giusto togliere l’ancora e affidarsi al vento o
quando invece serve radicarsi per difendere
l’identità, i valori nei quali si riconosce la
comunità.
“C’è
una vecchia vecchia legge che dice: oca con oca,
colombo con colomba, cane con cagna, gatto con
gatta, RONDINE CON RONDINE.”
“Forse ci vorrebbe una rivoluzione”, suggerisce la
civetta, il saggio del parco. Sì, una rivoluzione
che faccia giustizia dei pettegolezzi, delle male
lingue, degli individui che predicano bene e
razzolano male, come il Pappagallo Everaldo. Ma come
si fa a fare una rivoluzione? Mica puoi andare da
uno e dirgli: “Senti, vuoi fare la rivoluzione?”
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