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Oltre alle sue numerose programmazioni, tenute nella
suggestiva sede del Teatro San Filippo, il Teatro
Stabile di Innovazione L’Uovo ha promosso
annualmente dal 2003 al 2008, con il patrocinio
della Regione Abruzzo e dell’Arcidiocesi di
L’Aquila, sei importanti mostre personali d’arte
sacra contemporanea, molto visitate giacché tenute
nel mese di agosto in concomitanza con le attese
celebrazioni celestiniane. Negli spazi delle
cappelle laterali e del proscenio, hanno esposto le
proprie opere, appositamente realizzate, gli
artisti: Romano Notari, Gigino Falconi,
Mariantonietta Sulcanese, Marcello d’Ercole,
Massimina Pesce, Augusto Pelliccione, con un
pubblico sempre partecipe e la rilevante presenza
dell’Arcivescovo metropolita S. E. Giuseppe
Molinari. In concomitanza con l’ attività
espositiva, è stata creata una Collana editoriale,
intitolata “Rosa Mistica”, edita da La Frentania.
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Quest’anno il Teatro avrebbe ospitato, sempre a cura
di Maria Cristina Ricciardi, la personale Istanze
trascendenti del pittore Maurizio Romani,
emiliano d’origine abruzzese, già avviata nel suo
iter organizzativo, quando, come purtroppo tutti
conosciamo, alle ore 3.32 del 6 aprile il terremoto
ha devastato L’Aquila e numerosi altri luoghi,
portando con sé tanto dolore e sconforto. Con un
tale dramma, e con il San Filippo nuovamente
distrutto (dopo i costosi restauri già sostenuti),
era plausibile pensare di fermarsi. E invece
l’associazione L’Uovo dimostra di voler guardare
avanti, non solo nella progettualità legata alla
sperimentazione ed alla attività teatrale, ma anche
continuando, con l’entusiasmo e la lungimiranza di
sempre, a sostenere l’arte contemporanea e
l’attività espositiva promossa. Oggi il maestro
Maurizio Romani espone al Museo d’Arte dello
Splendore di Giulianova Alta, in spazi belli ed
importanti messi a disposizione da questo sensibile
Museo che già ospita al suo interno una prestigiosa
collezione di arte sacra contemporanea. A corredo
della mostra il catalogo edito da La Frentania con
testi di Maria Cristina Ricciardi e Gilberto
Marconi.
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