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Opuscolarte
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Rassegna di Pittura, Scultura, Fotografia
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19 luglio - 29 agosto 1998
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Cripta di San Flaviano - 64021 Giulianova Alta
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Organizzazione
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Opuscola - Quaderni dell’istituito Abruzzese di Ricerche
Storiche
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Patrocinio
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Regione Abruzzo - Centro Servizi Culturali
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Comune dl Giulianova - Giulianova Assessorato alla Cultura
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Seconda parte |
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PRIMA PARTE
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Calendario delle Mostre
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19 luglio - 25 luglio
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Renato Coccia
- Mostra di Pittura
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Antonio De Marini - Personale di Scultura
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26 luglio - 1 agosto
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Collettiva di Pittura
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Vincenzo D’Onofrio - Lauro Potenza
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2 agosto - 8 agosto
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Collettiva di Pittura
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Rosa Sorda - Renato Tagliabue
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9 agosto - 15 agosto
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Collettiva di Pittura
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Riccardo Celommi - Claudio Iavazzo
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16 agosto - 22 agosto
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Collettiva di Pittura
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Giulio Di Marco - Miriam Salvalai
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23 agosto - 29 agosto
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Collettiva di Pittura
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Claudio Iavazzo
- Carmine Gallie'
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Per tutto il periodo delle mostre è presente una
Mostra Fotografica Permanente su Giulianova e i suoi
vari aspetti, con immagini realizzate da:
Cesare M. Conte, Dario Giampaolo, Ennio Pomponio,
Pierino Santomo.
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Presentazione
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Negli
ultimi anni ci sono stati vari tentativi, più o meno intenzionali, di
fissare sulla carta l’itinerario creativo di pittori locali, ovviamente
intendendo per locali pittori giuliesi per nascita o per adozione.
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È sulla
scia di queste prime ed interessanti testimonianze che il gruppo di
Opuscola ha pensato di dare vita ad “Opuscolarte”.
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Nelle
nostre intenzioni, OPUSCULARTE, vuole essere un’iniziativa capace di
presentare, nell’arco dei mesi di luglio ed agosto, diversi artisti
operanti sia a Giulianova che in Abruzzo e comunque collegati alla
nostra Regione.
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Ci
sembrava doveroso offrire da un lato un ampliamento della prospettiva
giuliese e dall’altro un’occasione non tanto per suggellare i
prolegomena di un’arte abruzzese, quanto per osservare l’effervescenza
del concetto stesso di arte lontano dai luoghi canonici ad essa
collegati. Un modo piu’ naturale per poter cogliere lo spirito della
ricerca creativa in una regione che all’Arte, superando le angustie dei
confini, ha sempre dato il suo contributo a volte modesto e tante altre
ben altisonante.
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Condividiamo con Aldo Marroni e Francesco Tentarelli la cauta posizione
di «È sempre molto difficile scrivere di artisti la cui opera ha avuto
una diffusione solo locale... il pericolo è sempre quello di fare della
semplice erudizione..».
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Nostro
scopo infatti non è quello di erudire ma, semplicemente, desideriamo
presentare degli artisti che, quotidianamente, attraverso il loro fare
cercano di superare se stessi per consegnare al vasto pubblico degli
estimatori un messaggio personale, un sogno, un insegnamento sotto forma
di colori, simboli ed immagini consuete e non.
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Anche la
panoramica è insolita: accanto ad artisti ormai affermati sono presenti
altri meno noti o che si cimentano per la prima volta, superando lo
sgomento della visibilità dei loro prodotti, nel rapporto con il
fruitore d’arte.
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La stessa
elaborazione di questo piccolo quaderno-catalogo vuole essere il
tentativo di lasciare una traccia da ripercorrere nel tempo e da
aggiornare. Inoltre, sono gli stessi artisti a presentare se stessi con
le notizie che hanno ritenuto opportune per l’occasione con le foto dei
lavori che meglio rispecchiano la loro ricerca. Da parte nostra non c’è
stato il minimo tentativo di spiegare e di tentare un approccio critico
alla ricerca di eventuali scuole o filoni di appartenenza.
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Altresì
nulla impedisce di pensare che si possa assistere, nel tempo, alla
coniugazione di una scuola artistica abruzzese attraverso la scoperta di
tematiche comuni o di ricerche sperimentali di gruppo tese ad offrire un
contributo usufruibile da tutti.
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Lasciamo
al pubblico, ai turisti, agli esperti o più semplicemente agli amatori
della forma d’arte... la possibilita’ di apprezzare questa iniziativa.
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Progetto grafico: Giovanni Bosica
Gli Organizzatori
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Renato Tagliabue
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Note biografiche
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Renato Tagliabue è nato a Milano nel 1940, vive e lavora a
Giulianova,Via Piercecchi 2E
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Ha
partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali
ottenendo ambiti riconoscimenti e premi.
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Articoli e recensioni sono apparsi su: La Notte, Il Corriere
della Sera, Il Giorno, La Provincia Pavese, la Gazzetta del Sud,
Il Resto del Carlino, Il Tempo, La Voce di Ferrara e su diversi
quotidiani venezuelani. Sue note biografiche si possono reperire
su: Il Quadrato, Dizionario ESA, Annuario Comanducci, Agenda del
Collezionista, Incontri d’Arte Italiana per il mondo.
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“Nel solco di una tradizione figurativa che attinge
all’espressionismo come ad un punto di riferimento ideale,
Renato Tagliabue porta avanti un discorso lirico fortemente
suggestivo. Ha certe raffinatezze narrative di alto timbro
emozionale che spezza ogni tanto con squarci di colore degni di
un “Fauve”. Ciò dimostra che egli è già padrone del registro
cromatico e lo manovra a suo piacimento”.
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Ignazio Mormino
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Claudio Iavazzo
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Note biografiche
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Claudio Iavazzo e' nato a Giulianova nel 1952 dove vive e
lavora. Già prima di diplomarsi presso l’Istituto d’Arte di
Pescara, dove attualmente insegna arte applicata, all’età di
diciassette anni inizia l’attività artistica partecipando nelle
principali città italiane, a numerose collettive ed estemporanee
dove puntualmente riscuote unanimi consensi. Pittore
“iperfiguratvo” nato, negli anni ‘70 non ha resistito a rompere
la chiara realtà dei soggetti che rappresentava con determinati
accorgimenti talvolta anche di carattere tecnico. Dopo la breve
esperienza fatta, ritorna più convinto alla pittura “iperfigurativa”.
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Donna con cappello bianco,
1997,
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olio su tela, cm. 40x70
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Cenni critici
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Nella pittura di Claudio Iavazzo riconosciamo il tentativo di
rappresentare la realtà in una immobilità incantata che sembra
promettere la realizzazione di un antico sogno di ordine, è
indubbio che l’opera dell’artista ha saputo conquistarsi uno
spazio che non solo appare un’acquisizione del tutto originale,
ma ancor piu’ configura un diagramma semantico in cui tutto
riconduce al desiderio di costituire attraverso l’opera d’arte
un’alternativa al caos di linguaggi che caratterizza la società
postmoderna. Non può infatti sfuggire come la ricerca formale si
strutturi perfettamente in contenuti che rimandano all’enigma
del mondo. Più intenso e drammatico appare il rapporto tra
bellezza e precarietà, a una sensuosa dimensione plastica si
associa un onirismo in cui pare reiterarsi il desiderio di un
possibile equilibrio tra il corpo e la mente. si tratta di una
riflessione che fa pensare a poeti metafisici come John Donne
ove, per l’appunto, la realtà pare sempre tesa a fustigare
un’anima desiderante troppo pronta a lasciarsi trascinare nel
gorgo dei sensi. L’arte di Claudio Iavazzo non è più in quella
fase in cui la ricerca implicava anche l’incertezza
dell’itinerario ermeneutico, ma al contrario i tratti
dell’artista configurano un universo in cui i segni, una volta
fissati sulla tela, riescono a dialogare tra loro armoniosamente
grazie a una medesima cifra stilistica che raccoglie i fili di
un immaginario intensamente metanarrativo.
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Francesco Marroni
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- Miriam
Salvalai
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Note biografiche
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Nata a Fiorenzuola d’Arda (PC) nel 1955, ha conseguito il
Diploma di Maestro d’Arte nel 1973 presso l’istituto “Paolo
Toschi” di Parma.
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Vive e lavora a Giulianova.
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Cenni critici
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Articoli e recensioni sono apparsi su; Il Centro, Il Messaggero,
Il Resto del Carlino, Il Tempo, Arte Mondadori, Colibri’, D & D
Disegnare e Dipingere, Flash Art, Il Giornale dell’Arte,
L’Araldo Abruzzese, D’Abruzzo, ed altri.
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- Corde e
reti, olio su tela, cm. 50x70
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Hanno scritto: Luigi ed Umberto Braccili, Susanna Busnelli Fabio
Capolla,Tiberio Cianciotta, Anna Fusaro, Gianni Gaspari,
Giovanni Saverioni, Teresa Tripodi, Francesco De Lucia,
Gianfranco Mazzoni ed altri.
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“Disincantate marine e paesaggi all’apparenza malinconici e
tristi nascondono, nelle figurazioni di Miriam Salvalai, momenti
vibranti di liricità, dai quali la prima sensazione di
sconsolata angoscia di chi osserva finisce per essere
inesorabilmente sopraffatta. E’ in questa chiave di lettura che
va interpretato il messaggio dell’Artista giuliese che della sua
città di adozione ha colto, in espressione figurativa, reconditi
e spesso inconsueti squarci ambientali. Miriam Salvalai guarda
nelle sue opere al di là dell’apparente normalità del reale e
trasmette momenti di serenità e di pace ai quali la persistente
assenza di ogni riferimento alla presenza dell’uomo conferisce i
toni dell’ineffabile. Dotata di temperamento e di sensibilità
non comuni, governa col piglio dell’artista le commozioni del
proprio animo e le disciplina sottoponendole a continue
sfumature cromatiche perchè non tradiscano mai il vero,
indicibile travaglio interiore, eterna fonte di ogni prodotto
dell’immaginazione,della fantasia.
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Sergio Di Diodoro
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Sandro Ettorre
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Note biografiche
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Nato a Giulianova nel 1956, dove risiede e lavora. Dopo aver
conseguito il Diploma al Liceo Artistico di Teramo, frequenta
l’Accademia delle Belle Arti di Roma, dove ha come insegnante
Augusto Ranocchi, con il quale collabora nel suo studio alla
progettazione di mosaici e murales. Negli stessi anni lavora con
John O’Brian alla ricerca di soluzioni di grafica informale.
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Ha
lavorato e realizzato con Achille Tuzzoli, un’opera esposta al
Palazzo della Sanità di Teramo in occasione della Mostra
“Artisti per la Pace”.
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Attualmente è impegnato, insieme ad altri artisti, nello studio
e nell’approfondimento delle tecniche grafiche con la
realizzazione di calcografie e serigrafie rigorosamente
artigianali.
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Contemporaneamente prosegue nel suo saccheggio metodico
dell’arte del Novecento volto al superamento dei suoi pur labili
limiti cronologici.
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- S.t.,
olio su tela, cm. 70x100
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Cenni critici
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Più volte segnalato dalla critica del Premio “Sinaide Ghi” di
Via Margutta a Roma. Nel 1994 in occasione di una collettiva a
Silvi, il critico Laura Cherubini dice di lui: “Sandro Ettorre
sviluppa la linea di un maggior rapporto con i materiali
attraverso una densa pasta pittorica”.
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“…
Parafrasando Henry Michaux da “Passages” quando S.E. dipinge è
per cominciare ad inventare. Una volta venuta fuori l’intenzione
il pittore predispone delle sbarre di realtà sulla tela e dopo
aver ottenuto questo nuovo insieme va avanti presentando altre
sbarre ancora più reali e così, compromesso dopo compromesso,
arriva a quel che dipinge, che è invenzione presa per la gola.
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Sandro Ettorre dipinge emozioni, idee, situazioni riuscendo a
fondere gli elementi essenziali della sua arte presi
dall’armamentario più rappresentativo di “quella condizione
umana” che è la cultura del nostro tempo: la storia, il mito, la
favola affrontati con frequenti anche se non esclusivi, bagni di
linguaggi artistici che hanno percorso questo secolo”.
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Eros Costantini
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- S.t.,
olio su tela, cm. 100x70
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Carmine Galie’
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Note biografiche
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Carmine Galie’, e’ nato a Giulianova nel 1955 dove vive e
lavora.
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Ha
iniziato l’attività artistica giovanissimo partecipando a varie
mostre e collettive.
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Cenni critici
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Il
significato più alto ed allo stesso tempo più profondo
dell’attuale ricerca di Carmine Galie’ si fonda nella totale
liberazione da schemi preordinati.Etichettare, catalogare ed
incasellare gli artisti sono tre fra i massimi peccati capitali
della critica di settore. Tanto più grave appare il peccato,
quando che subisce tale operazione di distorsione culturale
segue un’ispirazione autentica. Le opere di Carmine Galie’ anche
se partono da presupposti astratti, hanno come punto di
riferimento la natura. Gli spazi emergono perentoriamente
tragici, ma intanto già decantati e depurati dai segni della
rovina e dall’inquinamento che ha colpito l’ambiente vitale. La
luce, che si assorbe irreversibilmente e si disperde
nelle vene del buio, riesplode in Carmine Galiè con un timbro
netto di affermazione finale.
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Roberto Di Furia
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