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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
 
ARALDICA
 
ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
Stampa il documento che la Presidenza della Repubblica Italiana ha riconosciuto lo stemma della Citta' di Giulianova
 
In data 3 ottobre 2005, al Comune di Giulianova è stato concesso dalla Presidenza della Repubblica Italiana il riconoscimento di uno stemma ed un Gonfalone alla Citta' di Giulianova

Documento:

VISTA la domanda con la quale il Sindaco della Città di Giulianova chiede la concessione di uno stemma e di un gonfalone per uso di quella Città;
VISTI gli atti prodotti a corredo della domanda stessa;
VISTO il R.D. 7 Giugno 1943, n°652;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri;
...
DECRETA:
...
Sono concessi alla Città di Giulianova, in provincia di Teramo, uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso:
 
STEMMA: d’oro, al cavaliere armato di tutto punto di acciaio al naturale, l’elmo cimato dalla piuma di rosso, cavalcante il cavallo baio al naturale, afferrante con la mano sinistra le briglie, di rosso, con la mano destra non visibile la spada di acciaio al naturale, posta in banda alzata, esso cavallo passante sulla pianura di verde, con l’arto anteriore sinistro alzato. Ornamenti esteriori da Città.
GONFALONE: drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.
Il presente Decreto sarà debitamente trascritto.
Dato a Roma addì 3 ottobre 2005
 
LO STEMMA DEL COMUNE DI GIULIANOVA

Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardome-dioevale.

Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città.

Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.

Il Vescovo aprutino ed umanista Giovanni Antonio Campano, in una lapide che si conservava murata in un edificio di Via V. Bindi, sulla facciata a Sud della casa dei Signori Paolone, narra che il villaggio fu ricostruito in seguito a «turbinar di guerre» e conseguenti epidemie, in un luogo più ameno, dopo il 1460 (la data ufficiale d’inizio dell’edificazione di Giulia viene fatta coincidere dagli studiosi col 20 gennaio 1472).

Attualmente la lapide è conservata in un magazzino del Comune, nell’attesa di essere ricollocata in un sito adeguato. Questo che segue è il testo in esametri latini, con la sua traduzione.

 

Advena quisquis ad haec surgentia moenia pergis mutatas cognosce loco sic nomine sedes turbine bellorum et coelo graviore relictas. Arva vides, profugis quondam viduata colonis,frugibus indigenas istis explere beatos.

O straniero, che vieni a queste sorgenti mura, chiunque tu sia, ti sia noto che rinnovate nel nome e nel luogo scampo son le case al furor esizial dell’etere malsano ed all’ira possente del Dio Marte. Or tu vedi, vuoti un dì di esuli coloni, i campi di fertili messi, i fortunati figli saziar.

Giovanni Antonio Campano (1429-1477), letterato, dal 1463 Vescovo di Teramo, città nella quale risiedette stabilmente dal 1474.

Il testo degli esametri è evidentemente dettato dal ricordo della battaglia combattuta il 27 luglio 1460 intorno a Castel San Flaviano, tra gli Angioini, guidati da Giacomo Piccinino, e gli Aragonesi con a capo Francesco Sforza. Ma il piccolo ed antichissimo centro marittimo, l’anno successivo (1461) fu distrutto completamente da Matteo di Capua e dalla fazione dei Teramani Spennati; questi eventi sono alla base della determinazione di Giulio Antonio Acquaviva di mutar sede alla sua Contea e di trasferire gli abitanti due chilometri a Nord, sulla collina, per sottrarli all’aria malsana di quel sito.

 
 
 

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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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