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PERSONAGGI ACQUAVIVIANI A GIULIANOVA |
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NOBILTA’ GIULIESE “FIN DE SIÈCLE”: GLI ACQUAVIVA d’ARAGONA |
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di Fiorella Acquaviva d’Aragona |
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Gli Acquaviva |
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Il
Conte Andrea Acquaviva |
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Andrea Acquaviva d'Aragona anche
scrittore |
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Gli Acquaviva |
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Quest’anno
la bella e sempre attesa rivista (nel suo quindicesimo anno di vita),
che si pubblica in occasione della festa della Madonna dello Splendore,
ospiterà il ricordo di un personaggio vissuto a cavallo del secolo, che
ha lasciato un’impronta nella cultura giuliese dei primi del ‘900. Si
fratta del Conte di Castellana Andrea Acquaviva d’Aragona, mio nonno,
del quale mi è stato chiesto di riferire alcune notizie e tratteggiarne
l’affascinante personalità. Cercherò di riportare alla mente quello che
ho saputo di lui fin da bambina e, sulla base dei ricordi, rievocarne la
memoria. Andrea Acquaviva è nato il 25 maggio 1852, dal Conte di
Castellana, Carlo, e da Alessandrina d’Obrescoff, di nobile famiglia
russa.
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Dall’unione con la Baronessa Maria Siniscalco di
Foggia, Andrea ebbe Carlo mio padre, e Amalia. La sua vita ha
rispecchiato in pieno l’epoca in cui visse. Il tratto predominante del
suo carattere ricco d’ingegno è stato la spiccata versatilità che lo ha
portato ad interessarsi attivamente di tutte le innovazioni scientifiche
e culturali del momento, ed a coltivare svariati interessi. Appassionato
e raffinato musicista, era in grado di suonare abilmente diversi
strumenti, in particolare il violino ed il violoncello. Sportivo,
promosse, nella sua Giulianova, la diffusione del velocipede, o del
triciclo Cruiser. Ma Andrea Acquaviva d’Aragona è conosciuto,
soprattutto, come uno dei primi esperti di fotografia: ci ha lasciato
una preziosa e ricchissima documentazione sulla Giulianova del suo
tempo. Le immagini da lui fissate con spiccato gusto artistico, ci
permettono di conoscere tanti aspetti della vita e della società
giuliese. Esiste una collezione di foto e cartoline conservata da
Francesco Ciafardoni, appassionato di memorie Acquaviviane. Osservando
il suo ritratto, sopra riportato al di là della presenza fisica
notevolissima e della nobiltà dei lineamenti, ci si può rendere conto
della ricchezza interiore che traspare dalla sua fisionomia, della
vivacità del carattere e dell’indipendenza delle idee, di questo figlio
della terra d’Abruzzo,nelle cui vene scorreva, per parte di padre, il
sangue di una delle più antiche e storiche casate italiane, com’è quella
degli Acquaviva d’Aragona, e, per parte di madre, quello di una delle
più note famiglie della nobiltà russa, con ascendenza polacca, e molto
vicina alla famiglia imperiale. Andrea aveva appena otto anni quando S.
M. il Re Vittorio Emanuele II venne ospitato dalla sua famiglia alla
montagnola di Giulianova (1860).
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Suo
padre Carlo aveva avuto un ruolo di primo piano nelle storiche vicende
dell’Italia preunitaria; eletto per cinque legislature dalla sua
Giulianova alla Camera dei Deputati, Carlo diverrà Senatore del Regno a
vita. Non deve avere avuto poco peso sulla formazione di Andrea,
l’intreccio delle culture che gli venivano per nascita, nè la
straordinaria versatilità della madre, Alessandrina, raffinata pittrice,
sensibile musicista e delicatissima scrittrice di prosa e di versi in
lingua francese.
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Leggiamo alcuni stralci di un articolo
commemorativo di Francesco Contaldi apparso sul settimanale “Il Fuoco”
del 13 febbraio 1901: “Alessandrina seppe congiungere al fascino della
bellezza femminile la fulgida irradiazione di un intelletto forte ed
educato alle più schiette espressioni dell’arte”. Il suo salotto, a
Firenze e a Roma, fu luogo di riunione per la più autentica aristocrazia
del sangue e dell’ingegno, come deliziosi, addirittura, erano i suoi
ricevimenti estivi a Giulianova, nella sua amata residenza della
Montagnola, quando il magico archetto di Gaetano Braga e la voce
appassionata di Francesco Paolo Tosti destavano gli echi malinconici del
giardino sonnecchiante sotto la luna. Alessandrina fu per Andrea madre
tenerissima, che seppe aprire il cuore ai nuovi ideali. La foto (sotto)
che conclude questa mia rievocazione è una testimonianza significativa
della vita dell’alta nobiltà napoletana dell’epoca.
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Foto di gruppo del 1859 delle dame facenti parte
della nobiltà napoletana, alle porte dell’unità d’Italia. Sono presenti
due nobildonne della famiglia Acquaviva d’Aragona (indicate come
Contesse di Castellana).
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Dame rappresentate nella foto:
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In
piedi da sinistra a destra:
- la 1ª (vestita di nero) Duchessa di Bugnera (Calabria) - la 2ª dietro
Madame Lorre - la 3ª a fianco della 2ª, Marchesa di Frasto - la
4ª a fianco della 3ª (abito bianco), Contessa Olga d’Obrescoff - la 5ª e
la 6ª a fianco della 4ª (sorelle) Principesse Vrosciuvra Wshara - 7ª e
8ª non menzionate - 9ª (grande collo bianco) Principessa di Cariati
(Cosenza) - 10ª (di profilo in nero), Principessa Dora Zurlo.
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