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La chiesa e la Parrocchia
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DELLA nATIVITà DI MARIA vERGINE IN gIULIANOVA
di Donato Marcone
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Le
prime case del Lido risalgono agli inizi del XIX secolo. Lo sviluppo
edilizio della zona, però, cominciò a decollare soltanto dopo la
costruzione della “strada ferrata”, inaugurata nell’agosto del 1863.
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Nel
giro di pochi anni intorno alla stazione, la più importante della nostra
provincia dopo quella di Castellammare Adriatico, le abitazioni si
moltiplicarono a tal punto che nel 1874 gli abitanti dell’allora Borgata
Marina, sentendosi ormai una comunità, chiesero al Vescovo di Teramo di
interessarsi affinché il nascente quartiere fosse dotato anche di un
edificio sacro, ovvero di una chiesa, che permettesse ad essi, specie
alle persone anziane, di poter agevolmente soddisfare le proprie
esigenze spirituali. Ritenuta la richiesta fondata e giusta, il Vescovo,
monsignor Michele Milella, in data 21 gennaio 1875, scrisse
all’Amministrazione Comunale di Giulianova perché fornisse un’area su
cui edificare la nuova chiesa.
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Circa
quattro mesi dopo, precisamente il 28 maggio 1875, il Consiglio Comunale
di Giulianova deliberò a tale scopo la cessione di un’area di 207 metri
situata lungo la Nazionale, a nord della stazione ferroviaria. La
concessione dell’area avvenne il 3 luglio 1878. Però, sia perché il
suolo non era completamente libero, in quanto vi si trovavano alcune
pinciare abusive impiantatevi da Pietro Beccaceci, sia perché vi furono
delle difficoltà burocratiche, i lavori del fabbricato iniziarono solo
nei primi anni del nostro secolo. Ultimata la costruzione del grezzo, il
15 marzo 1904 gli abitanti del nuovo centro, facendo sempre riferimento
alle difficoltà incontrate a recarsi su in Paese, nella chiesa di San
Flaviano, per soddisfare i bisogni spirituali, chiesero al Vescovo di
mandarvi un sacerdote a celebrarvi la Messa la domenica e nei giorni
festivi.
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Monsignor Alessandro Zanecchia, il 23 marzo 1904, a conclusione della
sua visita pastorale a Giulianova, disse ai richiedenti che, perché vi
si potesse celebrare la Messa festiva, le pareti interne della chiesa
dovevano essere intonacate o, almeno, imbiancate. Gli abitanti
soddisfecero in breve tempo la richiesta del vescovo e questi incaricò
di celebrarvi la messa festiva don Vincenzo Otti, direttore della locale
filiale dell’Istituto Gualandi che, allora, si trovava vicino alla
stazione ferroviaria, precisamente nei piani superiori dell’ex edificio
che sorgeva al posto del palazzo dove attualmente si trova il negozio di
ottica Forcina-Nardi. Solennemente consacrata e dedicata alla Natività
di Maria Vergine il 30 luglio 1911, da quella data, nella nuova chiesa,
oltre alla Messa festiva, vi si cominciò a celebrare anche quella
quotidiana. Successivamente, sentito il bisogno di dotare la chiesa di
una statua della Madonna, fu creato un apposito comitato che richiese un
catalogo di statue sacre a una ditta di Campobasso. Tra le varie statue
disponibili fu scelta quella della Madonna del Porto Salvo, perché la
denominazione ben si addiceva alle realtà sociali del luogo in cui era
presente un nutrito gruppo di pescatori.
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Prima
di essere consacrata e degnamente sistemata nella chiesa, e in attesa
che si raccogliessero i fondi per la festa, la statua fu tenuta per
circa tre mesi nella casa di uno dei membri del comitato, precisamente
in quella di Giulio Castorani. La prima festa popolare della Madonna del
Porto Salvo, tra una folta presenza di fedeli, venne celebrata
nell’estate del 1912. Dopo la celebrazione della Santa Messa fu fatta
anche una solenne processione che, partita dalla chiesa della Natività,
si diresse verso il mare percorrendo le odierne vie Galilei e Nazario
Sauro.
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Sul
luogo dove attualmente sorge il Nautico fu incendiata una fragorosa
batteria pirotecnica in cui si contesero il primo premio i due più
rinomati fuochisti dei dintorni: Anastasio di Nereto e Zuccarini di
Corropoli. Il 21 agosto 1918, durante la sua terza visita pastorale a
Giulianova, il Vescovo Alessandro Zanecchia, considerando la continua
crescita della popolazione del Lido, auspicò l’erezione a parrocchia
della Chiesa della Natività con queste parole:
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“Con
l’aiuto di Dio speriamo che questa chiesa costruita nella Spiaggia, per
il bene spirituale della grande popolazione che l’abita, sia sede di una
nuova parrocchia in tempo relativamente breve”.
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Il 19
marzo 1920, circa un anno e mezzo dopo, il Vescovo incarica il suo
vicario generale, don Giovanni Muzii, di scrivere al Ministro
Provinciale dei Frati Minori di Lanciano per comunicargli che era del
parere di affidare l’erigenda nuova parrocchia del Lido ai Frati Minori.
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Il 24
marzo 1920 detto Ministro Provinciale comunicò al Muzii, il quale nel
frattempo era diventato vicario capitolare in seguito alla morte del
vescovo Zanecchia, che il Definitorio, ossia il Collegio dei religiosi
incaricato di trattare gli affari amministrati dell’Ordine, aveva
accolto favorevolmente la proposta della Curia. Il Muzii, per abbreviare
i tempi, nell’attesa che si costruisse una casa per i religiosi, il 31
luglio 1921 scrisse al commerciante giuliese Francesco Spinozzi perché
costituisse un comitato che si incaricasse di procurare un alloggio e un
adeguato assegno a favore di un religioso dei Frati Minori di Teramo,
disposto a venire a officiare qui a Giulianova Lido. Avendo però
Spinozzi declinato l’invito e non essendosi trovati altri disposti ad
assumersi tale incarico, le funzioni religiose continuarono ad essere
assolte da religiosi coadiutori del posto. Le pratiche per l’istituzione
della Parrocchia della Natività cominciarono concretamente nel 1925,
quando le furono definiti i confini e le venne assegnata una dote di
mille lire a carico della parrocchia di Montone. Fatta l’assegnazione
della dote, definiti i confini e compiuti gli adempimenti canonici
necessari, il vescovo Settimio Quadraroli, al fine di ottenere il
necessario Regio Assenso, inviò la bolla di erezione della nuova
parrocchia al Ministero della Giustizia e degli affari del Culto. Iniziò
così, quasi giocando a gatto e topo, un lungo iter burocratico che si
protrasse per circa due anni e che fu principalmente caratterizzato
dalle sottoelencate tappe.
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Il 25
agosto del 1925 la Pretura di Giulianova, organo periferico del
Ministero di Grazia e Giustizia, scrisse al Sindaco per sapere se l’
istituzione della nuova parrocchia era effettivamente necessaria e di
quale entrata poteva disporre per soddisfare le quotidiane esigenze del
parroco. Il Comune, in data 17 settembre 1925, rispose comunicando che
l’erezione della nuova parrocchia era realmente necessaria, che essa non
disponeva di alcun bene patrimoniale e che il futuro prete, tra ordinari
e incerti, poteva, contare su un’entrata annua di circa mille lire. Dato
che l’assenso veniva dato solo per dotazioni raggiungenti almeno i due
terzi della congrua, fissata per legge in 3.500 lire, la Pretura
espresse parere sfavorevole e ne diede comunicazione al Vescovo, il
quale, in data 2 gennaio 1926, scrisse all’Amministrazione comunale di
Giulianova, perché concedesse un contributo annuo perpetuo di mille lire
in favore dell’istituenda parrocchia. Il Consiglio Comunale, ritenendo
valida la richiesta, concesse il sussidio e ne diede comunicazione al
vescovo in data 4 agosto 1926. Il 18 agosto 1926 la Curia rinnovò la
richiesta della Concessione del Regio Assenso all’istituzione della
nuova parrocchia, facendo presente che la sua dotazione annua aveva
raggiunto la somma di 2 mila lire.
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La
Pretura di Giulianova, in data 25 settembre 1926, comunicò al vescovo
che gli Uffici superiori non avevano dato l’assenso richiesto perché non
era stata ancora raggiunta la somma minima prevista per legge ammontante
a 2.340 lire, ossia ai due terzi della prescritta congrua minima. Stando
così le cose, il Vescovo si rivolse di nuovo al Comune di Giulianova
chiedendo di elevare il contributo di altre 340 lire in modo da
raggiungere le necessarie 2.340 lire. Accertata la reale impossibilità
di ottenere il Regio Assenso, il Comune di Giulianova, in data 5 ottobre
1926, deliberò l’elevazione del sussidio annuo di mille a 1.340 lire.
Raggiunta la somma minima indispensabile, il vescovo si affrettò a
chiedere di nuovo il Regio Assenso. Le difficoltà burocratiche, però,
non erano ancora terminate. Infatti il 6 dicembre 1926 la Procura di
Teramo chiese chiarimenti e precise informazioni in merito alla
fornitura dell’assegno da parte della Curia e a riguardo degli arredi e
delle suppellettili sacre indispensabili al culto.
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Il 3
febbraio 1927 il vescovo, in risposta alla richiesta pervenutagli, inviò
alla Procura la copia del Decreto con il quale la parrocchia di “Santa
Maria” di Montone veniva tassata di mille lire in favore di quella di
Giulianova Lido che, dal 22 maggio 1927, quando finalmente arrivò il
tanto sospirato Regio Assenso, iniziò la sua storia autonoma con il
titolo di “Parrocchia della Natività di Maria Vergine”. La Chiesa della
Natività, con i relativi annessi locali, è stata la sede delle funzioni
religiose e delle attività pastorali del Lido sino all’entrata in
funzione della nuova Chiesa di San Pietro Apostolo, ufficialmente
inaugurata il 29 giugno 1974 e, successivamente, diventata la nuova sede
parrocchia. Rimasta chiusa per un breve periodo di tempo, perché
pericolante, e successivamente ben restaurata, la Chiesa della Natività
è stata solennemente riaperta al culto l’8 dicembre 1984.
Attualmente la “chiesa vecchia”, come spesso viene affettuosamente
chiamata, funge da valido supporto a quella “nuova” che si trova in
Piazza “Giovanni XXIII”, lungo Viale Orsini. Infatti, tra l’altro, vi si
celebra una messa quotidiana, vi si svolgono incontri di preghiera o di
attività pastorali, vi si tengono cerimonie funebri, vi si ritrovano i
ragazzi per la recita delle lodi…
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