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Giulianova -
Sabato 21 giugno, alle ore 18.00 |
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“Personale” di opere del M° e Architetto
Ireneo Janni |
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La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova,
presenta:
“Personale” di opere del M° e Architetto
Ireneo Janni,
con dipinti, disegni e sculture dal 1968 al 2008.
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La Mostra resterà aperta dal 21 giugno al 20
luglio, col seguente orario: dal martedì al
sabato ore 10-13 e 16-20. La domenica dalle 16
alle 20.
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STAMPA L'INVITO |
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Sabato 21 giugno, alle ore 18.00, nelle
prestigiose sale del Museo d’Arte dello
Splendore, di
Giulianova Paese, sarà inaugurata
una importante “Personale” di opere del M° e
Architetto Ireneo Janni (comprendente oltre 50
opere tra oli, grafiche e sculture) che possiamo
definire senz’altro “la Mostra della maturità
dell’Artista, in cui è possibile ammirare il
meglio della sua produzione” intitolata «Opere
dal 1968 al 2008». |
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La Mostra resterà aperta dal 21 giugno al 20
luglio, col seguente orario: dal martedì al
sabato ore 10-13 e 16-20. La domenica dalle 16
alle 20. |
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La metafora della pittura (nell’opera di Ireneo Janni) |
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di
Marialuisa De Santis |
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La pittura di Ireneo Janni si inquadra nella solida
tradizione della figurazione italiana la cui
vitalità è declinata oggi in numerose e
diversificate soluzioni artistiche, nonostante
l’irruzione, nei primi anni del Novecento,
dell’astrattismo e, nel secondo dopoguerra,
dell’informale e del concettuale che ne prevedevano
un sostanziale depauperamento quando non addirittura
l’estinzione.
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La nuova figurazione, benché viva e vegeta, non può
ovviamente prescindere dal superamento dell’idea
dell’arte come riproduzione del reale tout court
e pur avvalendosi di forme riconducibili alla realtà
circostante, se ne serve per veicolare la visione
esistenziale e del tutto personale dell’artista in
una comunicazione il cui codice è da rintracciare e
studiare di volta in volta.
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Salta agli occhi subito che la suggestiva pittura di
Ireneo Janni si giova di una raffinata tecnica e
opera nella figurazione con un’attenzione
particolare alla struttura prospettica,
rigorosissima e curata e preparata come fosse una
sorta di palcoscenico ideale destinato allo
svolgimento dell’azione di personaggi per lo più
femminili tracciati con bruniti colori e con una
gestualità quasi simbolica.
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Sicuramente non estranea a questa rigorosa
costruzione dello spazio è la formazione
dell’artista architetto e, come tale, alla ricerca
di una bellezza “proporzionata” rapportata alle
parti della figura umana in genere identificata con
quella femminile.
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L’architettura rappresenta una parte importante
sulla tela di Janni; è l’elemento razionale che
accoglie l’elemento vitale della femminilità.
Interviene e definisce la relazione mentale e
persino affettiva dell’artista con lo spazio. A
volte l’architettura affiora come prepotente e
ribadito legame con la tradizione, semplice
capitello, fuga di variegate colonne o addirittura
tempietto o linee di un soffitto; a volte, invece,
si assottiglia in ipotetiche mura leggere, in pareti
quasi sospese o in archi semplici, solitari e
metafisici a ricordarci con Benjamin che
l’architettura non ha conosciuto e non conosce pause
e in un mondo di incertezze assurge al ruolo di
mandala quasi simbolo di interezza che contiene in
sé tutti gli opposti. La prospettiva è esibizione di
tecnica sapiente, adoperata per concorrere ad un
clima “straniante” in cui la pittura realistica,
proprio nell’accumulo di particolari, apre
inspiegabilmente ed improvvisamente al “visionario”.
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Al nitore delle linee prospettiche si contrappone il
calore barocco delle colorazioni. La figura
femminile si dà nella sua pienezza carnale e
nell’abbandono delle pose, col volto spesso coperto,
o girato o rimandato improbabilmente da uno
specchio. Questo allude alle istanze nascoste nel
subconscio e nello stesso tempo è disvelamento o
anelito al disvelamento di ciò che può essere
riportato alla luce; quando addirittura la donna non
si mostri del tutto senza testa, statua vivente e
mutilata dall’impossibilità di riconoscersi nei
vuoti stereotipi contemporanei.
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Franco Simongini ha avuto modo di scrivere di Janni
che nella sua “pittura c’è tutta una suggestione
teatrale, barocca, sontuosa, l’ossessione cioè del
personaggio, sia esso una donna nuda o una compagnia
di figure in mostra o mascherate, che sembrano
narrarci le loro storie…”. L’ossessione barocca è
proprio in questa costrizione come subita che
privilegia l’aspetto esteriore rispetto ai contenuti
interiori, nella separazione tra l’essere e
l’apparire e nella constatazione che quasi mai ciò
che si vede è ciò che è, come avviene nella
contraddittoria condizione esistenziale
contemporanea. Il gioco barocco dell’esagerazione e
dell’ambiguità è anche nel sopra ricordato simbolo
dello specchio, allegoria sì di vanità e superbia,
ma anche della conoscenza interiore. È pure
diaframma tra il mondo del raziocinio e della realtà
sensibile che la pittura non può più rappresentare
pedissequamente, limitandosi a darne un pallido
riflesso. Lo specchio è dal Rinascimento, proprio in
ossequio all’acquisita convenzione prospettica, il
simbolo stesso della Pittura. E alla grande
tradizione pittorica italiana Janni si rifà nell’uso
esclusivo e dichiarato dei colori ad olio, certo più
complessi nell’uso rispetto ai moderni colori
acrilici. Ma essi, oltre al dichiarato motivo
“ideologico” di fedeltà alla antica tradizione
pittorica italiana, rispondono sicuramente meglio
alla sua esigenza di una pittura “calda”
cromaticamente e “grassa” nello spessore, lontana
dalla lucentezza resistente all’azione del tempo
propria degli acrilici. La sua è una pittura che
sfida l’azione di imbrunimento temporale e incanta
come le velature del tramonto , metafore del mistero
e dei fini dell’esistenza di cui le sue mirabili
creature sembrano sempre più ignare.
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Così le città “citate” da Ireneo Janni, Roma e
Venezia ci seducono con la sensualità e la lievità
del presente ma insieme annunciano le crepe del
tempo e l’ossessione di una vita a cui troppo spesso
non diamo un senso se non quello di un fatuo teatro.
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Recapiti del M° Ireneo Janni:
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Roma,
Via Treviso, 33
-
Tel. 06-44241078
-
Cell. 329-1278549 - 338-9684819
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ATRI (TE)
-
Via S. Pietro, 3
-
Tel. 085-8780111
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Cell. 329-1278549 - 338-9684819
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