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Il “Belvedere” di Giulianova |
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di
Cinzia Falini |
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Il Guardiano (1940) |
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Archivio
Riccardo Cerulli |
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L’espansione urbanistica che caratterizzò la vita di
Giulianova nei quaranta
anni tra la fine dell’Ottocento e il Novecento coinvolse
anche la sistemazione dello “spalto” nel Largo da Piedi.
La prima traccia sulla sistemazione dell’area risale ad
un documento pubblico del 1855 con una raccomandazione
al progettista di lasciare uno spazio panoramico. Negli
anni seguenti il “Monte” fu definitivamente spianato ma
la scarpata incombeva su via di Porta Marina e quindi,
su suggerimento di Berardo Cerulli, la Giunta Acquaviva
accettò di ridurlo a terrazza con un solido muro di
contenimento verso il mare. In seguito si ricavarono
delle grotte sotto la parte più avanzata della terrazza
che quindi poggia, per quasi metà, su volte a crociera
sostenute da grandi pilastri. Sul Monte gli abitanti di
Giulianova usavano ritirare “i legni dai mare” (le
barche) per preservarli dai danni dell’inverno e sul
Monte venivano accese le “macchine pirotecniche” il
Venerdì Santo ed il
22 aprile. Un progetto
molto elaborato ed apprezzato non poté essere eseguito
per motivi finanziari: prevedeva il collegamento tra il
Monte e la sottostante circonvallazione con una
scalinata che avrebbe avuto origine dal lato sud della
balaustra in colonnine di marmo che doveva collegare
casa Cerulli e casa Orsini. Si ripiegò su di un progetto
che fece del Monte la terrazza Belvedere che oggi
abbiamo. La ditta Iona di Ancona fornì la balaustra al
prezzo di duemila lire e sul lato sud furono collocate
piante resistenti ai venti di mare. Il raccordo con la
piazza fu raggiunto con il riempimento delle “fosse da
grano”, scavate nella parte ovest del Monte, ed usate
dai proprietari dei fabbricati vicini. Nella piazza che
include il Monte così trasformato fu inaugurato, il 26
agosto 1894, il
monumento dedicato a Vittorio
Emanuele II in ricordo del suo passaggio a
Giulianova il 15 ottobre 1860. L’opera, commissionata a
Raffaello Pagliaccetti,
causò all’artista grandi amarezze, Il “colosso di
bronzo”, alto circa quattro metri e del peso di
trentacinque quintali, arrivò a Giulianova nell’estate
del 1889. Il 20 settembre di quell’anno, mentre
Pagliaccetti già lavorava al basamento, furono
organizzati grandi festeggiamenti per la posa della
prima pietra del monumento. In quel clima di festa, tra
l’entusiasmo della folla e i riconoscimenti delle
autorità, sembrava che le questioni prettamente
economiche - sorte precedentemente tra Pagliaccetti e
l‘Amministrazione comunale fossero vicine ad una
soluzione. L’Amministrazione, qualche anno prima, aveva
istituito un Comitato per raccogliere - con una
sottoscrizione popolare - i fondi per il pagamento della
statua. Lo scarso interesse con cui l’Amministrazione
condusse tutta l’operazione. portò alle dimissioni del
Presidente del Comitato
Andrea Acquaviva d’Aragona
e ad un danno economico per l’artista che si era
personalmente impegnato con la fonderia. A questo si
aggiunse un danno più grave: quello artistico.
Pagliaccetti fu escluso dalle modifiche, rese esecutive
da un Consiglio che lui stesso definì “sconsigliato”,
sul basamento che ne impoverirono la simbologia ne
ridussero l’altezza tanto da comprometterne le
proporzioni con la statua. L’”arbitrio artistico” fu
denunciato in una lettera aperta al giornale “La
Nazione” di Firenze (città dove Pagliaccetti lavorava)
dal titolo “La protesta di un artista” il 20 luglio
1894. Circa un mese dopo, a Giulianova, in occasione dei
grandi festeggiamenti per l’inaugurazione del monumento
finalmente innalzato, partecipò tutta la città.
parteciparono le autorità ma questa volta l’artista non
c’era. |
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à
Articolo tratto da
OPUSCOLA (1)
– Giulianova in fotografia 1900-1950.
A cura di
Giovanni
Bosica e Pierino Santuomo,
Edigrafital, 1998. |
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Cinzia FALINI, laureata in scienze politiche, specialista in
biblioteconomia e in
archivi-stica,
responsabile della
Biblioteca del Centro
culturale San Francesco -
Piccola Opera Charitas,
iscritta all’albo dei
bibliotecari. |
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Bibliografia
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IL BELVEDERE DI GIULIANOVA
di
Cinzia Falini
-
Riccardo Cerulli, Giulianova 1860,
Teramo, Abruzzo Oggi, 1968 (prima ediz. Pescara,
Trebi, 1958);
-
Riccardo Cerulli, Il Belvedere, in “La
Madonna dello Splendore”. n. 10 (1996) ora ne Il
cerchio inconchiuso. Monenti di storia giuliese
attraverso le pagine della rivista “La Madonna dello
Splendore” a di di Sandro Galantini, Teramo,
Demian Edizioni, 1995
-
Per le notizie più strettamente relative agli
avvenimenti intercorsi tra Raffaello Pagliaccetti e
l’Amministrazione comunale (li Giulianova si veda
Raffaello PAGLIACCETTI, Esposizione per difesa
verso la ditta Conversini e C. di Pistoia. Municipio
e Comitato di Giulianova pel monumento a V Emanuele
II, Firenze, gennaio 1890 (manoscritto).
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