Giulianova sul Web: Arte, Cultura, Storia e Turismo

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Giulianova (Te) Abruzzo  -Italy
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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NOTIZIE STORICHE SU GIULIANOVA

ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.Documenti di antichi scrittori quali Plinio, Strabone, Velejo, Patercolo, Tolomeo, ed altri, testimoniano l’esistenza, all’epoca dei Romani, di una citta' potente e fortificata: Castrum Novum. Sorgeva in prossimità del mare e sulla riva sinistra del Batinus (l'attuale fiume Tordino). Distrutto il precedente accampamento, forse fu ricostruito quando divenne colonia romana; prima sotto Curio Dentato, e una seconda volta al principio della guerra cartaginese. Essendo un luogo particolarmente strategico fu senz’altro fortificato per resistere meglio agli Africani, se avessero tentato uno sbarco sulle coste Adriatiche, ed anche per tenere a freno i sottomessi Piceni. Castrum Novum fu di nuovo fortificata ai tempi di Silla; Augusto prima, e Nerone dopo la fecero una colonia militare assegnandone l’agro castrense ai tribuni e ai militi. Fu un importante centro commerciale e nodo stradale, perché era attraversato dalla Salaria che da Roma, attraverso Ascoli e Castro Truentino, Castrum Novum portava ad Atri e di qui proseguiva per Brindisi. Dalla Salaria si dipartivano numerose strade verso l’interno. Castrum aveva anche un porto canale, alla foce del Batinus (l’attuale fiume Tordino), militare e mercantile, protetto dalle mura fortificate cittadine, cioé da una Civitella a Mare, una rocca turrita (di cui si ha notizia attraverso documenti alto-medievali della chiesa teramana) che sorgeva sulla sinistra del fiume nel territorio dell’odierna Cologna. La città, che si estendeva parte nella zona piana, parte in collina, era un quadrilatero le cui mura misuravano un quarto di miglio di lato e, come tutti i paesi marittimi, subì varie distruzioni; per questo gli abitanti si ritirarono nella parte più alta e meno debole, separandola dal piano con una muraglia fornita di fossato. I resti di questo muro furono distrutti nel 1820 durante la costruzione dell’attuale Strada Statale Adriatica. Ruderi ritrovati sotto quelli romani testimoniano l’esistenza di una città e civiltà pre-romana. Non si può affermare con sicurezza quale popolo possa averla fondata, ma sappiamo che fu abitata da Siculi, Liburni, Etruschi e Galli. Durante il Medioevo Castrum cambiò il suo nome in Castel San Flaviano, essendo approdate nel 1004 sui suoi Lidi, attraverso vicende leggendarie, non chiaramente documentate, le reliquie dell’omonimo Santo. Nel 1460 nei pressi della città si svolse una violenta battaglia fra le forze Aragonesi, comandate dagli Sforza, e quelle Angioine guidate dal condottiero Giacomo Piccinino. Ne seguirono distruzioni ed incendi che, accompagnati alla malaria dilagante, a causa dei terreni acquitrinosi, resero malsani e malsicuri i luoghi e indussero l’allora feudatario Giuliantonio Acquaviva a costruire una rocca più a Nord, nella parte più alta della collina. La nuova città fu chiamata, dal nome del fondatore, Giulia; costruita a forma di quadrilatero, era cinta da fortissime mura a scarpa, con feritoie e merlature; difesa da minutissime torri, che rimasero tutte in piedi fino al 1860, si accedeva ad essa attraverso tre porte: Porta da piedi, o Marina, che si apriva a sud est del muro orientale; a sud ovest Porta Napoli (esiste ancora l’omonimo torrione), o degli antichi Cappuccini, a pochi passi da essa si imboccava Via Cupa, che è servita per secoli alla comunicazione con Teramo; dal lato settentrionale si apriva Porta da Capo (c’è ancora il Torrione detto il “Bianco”). Nel 1846, fu abbattuto un tratto di muraglia nei pressi della chiesa di S. Antonio, per aprire Porta S. Francesco, così chiamata perché un tempo la chiesa era dedicata a San Francesco. La Porta di San Rocco fu aperta al nord quasi di fronte ai cancelli della Villa del Conte di Castellana. Sul lato est dell'odierna Piazza Bruno Buozzi sorge ancora un sontuoso palazzo che fu residenza degli Acquaviva, di fronte al Tempio dedicato a San Flaviano. Ma anche la nuova città subì assalti e saccheggi: nel 1596 e nel 1708 da parte dei Lanzichenecchi tedeschi, nel 1798 fu occupata dall’armata Francese. Durante tale occupazione furono distrutti importantissimi documenti e diplomi dell’archivio ducale. Finita l’epoca napoleonica ritornò sotto il dominio dei Borbone, fino all’unità d’Italia. Un secolo fa, circa, era ancora cinta dalle mura che furono man mano abbattute per dar luogo a nuove costruzioni, mentre il centro storico conserva ancora l'originaria struttura viaria, che rivela un criterio urbanistico senz’altro molto raro nel XV secolo.
Il territorio dell’odierna Giulianova, che prese tale nome definitivamente ai primi del ‘900, comprende il lido, pianeggiante e centro turistico di notevole importanza, e la parte collinare che si è sviluppata dapprima intorno al centro storico ed ultimamente ha raggiunto di nuovo l’antico territorio di Castrum Novum o Castel San Flaviano.
 
 

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La Città Alta è raggruppata sulla collina, mentre nella parte litoranea è situata Giulianova Lido, importante località balneare, si estende accanto al mare, tra Tortoreto e Roseto degli Abruzzi. La parte storica è rappresentata dall’antico Duomo di età rinascimentale di S. Flaviano del XV sec. Nel Quartiere Annunziata trovasi la chiesa di S. Maria a Mare del XIV sec. Nella Città Alta, trovasi il Santuario della Madonna dello Splendore, nel quale si venera la Madonna col Bambino, opera lignea del XV sec. In un attiguo convento si trova il Museo d’Arte dello Splendore.

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