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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
 
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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Giulianova: Alcuni brevi cenni storici sulla Città di Giulianova

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La storia di Giulianova
Le origini di Giulianova si fanno risalire ad una città potente e fortificata, dal nome Castrum Novum, di cui si ha testimonianza in alcuni scritti di Plinio, Strabone, Vellejo Patercolo, Tolomeo ed altri. Castrum Novum fu fondata, su un insediamento precisistente, probabilmente intorno al 290 a. C., come colonia romana in prossimità del mare e sulla riva sinistra del fiume Batinus (Tordino), dove sviluppò un importante porto-canale mercantile e militare, la cui posizione strategica si sarebbe rivelata sotto Curio Dentato prima, al principio della guerra cartaginese poi, e sotto Silla, Augusto e Nerone. Attraversata dalla Salaria, Castrum Novum divenne anche importante centro commerciale e nodo stradale verso le città costiere adriatiche fino a Brindisi, e verso l’interno fino ad Ascoli Piceno e Roma.
Non si puo’ affermare con sicurezza quale popolo possa averla fondata; fu comunque abitata da Siculi, Liburni, Etruschi, Galli.
Come in tutti gli insediamenti marittimi, oggetto di saccheggi, gli abitanti si spostarono verso la parte più alta e difendibile: quella collinare. Il recente rinvenimento di una necropoli, la cui esistenza si fa risalire tra il I e il IV secolo, ne viene considerata una riprova. Durante il Medioevo (intorno all’VIII secolo), Castrum cambiò nome in Castel San Flaviano poiché, nel 1004, attraverso vicende non chiaramente documentate, vi furono traslate le reliquie dell’omonimo Santo, Vescovo di Costantinopoli, oggi Patrono della città. Nel 1460, nei pressi dell’abitato, si svolse una violenta battaglia fra le forze Aragonesi, comandate dagli Sforza, e le forze Angioine, guidate dal Piccinino: ne seguirono distruzioni e incendi che, anche per la malaria dilagante a causa dei terreni acquitrinosi, resero malsani e insicuri i luoghi e indussero l’allora feudatario Giuliantonio Acquaviva, Duca di Atri e Conte di Conversano, a costruire una rocca più a nord, nella parte alta della collina. La nuova città, datata 1470, fu chiamata Jiulia, dal nome del suo fondatore: costruita a forma di quadrilatero, era cinta da fortissime mura a scarpa con feritoie e merlature, e difesa da munitissime torri che rimasero in piedi fino al 1860. Alla città si accedeva attraverso tre porte: Porta da Piedi o Marina, che si apriva a sud del muro orientale, Porta Napoli o degli antichi Cappuccini (a pochi passi da questa si imboccava via Cupa, che per secoli è servita a collegarla con Teramo) e Porta da Capo nel lato settentrionale, Nel 1846 fu abbattuto un tratto di muraglia nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio per aprire Porta San Francesco, così chiamata perché un tempo la Chiesa era dedicata all’umile Santo di Assisi. La Porta di San Rocco fu aperta a nord, quasi di fronte ai cancelli della villa del Conte di Castellana. Sul lato est della odierna Piazza Buozzi sorgeva un sontuoso palazzo, residenza degli Acquaviva, di fronte al tempio dedicato a San Flaviano. Anche la città degli Acquaviva subì assalti e saccheggi: nel 1596 e nel 1708 da parte dei Lanzichenecchi e nel 1798, dall’armata francese. Durante quest’ultima occupazione furono distrutti tutti i documenti e i diplomi dell’archivio ducale. Finita l’epoca napoleonica, Giulia tornò sotto il dominio dei Borboni, fino all’Unità d’Italia. Nell’ottobre del 1860, sulla strada per Teano, Re Vittorio Emanuele II fece visita alla città, accolto con tutti gli onori dal primo Sindaco dell’Unità d’Italia, Geatano Ciaffardoni. Fino a circa un secolo fa, Giulianova era ancora cinta da mura, man mano abbattute per fare spazio a nuove costruzioni. Il Centro Storico, tuttavia, conserva ancora l’originaria struttura viaria, che rivela un criterio urbanistico molto raro nel XV secolo. Il territorio dell’odierna Giulianova, che prese tale nome definitivamente ai primi del ‘900, comprende la fascia del litorale e la zona collinare, alle spalle della quale si estende anche una zona agricola.

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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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