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SARCOFAGHI  MONUMENTALI
Primo Riccitelli  e  Vincenzo Cermignani
 
 
Giulianova - giovedì 7 giugno 2007
Palazzo Re - mostra 7- 10giugno 2007
 

 

16.00 - Apertura mostra
  Claudio Ruffini - Sindaco della Città di Giulianova
   
Interventi di Saluto
Francesco Mastromauro - Assessore alla Cultura della Città di Giulianova
Giovanni Fabbiocchi - Presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Teramo
 
Intervengono
Francesco Strobbe - Commissione Giudicatrice
Robeto Olivieri - CQmmissione Giudicatrice
Francesco Tentarelli - Commissione Giudicatrice
 
Premiazione
Agnese Riccitelli
Vincenzo Maurini
     

Primo Riccitelli

  Primo Riccitelli 1875- 1941  

Vincenzo Cermignani

  Vincenzo Cermignani 1902- 1971
         
Pancrazio Primo Riccitelli nacque a Cognòli di Campli il 9 agosto 1875 e morì a Giulianova il 27 marzo 1941.
Affidato alle cure di uno zio prete in Bellante, vi rimase fino a 10 anni, quando fu mandato al Seminario di Teramo per proseguire gli studi. Qui, invece di seguire l’insegnamento del Maestro di Cappella del Duomo aprutino, si dedicò a un libero studio della musica. Fuggito dal Seminario, si iscrisse al Liceo musicale di Pesaro diretto da Pietro Mascagni. Nel gennaio del 1896, nonostante avesse superato il limite di età, fu accolto al primo anno di “armonia”: ne usci nel 1903 con diploma autografo di Mascagni. Durante il periodo pesarese Riccitelli compose tre atti della Francesca da Rimini di Silvio Pellico, una scena in un atto, Nena, un melodramma in tre atti, Lory, un poema sinfonico per soli, cori e orchestra, Heremus, su testo di Carlo Zangarini, nonché altre romanze, preludi e intermezzi. Nel 1919, congedato dalle armi, ebbe a Milano un contratto regolare dall’impresario A. Laganà, allora Consigliere delegato della Società del Teatro Lirico Italiano, per musicare l’opera in un atto su libretto di Gioacchino Forzano, I Cornpagnacci, che nel 1922 vinse il premio bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione per le opere nuove. Sempre su libretto di Forzano compose l’opera Madonna Oretta rappresentata per la prima volta nel 1932 a Roma. La morte gli impedì di portare a termine il Capitan Fracassa.
Una piccola parte degli autografi è conservata nella Biblioteca Provinciale “Melchiorre Dèlfico” di Teramo.
 
Tratto da “Primo Riccitelli 1875-7941”, Mostra Storica e Documentaria, 3-11 Agosto 2006.
Biblioteca Provinciale “Melchiorre Dèlfico”.
 
Vincenzo Cermignani nasce a Giulianova il 19 luglio dell’anno 1902.
La nascita della prima sezione socialista in provincia di Teramo, la posa della prima pietra della Casa del Popolo, la posa della lapide “Ai proletari vittime della guerra borghese”, sono avvenimenti che fanno di Giulianova la culla della sinistra. Sono tutte cose che influenzeranno la formazione di Vincenzo Cermignani.
Diventa Segretario dei Giovani Socialisti. E’ il 29 Agosto 1922. Una colonna di fascisti vuole distruggere la lapide alle vittime della Guerra Mondiale e dare così la lezione all’ultimo baluardo dell’antifascismo, Giulianova.
Un gruppo di antifascisti tra cui Lidio Ettorre, Pasquale Di Odoardo, Tiberio Albani e lo stesso Cermignani resistono per ben cinque ore, poi sono costretti alla resa, Per loro non è più il caso di restare a Giulianova. Per Cermignani comincia un esilio che durerà sino al 1953, anno del suo primo ritorno a Giulianova.
A Parigi, si inserisce subito nell’ambiente artistico, frequenta corsi di perfezionamento all’arte pittorica e partecipa, nel 1933, ad una prima mostra ricevendo il suo primo riconoscimento in terra straniera, un Diploma d’Onore ed una Medaglia d’oro.
Ma l’unico obiettivo di Cermignani è quello di tornare nel suo paese natio, anche se ormai in Francia è diventato a pieno titolo il “Mago della Luce” e il più “Montmartois dei Parigini”. E’ il 1967, Vincenzo Cermignani ha 65 anni e con la sua fedele moto, una possente BMW con sidecar torna nuovamente a Giulianova dove espone per la seconda volta al Kursaal e al Circolo ENEI di Teramo, predisponendo contemporaneamente il suo definitivo rientro in patria. Ben presto il suo stato di salute comincia a destare preoccupazione in chi gli resta vicino sino alla morte, avvenuta il 14 Febbraio 1971.
Il suo testamento, una lettera indirizzata ai suoi più cari amici, è uno specchio della sua idea: …sul mio “sarcofago” dovrà essere chiaramente scritto “nè Dio, nè Padroni”…”.
Trotto dall’articolo Vincenzo Cermignoni “il mago della luce” di Ciovanoi Basico, rivista La Madonna dello Splendore n”16.

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