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NOTIZIE STORICHE SU GIULIANOVA
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Documenti di antichi scrittori quali
Plinio, Strabone, Velejo, Patercolo, Tolomeo, ed altri, testimoniano
l’esistenza, all’epoca dei Romani, di una citta' potente e
fortificata: Castrum Novum. Sorgeva in prossimità del mare e sulla riva
sinistra del Batinus (l'attuale fiume Tordino). Distrutto il precedente
accampamento, forse fu ricostruito quando divenne colonia romana; prima
sotto Curio Dentato, e una seconda volta al principio della guerra
cartaginese. Essendo un luogo particolarmente strategico fu senz’altro
fortificato per resistere meglio agli Africani, se avessero tentato uno
sbarco sulle coste Adriatiche, ed anche per tenere a freno i sottomessi
Piceni. Castrum Novum fu di nuovo fortificata ai tempi di Silla; Augusto
prima, e Nerone dopo la fecero una colonia militare assegnandone l’agro
castrense ai tribuni e ai militi. Fu un importante centro commerciale e
nodo stradale, perché era attraversato dalla Salaria che da Roma,
attraverso Ascoli e Castro Truentino, Castrum Novum portava ad Atri e di
qui proseguiva per Brindisi. Dalla Salaria si dipartivano numerose strade
verso l’interno. Castrum aveva anche un porto canale, alla foce del
Batinus (l’attuale fiume Tordino), militare e mercantile, protetto dalle
mura fortificate cittadine, cioé da una Civitella a Mare, una rocca
turrita (di cui si ha notizia attraverso documenti alto-medievali della
chiesa teramana) che sorgeva sulla sinistra del fiume nel territorio
dell’odierna Cologna. La città, che si estendeva parte nella zona
piana, parte in collina, era un quadrilatero le cui mura misuravano un
quarto di miglio di lato e, come tutti i paesi marittimi, subì varie
distruzioni; per questo gli abitanti si ritirarono nella parte più alta e
meno debole, separandola dal piano con una muraglia fornita di fossato. I
resti di questo muro furono distrutti nel 1820 durante la costruzione
dell’attuale Strada Statale Adriatica. Ruderi ritrovati sotto quelli
romani testimoniano l’esistenza di una città e civiltà pre-romana. Non
si può affermare con sicurezza quale popolo possa averla fondata, ma
sappiamo che fu abitata da Siculi, Liburni, Etruschi e Galli. Durante il
Medioevo Castrum cambiò il suo nome in Castel San Flaviano, essendo
approdate nel 1004 sui suoi Lidi, attraverso vicende leggendarie, non
chiaramente documentate, le reliquie dell’omonimo Santo. Nel 1460 nei
pressi della città si svolse una violenta battaglia fra le forze
Aragonesi, comandate dagli Sforza, e quelle Angioine guidate dal
condottiero Giacomo Piccinino. Ne seguirono distruzioni ed incendi che,
accompagnati alla malaria dilagante, a causa dei terreni acquitrinosi,
resero malsani e malsicuri i luoghi e indussero l’allora feudatario
Giuliantonio Acquaviva a costruire una rocca più a Nord, nella parte più
alta della collina. La nuova città fu chiamata, dal nome del fondatore,
Giulia; costruita a forma di quadrilatero, era cinta da fortissime mura a
scarpa, con feritoie e merlature; difesa da minutissime torri, che
rimasero tutte in piedi fino al 1860, si accedeva ad essa attraverso tre
porte: Porta da piedi, o Marina, che si apriva a sud est del muro
orientale; a sud ovest Porta Napoli (esiste ancora l’omonimo torrione),
o degli antichi Cappuccini, a pochi passi da essa si imboccava Via Cupa,
che è servita per secoli alla comunicazione con Teramo; dal lato
settentrionale si apriva Porta da Capo (c’è ancora il Torrione detto il
“Bianco”). Nel 1846, fu abbattuto un tratto di muraglia nei pressi
della chiesa di S. Antonio, per aprire Porta S. Francesco, così chiamata
perché un tempo la chiesa era dedicata a San Francesco. La Porta di San
Rocco fu aperta al nord quasi di fronte ai cancelli della Villa del Conte
di Castellana. Sul lato est dell'odierna Piazza Bruno Buozzi sorge ancora un
sontuoso palazzo che fu residenza degli Acquaviva, di fronte al Tempio
dedicato a San Flaviano. Ma anche la nuova città subì assalti e
saccheggi: nel 1596 e nel 1708 da parte dei Lanzichenecchi tedeschi, nel
1798 fu occupata dall’armata Francese. Durante tale occupazione furono
distrutti importantissimi documenti e diplomi dell’archivio ducale.
Finita l’epoca napoleonica ritornò sotto il dominio dei Borbone, fino
all’unità d’Italia. Un secolo fa, circa, era ancora cinta dalle mura
che furono man mano abbattute per dar luogo a nuove costruzioni, mentre il
centro storico conserva ancora l'originaria struttura viaria, che rivela
un criterio urbanistico senz’altro molto raro nel XV secolo.
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Il
territorio dell’odierna Giulianova, che prese tale nome definitivamente
ai primi del ‘900, comprende il lido, pianeggiante e centro turistico di
notevole importanza, e la parte collinare che si è sviluppata dapprima
intorno al centro storico ed ultimamente ha raggiunto di nuovo l’antico
territorio di Castrum Novum o Castel San Flaviano.
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