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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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IANUA MUNDI IMAGINALIS
Santa Maria a Mare di Giulianova
di Maria Concetta Nicolai

Foto di Bruno Colalongo

 
Giulianova Lido: Chiesa Santa Maria a Mare o dell’Annunziata
Chiesa Santa Maria a Mare o dell’Annunziata
 

Sulla facciata costruita a mattoni lavorati e centinati, secondo una tematica già sperimentata, Raimondo raccoglie principalmente nella zona dell’archivolto le proposte simboliche, a cominciare dalla fioritura dei capitelli, entro i quali nasconde un piccolo, ma stupefacente bestiario. Nel gruppo di sinistra, tra i resti di figura ormai mutile ed indecifrabili, si notano un’aquila con le ali spiegate ed una salamandra; in quello di destra sono riconoscibili una colomba, un rapace ed un volto che si affaccia con un ghigno faunesco tra le foglie. Quantunque l’intreccio, spesso confuso ed eccessivo, di temi vegetali ed animali sia l’elemento preponderante della decorazione romanica rispetto alla quale la scuola atriana non fa eccezione, tuttavia sarebbe superficiale credere che queste figure, per quanto piccole e nascoste, non abbiamo un significato preciso.

L’aquila con le ali spiegate

L’aquila è l’uccello della luce, l’epifania del sole, del fuoco, dell’altezza e della profondità dell’aria. Secondo la Tradizione essa ritroverebbe la giovinezza esponendosi, prima, alla combustione dei raggi eliaci e spegnendo, dopo, le ali in una fonte di acqua sorgiva. Il mitologema ha il velo sottile: la rinnovata giovinezza rappresenta lo stato di iniziazione alchemica che prevede il passaggio attraverso il fuoco e l’acqua.

La Salamandra

Esiste un animale detto salamandra. Il Fisiologo ha detto che essa, se entra in una fornace ardente la spegne. Sta scritto infatti: anche se cammini in mezzo al fuoco la fiamma non ti brucerà. Ma già molto prima delle parole del Fisiologo questo animale era ritenuto dagli antichi la manifestazione vivente del fuoco. Nella iconografia medioevale rappresenta il giusto che non perde la pace dell’anima nelle tribolazioni. In alchimia è il simbolo della pietra incandescente o, zolfo filosofale.

La colomba

Al di là delle note significazioni legate alla colomba, quale la rappresentazione dello Spirito Santo o della purezza dell’anima fedele, qui essa potrebbe indicare la condizione volatile della materia lavorata. Come simbolo della ispirazione divina, la colomba, in questo caso, rappresenterebbe la condizione che la teologia definisce come grazia attuale.

Il mostro

Il mostro è il guardiano del tesoro, del luogo sacro e della divinità rivelata. In tutti e tre i casi il volto che si affaccia tra le foglie ha una ragione di essere. Il tesoro che qui starebbe a custodire è quello spirituale della Verità che la natura umana acquisisce per rivelazione del luogo sacro. Oltre alla funzione di custode il mostro ha quella di prova iniziatica che il mista deve affrontare prima di addentrarsi nel Giardino della Conoscenza.

I leoni

Se ogni elemento, sia pure piccolo e nascosto ha la sua cifra nel discorso simbolico, alla coppia di leoni è affidato il lemma più pregnante. Appoggiati sulla mensola aggettata e retta dai capitelli esterni, quello di sinistra adunghia un libro, quello di destra afferra tra le zampe un serpente che in atteggiamento combattivo lo morde sul capo. Per Bindi l’uno tiene il libro delle Scritture, l’altro affronta e vince l’eresia, ma la spiegazione per quanto corretta e convincente lascia il campo anche ad altre ipotesi.

Leone con il libro. Nella iconografia sacra il leone è l’animale più rappresentato. Ora accucciato e vigile come prescrive il Fisiologo simboleggia la Chiesa perché non sonnecchierà. né dormirà chi custodisce Israele, ora ringhiante diviene l’attributo principale della Giustizia divina, ora rampante si innalza come proposizione mistica, ora alato e con tra le zampe il libro aperto dei Vangeli è la teria figura del tatramorfo, Rifacendosi ai quattro Viventi ed all’effigie di San Marco Bindi vi identifica il custode delle scritture, senza tener conto che rappresentando la metafora del verbo rivelato il libro dovrebbe mostrarsi aperto. Ma il libro chiuso, come del resto nelle cerimonie di laurea che ancora conservano una certa kermesse ermetica, sta per la materia vergine ed inesplorata o, con un salto di significato, per la Scienza nascosta. L’opera è espressa simbolicamente da un libro ora chiuso a seconda che la materia sia stata lavorata o sia stata appena estratta dalla miniera. Talvolta quando il libro è raffigurato chiuso non è raro che sia anche sigillato da sette bande; sono il segno delle sette operazioni successive che permettono di aprirlo, poiché ciascuna di esse spezza un sigillo. Posto il libro come immagine della Materia, il leone che con pacifica vigoria lo conserva tra le zampe simboleggia la Regola trascendente.

Il leone in lotta con il drago. Accantonando l’accezione negativa e l’aspetto maledetto attribuiti generalmente al serpente dal simbolismo cristiano, per il quale esso è drago; serpens anticuus, qui vocatur diabolus et satanaqui seduci universum orbe, il rettile può riacquistare il valore positivo che, del resto, non gli nega l’interpretazione scolastica. La forza ofidica guaritrice trova gli esempi più illustri ed antichi nel caduceo di Erme e nella verga di Aronne, simboli dell’albero cosmico su cui si innalza ed espande la virtù ctonia. Nel caso in questione la scultura più che rappresentare l’antagonismo tra il bene-leone ed il male-serpente, è forse il geroglifico della lotta di elementi diversi, ma non opposti, destinati a complementari vicendevolmente in una trasmutazione. La natura solvente ed aggressiva del mercurio, espressa nella immagine del serpente, morde e quindi stabilisce un contatto penetrante con la forza aurea e leonina che domina e assicura la regola stabile di tutta l’esperienza alchemica.

 
 

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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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