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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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Il “Belvedere” di Giulianova
di Cinzia Falini
 
Giulianova, il Belvedere
Il Guardiano (1940)

Archivio Riccardo Cerulli

 

L’espansione urbanistica che caratterizzò la vita di Giulianova nei quaranta anni tra la fine dell’Ottocento e il Novecento coinvolse anche la sistemazione dello “spalto” nel Largo da Piedi. La prima traccia sulla sistemazione dell’area risale ad un documento pubblico del 1855 con una raccomandazione al progettista di lasciare uno spazio panoramico. Negli anni seguenti il “Monte” fu definitivamente spianato ma la scarpata incombeva su via di Porta Marina e quindi, su suggerimento di Berardo Cerulli, la Giunta Acquaviva accettò di ridurlo a terrazza con un solido muro di contenimento verso il mare. In seguito si ricavarono delle grotte sotto la parte più avanzata della terrazza che quindi poggia, per quasi metà, su volte a crociera sostenute da grandi pilastri. Sul Monte gli abitanti di Giulianova usavano ritirare “i legni dai mare” (le barche) per preservarli dai danni dell’inverno e sul Monte venivano accese le “macchine pirotecniche” il Venerdì Santo ed il 22 aprile. Un progetto molto elaborato ed apprezzato non poté essere eseguito per motivi finanziari: prevedeva il collegamento tra il Monte e la sottostante circonvallazione con una scalinata che avrebbe avuto origine dal lato sud della balaustra in colonnine di marmo che doveva collegare casa Cerulli e casa Orsini. Si ripiegò su di un progetto che fece del Monte la terrazza Belvedere che oggi abbiamo. La ditta Iona di Ancona fornì la balaustra al prezzo di duemila lire e sul lato sud furono collocate piante resistenti ai venti di mare. Il raccordo con la piazza fu raggiunto con il riempimento delle “fosse da grano”, scavate nella parte ovest del Monte, ed usate dai proprietari dei fabbricati vicini. Nella piazza che include il Monte così trasformato fu inaugurato, il 26 agosto 1894, il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II in ricordo del suo passaggio a Giulianova il 15 ottobre 1860. L’opera, commissionata a Raffaello Pagliaccetti, causò all’artista grandi amarezze, Il “colosso di bronzo”, alto circa quattro metri e del peso di trentacinque quintali, arrivò a Giulianova nell’estate del 1889. Il 20 settembre di quell’anno, mentre Pagliaccetti già lavorava al basamento, furono organizzati grandi festeggiamenti per la posa della prima pietra del monumento. In quel clima di festa, tra l’entusiasmo della folla e i riconoscimenti delle autorità, sembrava che le questioni prettamente economiche - sorte precedentemente tra Pagliaccetti e l‘Amministrazione comunale fossero vicine ad una soluzione. L’Amministrazione, qualche anno prima, aveva istituito un Comitato per raccogliere - con una sottoscrizione popolare - i fondi per il pagamento della statua. Lo scarso interesse con cui l’Amministrazione condusse tutta l’operazione. portò alle dimissioni del Presidente del Comitato Andrea Acquaviva d’Aragona e ad un danno economico per l’artista che si era personalmente impegnato con la fonderia. A questo si aggiunse un danno più grave: quello artistico. Pagliaccetti fu escluso dalle modifiche, rese esecutive da un Consiglio che lui stesso definì “sconsigliato”, sul basamento che ne impoverirono la simbologia ne ridussero l’altezza tanto da comprometterne le proporzioni con la statua. L’”arbitrio artistico” fu denunciato in una lettera aperta al giornale “La Nazione” di Firenze (città dove Pagliaccetti lavorava) dal titolo “La protesta di un artista” il 20 luglio 1894. Circa un mese dopo, a Giulianova, in occasione dei grandi festeggiamenti per l’inaugurazione del monumento finalmente innalzato, partecipò tutta la città. parteciparono le autorità ma questa volta l’artista non c’era.

 
à Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998.
 

Cinzia FALINI, laureata in scienze politiche, specialista in biblioteconomia e in archivi-stica, responsabile della Biblioteca del Centro culturale San Francesco - Piccola Opera Charitas, iscritta all’albo dei bibliotecari.

 
Bibliografia
IL BELVEDERE DI GIULIANOVA di Cinzia Falini
Riccardo Cerulli, Giulianova 1860, Teramo, Abruzzo Oggi, 1968 (prima ediz. Pescara, Trebi, 1958);
Riccardo Cerulli, Il Belvedere, in “La Madonna dello Splendore”. n. 10 (1996) ora ne Il cerchio inconchiuso. Monenti di storia giuliese attraverso le pagine della rivista “La Madonna dello Splendore” a di di Sandro Galantini, Teramo, Demian Edizioni, 1995
Per le notizie più strettamente relative agli avvenimenti intercorsi tra Raffaello Pagliaccetti e l’Amministrazione comunale (li Giulianova si veda Raffaello PAGLIACCETTI, Esposizione per difesa verso la ditta Conversini e C. di Pistoia. Municipio e Comitato di Giulianova pel monumento a V Emanuele II, Firenze, gennaio 1890 (manoscritto).
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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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