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Una biografia di Gabriele d’Annunzio, scritta agli
inizi del Novecento dall’amico d’infanzia Filippo De
Titta, è stata pubblicata (dopo oltre un secolo)
dalla Casa editrice Rocco Carabba, a cura di Enrico
Di Carlo, nel volume D’Annunzio e Filippo De
Titta. Carteggio (1880-1922) e altri documenti
dannunziani.
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L’idea di scrivere i Racconti dannunziani per
documentare gli anni giovanili del poeta era
maturata, nel maestro di Sant’Eusanio del Sangro,
nel 1901, com’è testimoniato da una lettera che lo
stesso d’Annunzio gli aveva inviato il 26 dicembre
di quell’anno, in cui confessava al «caro Filippo»
che il «libro che mi annunzii – intorno alle memorie
della mia fanciullezza e della mia adolescenza, di
cui fosti amoroso e fedele testimone – sarà
dolcissimo al mio cuore di amico. Sono molto curioso
di leggere le lettere che tu conservi e di riavere,
a traverso il tempo, qualche riflesso di quell’infantile
ardore».
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D’Annunzio, in realtà, non si curò mai di favorire
la pubblicazione delle “memorie”, forse perché
contrariato dal fatto di dover «sopportare il
fastidio ed il disgusto di vedermi ristampati aridi
esercizî scolastici, prosette ingenue della puerizia
e dell’adolescenza, esperimenti di studioso,
rifacimenti rapidi, facili zibaldoni, capricci
improvvisi, cronache frivole non destinate a vivere
se non un giorno o un’ora».
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Tra i vari tentativi esperiti da De Titta, vi era
stato anche quello di far stampare i Racconti
proprio dalla Casa editrice Rocco Carabba, con la
quale collaborava come consulente culturale. Ma la
mancata presentazione di d’Annunzio convinse don
Rocco a non rischiare.
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Il volume raccoglie anche il carteggio tra i due
conterranei, grazie al quale si delinea una più
accurata ricostruzione biografica di Filippo De
Titta (1853-1926), cugino del latinista Cesare, alla
luce dei rapporti che egli ebbe oltre che con
d’Annunzio, con numerosi intellettuali dell’epoca.
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Enrico Di Carlo (Chieti, 18 settembre 1960) è laureato in
Lettere ed è Dottore di ricerca in “Lingua e
letteratura delle regioni d’Italia”. Lavora presso
la biblioteca dell’Università di Teramo e svolge
attività di giornalista-pubblicista.
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Ha pubblicato: Dall’Abruzzo al Vittoriale:
d’Annunzio 1938-1998 (Andromeda, 1998), Luigi
Savorini e il fondo dannunziano della biblioteca “M.
Delfico” di Teramo (Deputazione abruzzese di
storia patria, 1999), Caro Pascal: carteggio d’Annunzio-Masciantonio
(1891-1922) (Ianieri, 2001), Gabriele
d’Annunzio negli Abruzzi. Il poeta alla prima
rappresentazione de “La figlia di Iorio” (Giugno
1904) (Ricerche&Redazioni, 2003),
Bibliografia della cultura tradizionale del popolo
abruzzese: 1486-2003, con Giuseppe Profeta
(Deputazione abruzzese di storia patria, 2005),
Chieti nelle fotografie della collezione Cocco,
con Teresio Cocco e Fausto Eugeni (Edigrafital,
2005), e Mario Zuccarini. Un palco sulla città
(Paper’s World-Edigrafital, 2006). Ha curato
Gente d’Abruzzo. Dizionario biografico, 10 voll.
(Andromeda, 2006).
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Nel 2004 ha coordinato le manifestazioni promosse
dal Teatro Marrucino di Chieti per “I cento anni de
La Figlia di Iorio”, nell’ambito delle quali ha
curato il convegno omonimo e i relativi Atti
(Loffredo, 2005).
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