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PERSONAGGI ACQUAVIVIANI A GIULIANOVA |
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NOBILTA’ GIULIESE “FIN DE SIÈCLE”: GLI ACQUAVIVA d’ARAGONA |
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di Fiorella Acquaviva d’Aragona |
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Gli Acquaviva |
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Il
Conte Andrea Acquaviva |
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Andrea Acquaviva d'Aragona anche
scrittore |
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Andrea Acquaviva d'Aragona anche scrittore |
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In questo fascicolo, a pagina 55, Fiorella
Acquaviva d’Aragona con brevi, efficaci tratti, ripercorre la poliedrica
vita di Andrea Acquaviva d’Aragona, soffermandosi su alcuni degli interessi
più vivi di questo straordinario personaggio: la musica, la fotografia e lo
sport (era infatti un appassionato velocipedista). Ci si consenta di
aggiungere che il Conte Andrea fu anche scrittore, una attività che svolse
con viva passione e con profonda competenza. Sono opere sue sia l’estratto
dalla “Rivista Abruzzese”, fascicolo XII anno XVII (Teramo “Rivista
Abruzzese” 1902) dal titolo “L’Adriatico e la pesca sulle coste dell’Abruzzo
e delle Marche”, come pure l’orazione funebre in morte di Raffaello
Pagliaccetti, del 1900. Di seguito pubblichiamo alcuni brani tratti da:
“L’Adriatico e la pesca sulle coste (dall’Abruzzo alle Marche)”. La loro
lettura, oltre che riportarci alla vita sul mare nostro come si svolgeva
all’inizio del secolo, ci da la misura delle valenti qualità di scrittore
del Conte Andrea Acquaviva d’Aragona. |
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Una
cartolina degli anni venti, ripresa dal porto di Giulianova, con una veduta
del Gran Sasso. Già in questi anni le condizioni di vita dei marinai erano
notevolmente migliorate. Sullo sfondo la parte collinare di Giulianova è
quasi completamente priva di costruzioni. (Cortesia Biblioteca Vincenzo
Bindi) |
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…… Infatti prima dell’unificazione d’Italia, il
Tasso, bastimento della R. Marina Napoletana, fece naufragio
presso la foce del Tronto, fiume che divideva gli Stati Pontifici
dall’antico Reame di Napoli: e più in là, nei miei tempi, vennero a
marina uno Shooner Procidano proveniente da Trieste con carico di
doghe, ed un bel Brick Greco, il Bessarabia, oltre a qualche
altro trabaccolo Marchegiano di cui non rammento il nome.
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Tutti questi disastri ebbero a teatro della loro
mala sorte la spiaggia di Giulianova fra i torrenti Tordino e Salinello.
……
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…… Le vele di tutte le barche da pesca delle
Marche e dell’Abruzzo sono tinte in vani colori, con disegni talora
stranamente raffigurati, di alberi, uccelli, astri scacchiere ecc. ecc.
Le ragioni per cui è invalsa questa moda sono due, una cioè quella di
avere un distintivo per ritrovarsi ed essere rintracciate nel gran
numero delle compagne, e l’altra quella di dare la possibilità alla
famiglia. ai parenti od agli interessanti nella industria, di
riconoscere da lungi tale o tale altra pariglia di barche.
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L’affetto del sole su queste vele variegate è
assai pittoresco e grazioso; e quando il mare è calmo, o appena
increspato da un leggiero scirocco o maestrale, è uno spettacolo
bellissimo e degno di nota quello di una flottiglia di pescatori che se
ne torna alla riva, verso l’ora del tramonto.
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Il marinaio imbarcato sopra paranze, schili o
bargozzi viene pochissimo a terra, e vive quasi sempre, in alto mare. ……
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…… Può darsi che nei tempi avvenire ogni più
piccolo paese prossimo al nostro bel mare abbia la sua banchina rifugio,
e sia nel caso di possedere una flottiglia dalle vele variopinte che, se
nei momenti difficili dell’elemento adirato farà palpitare il cuore
delle madri e delle spose che dalla terra ansiose aspetteranno il
ritorno dei loro cari, sarà pure la fonte del loro benessere materiale,
ed una guarentigia atta a preservarle dalle dure sofferenze del bisogno.
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Così, nella cruda stagione d’inverno, esse,
raccolte attorno ai loro focolari bene alimentati dai detriti marini,
non istaranno più in preda alla angosciosa incertezza di procacciarsi il
pane quotidiano! ……
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- Giulianova, Novembre 1902.
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