ATAM
Associazione Teatrale
Abruzzese Molisana
 
Mercoledì 18 gennaio 2006 ore 21.00
Cinetatro ARISTON - Tel.085 8006971

ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI GIULIANOVA
Assessorato al Turismo e Manifestazioni
Assessorato alla Cultura
 
 Stagione teatrale 2005 – 2006
GIULIANOVA

CASANOVA Entertainment
SCOPPIO D'AMORE E GUERRA
Scritto e diretto da Duccio Camerini


con Lucrezia Lante Della Rovere, Rocco Papaleo

Primavera 1944. E' di qui che parte lo spettacolo, offrendoci uno spaccato di storia minore che ci coinvolge e ci commuove, dolce racconto d'amore e di guerra, in cui pezzi di vita e di drammi della piccola gente, ben lontani dalle grandi ideologie, si mischiano alle domande e agli avvenimenti della storia italiana. Centrato è anche l'obiettivo di rendere il sapore del ventennio con i suoi grammofoni e le sue storie, spezzate dalle distanze del fronte e dai fucili dei tedeschi. Lo scenario è un paesetto alle porte di Roma, durante l'occupazione nazista, nell'attesa spasmodica degli americani e pochi giorni prima dell'attentato a via Rasella. In un'epoca carica di incognite, con la guerra praticamente sotto casa, la gente trascorre i giorni nell'angoscia del pericolo incombente, ma c'è anche chi vive apparentemente fuori dalla realtà, come una compagnia filodrammatica che sta allestendo in teatro, per il podestà del luogo, una commedia stile "telefoni bianchi". Tra gli artisti o aspiranti tali c'è Malva, ex attricetta di varietà. Malva è bella, e gli altri si chiedono perché faccia la prima donna con quella filodrammatica scalcagnata. La nostra storia comincia quando entra in teatro un ometto dimesso, che vive là sfollato anche se non è di quelle parti, Bartolo; il quale chiede con insistenza agli artisti di poter dire con loro anche poche battute, perché vuole tentare la carriera di attore. Ma presto l'ometto si accorgerà che quegli artisti sono tipi strani, perdono un sacco di tempo, le prove procedono a rilento oppure riprendono di soprassalto… finché non scopre che in realtà la filodrammatica non è una filodrammatica, ma una cellula della resistenza; un partigiano ferito è nascosto negli scantinati, e nessuno spettacolo andrà mai in scena. I falsi artisti preparano un'imboscata. Stanno minando tutto il teatro, che dovrà saltare in aria con i tedeschi dentro. In quel teatro, insomma, tutto è il contrario esatto di come appare. A parte lei, Malva. No, lei è bella davvero, e Bartolo, l'omino, non tarda ad innamorarsene come un pazzo, pur sapendo di avere poche speranze.
E nel frattempo, si avvicina la data del "grande scoppio"... Ma nessuno sospetta che nel gruppo dei partigiani si nasconde un traditore, qualcuno che sta vendendo le informazioni ai nazisti... qualcuno che ha già scritto il finale della storia prima che questa si compia. Proprio questo amore impossibile e il tradimento di un personaggio insospettabile concorreranno al finale esplosivo della pièce.

     
    Scheda tratta dall'opuscolo "Stagione Teatrale 2005-2006".
 

Le altre manifestazioni