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IL CORALLO A GIULIANOVA |
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di Renata Magazzeni* |
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Nel
parlare di cose e di uomini d'Abruzzo pare non ci si possa allontanare
dal campo delle arti, della poesia, della letteratura (vedi Michetti,
D'Annunzio, Croce, etc.) mentre pochi conoscono il fascino
economico-commerciale di "codesta Svizzera italiana "di fine secolo XIX,
come scrisse nel "Centauro" Carlo Casali nel 1928, illustrando la
personalità, la vita e le opere di un degno cittadino giuliese, Ernesto
Migliori, "l'uomo nuovo" (come egli lo chiamò), che diede lustro alla
sua Giulianova, offrendole una nuova realtà: cioé il progresso nel campo
del commercio e dell'industria, lo spirito di intraprendenza e la
volontà di raggiungere posti di avanguardia economica.
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Iniziò a 14 anni ad apprendere l'arte dell'oreficeria e insieme ai
fratelli Cesare, Alfonso e Luigi, ben presto fondò e consolidò una
rinomata Ditta commerciale, a cui si aggiunse una fabbrica di oreficeria
e gioielleria, i cui prodotti raffinati cominciarono ad invadere i
mercati di Milano, Parigi, Amsterdam, Londra.
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La
Ditta Fratelli Migliori di Giulianova, sorta nel 1890, quando egli aveva
solo 22 anni, iniziò a commerciare anche il corallo, di cui si faceva
largo uso. La "Patria" della lavorazione del corallo era ed è ancora,
Torre del Greco, che si è imposta anche oggi come centro di maestranze
specializzate. I Fratelli Migliori, verso il primo Novecento ebbero il
felice intuito di affiancare alla fabbrica di oreficeria e gioielleria,
anche quella della lavorazione del corallo grezzo. Fu un'operazione
commerciale brillantissima e positiva; infatti in breve tempo la
richiesta di mercato aumentò sempre più. La preziosa attività fu
esercitata all'inizio da specialisti provenienti da Torre del Greco, che
furono man mano sostituiti da bravi orafi e lavoratori giuliesi. Furono
anche i Fratelli Migliori, quindi, che lasciarono nel mondo meravigliosi
lavori in corallo, come medaglioni, ciondoli, collane, spille,
orecchini, etc., che formavano, seguendo la moda dei tempi, magnifici
ornamenti delle dame dell'epoca. Per questi lavori veniva adoperato il
corallo di prima qualità, di colore rosso e rosa, mentre il materiale di
qualità inferiore, veniva lavorato inizialmente a Livorno e serviva alla
realizzazione di collane per le spose del nostro Abruzzo, delle Marche,
della Campagna romana e della Toscana. Poi, pian piano, la fabbrica di
corallo giuliese superò tutte le altre concorrenti per la qualità dei
suoi manufatti, l'abilità degli addetti specializzati, che, nel
frattempo, erano più di 150 e per la serietà, la saggezza del suo
fondatore, che nel 1908, appena quarantenne, veniva ufficialmente
onorato con la nomina di "Cavaliere al Merito del Lavoro". Dal 1910 in
poi, le nostre spose non sfoggeranno più collane di corallo lavorato a
Livorno, ma sarà la Ditta Fratelli Migliori a rifornire le più
importanti gioiellerie ed oreficerie del Regno.
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Intanto,verso il 1910, il Giappone, che già spediva in Europa limitate
quantità di corallo grezzo, trovò intorno alle Isole di Formosa, oggi
Taywan, nuovi e larghi banchi coralliferi. Il pescato, costituito nella
maggior parte da rami di eccezionale grossezza, di un bel colore rosa,
veniva spedito in Italia, dove ebbe un immediato successo.
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La
Ditta Fratelli Migliori si affrettò anch'essa ad allacciare relazioni
commerciali con le principali ditte di Kobe, centro di raccolta del
corallo e poté ricevere grosse partite stipate in casse di legno
pregiato, assicurate presso "The Nippon Marine Insurance Company" e
trasportate in Italia, via mare a bordo del "Shipped Terukuni Maru"
della European Line. La grande affluenza del corallo e la richiesta di
vendita, sempre più copiosa, incoraggiava lo sviluppo della lavorazione,
che era ed é molto complessa e lunga. Si iniziava con una accorata
selezione dei rami grezzi, suddividendoli per qualità e grandezza,
dopodichè venivano consegnati agli operai dei diversi reparti che
avevano una specializzazione particolare, perché a loro era riservato il
lavoro più importante (erano chiamati tagliatori).
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Essi
dopo uno studio attento e minuzioso onde ottenere il maggior rendimento
del materiale, con un minimo scarto, e calcolando anche il verso e la
venatura del pezzo da tagliare, si servivano di una pesante tenaglia e
staccavano con un taglio netto, un pezzo irregolare della grandezza
voluta.
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Questi pezzi così ricavati passavano agli "sbozzatori" i quali, mediante
una ruota di smeriglio della circonferenza di circa un metro, montata su
un pacchetto manovrato a pedale come quello degli arrotini, sbozzavano
questo primo pezzo irregolare, dandogli la forma rotondeggiante. Dopo
questo secondo passaggio, i chicchi passavano ai tornitori, che
completavano l'arrotondamento e la levigatura con un'altra ruota di
smeriglio di dimensioni più ridotte. Poi rimaneva l'ultima operazione
affidata in maggiore misura alle donne e cioè la lucidatura, attuata con
ruote di feltro con cui si raggiungeva il lavoro finale.
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Tornando alla Ditta Fratelli Migliori, dopo il 1910, vediamo che essa
allacciò relazioni commerciali di vendita anche con l'estero e
precisamente con le Indie, paese di grande consumo di corallo. Il
materiale adatto per le "piazze" indiane veniva ricavato dallo scarto di
corallo, cioè di quello attaccato in maggiore quantità alla parte
spugnosa dello scoglio. La lavorazione di questa qualità inferiore,
veniva svolta diversamente, in "altra foggia", con chicchi grossi di
taglio o a forma cilindrica, con cui si allestivano collane destinate
all'arredamento dei trapassati o serviva per i santoni delle tribù
interne, che ne facevano un ornamento coreografico per i loro usi, e
inoltre, veniva distribuito ai clienti dei lontani paesi del retroterra.
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Ma
che cos'é il corallo?. Il corallo é una sostanza o se si vuole una
pietra ornamentale ricavata dal "corallium rubrum" (la colorazione rossa
è data dalla presenza di sali di ferro), specie di polipo di cui forma
l'impalcatura interna; per il suo bel colore e la perfetta levigatezza
di cui é suscettibile, si adopera per fare gioielli di valore. Era già
ricavato dagli antichi, i quali però, non ne conoscevano la natura.
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In
seguito lo si credette di natura vegetale, solo nel 1725 il Peyssonnel,
medico e naturalista francese, dopo lunghe osservazioni, si convinse che
i creduti "fiori" di corallo, erano invece animali simili alle attinie.
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Dapprima le sue idee furono derise, ma con il tempo, furono convalidate
ed apprezzate in Inghilterra ed altrove. Il fusto del corallo risulta
composto da sottili e numerosi strati calcarei di struttura
microscopica. Le colonie corallifere sono composte da individui dello
stesso sesso, o maschi o femmine, e l'accrescimento é dovuto, come
avviene in genere nei polipi, alla riproduzione per gemme.
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La
lavorazione del corallo a Giulianova fu abbandonata con l'avvento della
seconda guerra mondiale, che sconvolse le nostre sorti nazionali e
individuali. La Ditta Fratelli Migliori, comunque, ha continuato la sua
ascesa nel campo dell'oreficeria e della gioielleria, affermandosi
ancora oggi nel mondo.
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Il
mestiere di corallaio man mano si é estinto, e nessuno oggi sa
"lucidare" una bella collana della mamma o della nonna. L'ultimo
componente di questa brava genìa di artisti, é morto una decina di anni
fa. Era il papà dell'attuale Presidente dell'Ente Porto.
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Antiquaria in Giulianova |
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