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Istituto Studi Teologici e Sociali Cenacolo San Marco
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“La Bellezza”
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rassegna d’arte
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anno mariano
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cura di: Vittorio Cecchi, Franco Maroni, Mino Valeri
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Chiesa San Marco – Terni
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dal 29 settembre all’11 ottobre 1988
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Artisti Partecipanti |
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Andrea Agliani |
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Aldo Angelucci |
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Bruna Baldassarre |
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Gabriella Carbonari |
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Patrizia Becci |
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Beatrice Bolletta |
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Stefano Camaiti |
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Mario Chierichini |
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Gabriele Di Labio |
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Cecilia Falasca |
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Maria Fioravanti |
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Stefano Ianni |
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Floriano Ippoliti |
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Gabriella Leoni |
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Caterina Mariucci |
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Andrea Marraccini |
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Berardo Montebello |
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Franco Profili |
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Luciano Seconde |
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Paolo Tramontana |
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Una Mostra d’arte su “La bellezza” rischia di essere
tautologia. L’arte è sempre bellezza. La sua missione è
creare, svelare, donare bellezza.
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Un grande pensatore ci ha offerto, in questi ultimi
tempi una “estetica teologica”. I promotori della
Nostra, col tema “bellezza” hanno inteso contribuire
alle celebrazioni dell’ ‘Anno Mariano, scoprendo in
Maria di Nazareth un autentico momento estetico del
mistero cristiano. La Nostra è riservata ai pittori
giovani. Fatto anche promozionale, allora. Perché tra le
nuove generazioni si scoprano artisti nuovi a donarci
arte nuova.
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La Nostra sia compresa e vissuta sì che ci si apra alla
bellezza, ispirata dalla figura di Maria, nei nuovi modi
di espressione di oggi.
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C’è da rallegrarsene. C’è da invocare il Signore perché
questa bellezza (= arte) faccia crescere chi ne fruisce,
sì che venga ad essere scoperta ed accolta la bellezza
di Maria, riverbero autentico di quella assoluta di Dio!
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†
Franco Gualdrini - Vescovo
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Ci sono alcuni elementi caratterizzanti, a nostro
avviso, che, nella rassegna sul tema “La bellezza”,
appare opportuno puntualizzare.
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Innanzi tutto la tematica, scelta in occasione dell’Anno
Mariano, che, certamente, non ha né vuole avere un
carattere riduttivo. In effetti comporta una implicita
estensione ad una problematica la quale, come è evidente
in questa rassegna, è risolta attraverso specifici
linguaggi estetici, in una assoluta libertà di
proponimenti visivi, di diversificate soluzioni formali,
di variegate strutturazioni pittoriche e grafiche, di
personalizzate composizioni figurali attinte sia dalla
varia esperienza umana, sia dalla esperienza cristiana o
religiosa in genere.
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Secondo elemento. La scelta di artisti i quali —
presenti su invito — nel corso di una attività
artisticamente propositiva hanno saputo raggiungere una
rilevante valenza di contenuti nelle loro composizioni.
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Ancora: la scelta è stata rivolta verso artisti
“giovani” quali si collocano, tanto per usare un termine
sportivo, nella “under 35”. In sostanza, in questa
rassegna la presenza è caratterizzata da grafici e
pittori giovani, da operatori culturali, cioè, che non
hanno superato i 35 anni di età. Una scelta voluta
proprio per valorizzare — o per lo meno tentare di farlo
— pittori i quali, in considerazione dell’età, possono —
o potrebbero — avere maggiori difficoltà per presentare
ad un pubblico di fruitori il più vasto possibile, le
loro produzioni. In realtà gli autori invitati a questa
rassegna, per lo meno nella maggior parte, presentano un
“curriculum” interessante. Hanno, cioè, operato con buon
impegno e questa mostra, in qualche modo, ne costituisce
conferma.
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Infine, ma non certo in modo esaustivo, questa
iniziativa a tema presenta opere quasi per un ideale
confronto artistico e culturale tra pittori che operano
in diverse regioni italiane — Abruzzo, Marche, Toscana,
Umbria — anche ai fini di una più approfondita
conoscenza tra giovani impegnati nel campo dell’arte
figurativa. Insomma, quasi una provocazione, O, se si
vuole, uno stimolo.
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Così, il 2Cenacolo di San Marco” e l’ISTES di Terni,
dopo aver organizzato nel 1985 una rassegna d’arte sul
tema “Riconciliazione”, dopo aver presentato, nel 1986,
la mostra di Raoul Vistoli sugli “Atti degli Apostoli”,
proseguono, con questa iniziativa, organizzata in
occasione dell’Anno Mariano, le loro proposte d’arte. E
il fatto, culturalmente parlando, non ci sembra privo di
un suo specifico e profondo significato.
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Mino Valeri
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Berardo Montebello
(Giulianova 1956) |
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Berardo Montebello, vive ed opera a Giulianova.
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Diplomatosi nel Liceo artistico di Teramo ha
successivamente conseguito la laurea in architettura
nell’Università di Pescara.
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Dal 1975 ad oggi la sua presenza in mostre collettive è
stata continua e costante e gli ha consentito di
ottenere autorevoli premi e riconoscimenti.
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Tra le sue mostre personali si segnalano, tra le altre,
quelle di Giulianova (1976), di Roseto degli Abruzzi
(1978), dell’Aquila (1987).
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Della sua produzione artistica hanno scritto, tra gli
altri, Gaetano Di Pietro, Luigi Ricci, Giovanni
Corrieri, Giuseppe Simionato, Vittorio Casale, Marcello
Venturoli, Riccardo Cerulli, Franco Gerardini, Aldo
Marroni, Enrico Crispolti.
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Luciano Secone - Giulianova (TE)
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Luciano Seconde, vive ed opera a Giulianova (TE)
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Intensa è stata la sua attività artistica dal 1975 ad
oggi e favorevoli i consensi della critica.
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Tra le sue partecipazioni a rassegne ricordiamo quella
del 1975 alla sezione giovani della Quadriennale di
Roma, la presenza alla edizione 1976 del Premio Michetti
(al quale ha partecipato anche in varie altre edizioni
successive) le presenze in numerose città italiane e
straniere (Francia, Svizzera, Canada). Tra personali e
collettive ha esposto in circa 50 mostre.
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Della sua produzione artistica hanno scritto, tra gli
altri, Crispolti, Di Pietro, Gialluca, Finocchiaro,
Marroni, Maranella, Marchetti, Sanesi, Summa, Tentarelli.
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Nota critica
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Esattamente la pittura è praticata da Secone in questi
ultimissimi anni nel disegno di una operazione in tre
momenti che egli unifica all’insegna de «La memoria del
sogno». La pittura capace cioè di farsi strumento di
percorrimento di dimensioni di memoria (collettiva) del
passato, come vissuto storico, nei segni delle sue
istituzioni formali, e strumento di proiezione attiva
dei segni di tale radici di cultura formale entro il
nostro operare stesso attuale.
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Non è un segno di «revival», Piuttosto è il sogno che si
fa liberamente dei frammenti memoriali del passato
l’oggetto di una «réverie» continua costituitasi come
progetto possibile di un disincantato, ma anche un
utopico, presente. Il sogno dunque provoca la memoria
del passato, dialogando con questo liberamente:
ridefinendone i segni, recuperandone la eco attraverso
la memoria di alcuni episodi delle sue istituzioni
formali, e affrontando (riaffermandolo) in un patrimonio
di memorie.
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Enrico Crispolti
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