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Nel 1938 fu costruito il mercato all’ingrosso del pesce
grazie ad un mutuo contratto dal comune con il banco di
Napoli di £ 370.000. L’ampio edificio, progettato
dall’ingegner Iannetti secondo i dettami prevalenti in
quel periodo, dispone di venti magazzini per la
spedizione del pesce, ciascuno dotato di vasche per i
lavaggi e di frigorifero, di due tettoie per lo
smistamento dei prodotti ittici nelle ore d’asta e di
altre due per gli acquirenti spedizionieri che vi
confezionano l’esportazione, oltre che ad altri locali
destinati ad uffici, direzione del mercato, sezione
astatori e uffici pesatori, allo sportello del banco di
Napoli che vi gestiva il servizio interno di cassa.
Riuscitissima fu la scelta del direttore della nuova
struttura: il giovane ragioniere Ettore Romano che
profuse grande zelo e dinamismo in una attività che non
si limitò alla sola gestione ma che seppe anche
individuare forme efficaci di promozione. Il mercato
cominciò a funzionare nel gennaio 1939 e nel primo anno
di attività fu astato una quantità di pescato di
13.662,79 quintali per un volume di affari di oltre 3
milioni. Anche la flottiglia si potenziò notevolmente
nel giro di pochi mesi, tanto che alla fine di maggio
erano trenta i motopescherecci che facevano capo al
porto
di
Giulianova,
a cui si aggiunsero altri quattro nel successivo mese di
luglio. Nel mese di luglio fu approvato il Regolamento
del mercato all’ingrosso del pesce,
dove tra l’altro veniva fissata l’entità dei diritti che
si applicavano sul prezzo di vendita. |