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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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IANUA MUNDI IMAGINALIS
Santa Maria a Mare di Giulianova
di Maria Concetta Nicolai

Foto di Bruno Colalongo

 
Giulianova Lido: Chiesa Santa Maria a Mare o dell’Annunziata
Chiesa Santa Maria a Mare o dell’Annunziata
 

Decorazioni degli archi

Dai pieditritti appoggiati ai capitelli e dietro le sculture dei leoni partono i cinque giri che decorano l’archivolto con una ricchezza di particolari che Raimondo attinge alla sua versatile e sperimentata esperienza.

 
Arco 1
Il primo giro partendo da un fiore assai articolato, e riconducibile come forma ad un calice a tre elementi, allo stesso modo di quello più lineare in cui si conclude, si articola in 22 eleganti girali, un labirinto ripetitivo ed uguale nel quale si addentra, al suo primo svolgersi, un’agile figuretta in veste succinta nell’atto di aggrapparsi al bordo della decorazione. Il motivo, in una soluzione assai simile, è proposto, quasi nella stessa posizione nel primo giro della decorazione, a Colleromano di Penne. La simbologia va interpretata nel segno numerico che, secondo la Cabala, è la manifestazione dell’essere nello spazio e nel tempo. In questa ottica si configurano i 22 capitoli della Apocalisse di San Giovanni ed i 22 Arcani maggiori dei tarocchi. Qui, i ventidue girali e l’uomo che si addentra nella prima voluta sono la rappresentazione dell’itinerario alchemico con le sue due principali difficoltà: la ricerca della strada per raggiungere il centro e l’impegno a ritrovarne l’uscita. Merita attenzione anche il calice trinitario, in specie quello iniziale arricchito ai lati da due fiori a campanula, omologo di vita divina da cui scaturisce ed in cui si riversa ogni tempo ed ogni spazio nel quale l’archetipale rappresentante dell’Umanità penetra faticosamente, ma con impegno volitivo assai ben raffigurato.
Arco 2
Il secondo giro esce da una infiorescenza binata che richiama il pennacchio terminale della canna palustre e, ripetendo i valori del primo, in ventidue volute assai eleganti nel centro di ognuna delle quali si pone un fiore a cinque petali, oltre che un universo di uomini e piccoli animali fantastici, si chiude nelle fauci di un leone. Se nel motivo iniziale è lecito identificare la canna allora l’intera decorazione ha il significato della fragilità umana che è rafforzata, attraverso inconoscibili disegni divini, nella potenza solare della grazia. Ma il motivo di partenza potrebbe essere anche una originale rappresentazione della tetraktys, il più sacro dei numeri, espressione della creazione universale su cui prestavano giuramento i pitagorici. La tetraktys è comunemente rappresentata da una piramide di dieci punti: quattro alla base, tre al primo ordine, due al secondo, uno al vertice. L’infiorescenza che si alza tra le foglie potrebbe essere nelle intenzioni dell’artista il segno volutamente rafforzato dell’Uno apicale. inteso come principio di tutte le cose. In questa ottica acquista maggior comprensione anche il motivo conclusivo: il leone che volgendo il capo all’indietro, con un risultato plastico notevole si pone come metafora di forza e di vittoria, valori acquisibili dalla caducità umana a patto che questa, perseverando nelle avversità raggiunga la meta.
Archi 4-5
     Tralasciando per ora il terzo giro interno il quale va analizzato particolarmente, si possono considerare il quarto ed il quinto di cornice. Il penultimo è composto da 50 piccole stelle a punta di diamante, un elemento decorativo tanto raffinato quanto diffuso nella tecnica ornativa del periodo. Qualche riflessione merita il numero che evoca i significati attribuitigli dalla scuola pitagorica: conforto, perdono e libertà. L’ultima decorazione, stretta intorno alla scultura della Vergine, è formata da 28 palmette arricciolate in punta che la rovina del tempo e delle intemperie, tranne che in pochi casi, ha reso mutile. Qui basterà ricordare che 28 è il ciclo completo delle quattro fasi lunari.
 

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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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