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“Muore vittorioso colui che realizza la sua vera
morte,
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circondato da coloro che sperano e da coloro che
giurano”
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Friedrich Wilhelm Nietzsche
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Il
Prof. Salvatore Tringali (1920-2006) |
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Siciliano di nascita ma giuliese d’adozione. |
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Di Walter
DE BERARDINIS |
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Foto di Walter De Berardinis
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Il
Prof. Salvatore Tringali nasce il 1° aprile del 1920 (verrà registrato
all’anagrafe il giorno seguente) a Catania da una nota famiglia
siciliana (i Tringali erano originari del siracusano), il padre Carmelo
era funzionario di stato e la madre era Giuseppina Maganò.
Secondogenito, il primo fratello (Salvatore) era morto in tenera età,
gli altri erano:
Domenica (detta Mimma), Paolo (parlamentare del
MSI e poi di AN della prima Repubblica), Agatina (chiamata da tutti
Tina) e Oronzo. Giovanissimo aderisce subito alle organizzazioni
giovanili nate all’avvento del Fascismo: prima nella O.N.B. (Opera
Nazionale Balilla – 1926/1937) e di seguito nella G.I.L. (Gioventù
Italiana del Littorio – 1937/1943). In entrambe le organizzazioni inizia
prima da figlio della Lupa fino a diventare Avanguardista nella sua
città paterna, Acireale. Al compimento del 18° anno, viene chiamato dal
Distretto Militare di Catania per le rituali visite mediche per
l’inquadramento nel Regio Esercito Italiano, qui viene giudicato idoneo
al servizio, ma il giovane Tringali già pensa di arruolarsi volontario.
Terminata la licenza liceale, presso il Liceo Classico di Acireale, si
iscrive all’Università di Ingegneria Aeronautica di Catania ed entra nei
G.U.F. (Gruppo Universitari Fascisti). Nel giugno del 1940, poco dopo lo
scoppio della guerra, il giovane Salvatore si arruola volontario nel
Regio Esercito, tra la contrarietà della famiglia. Viene destinato al
centro reclutamento di Gorizia, con inquadramento nel Battaglione
Artiglieria da Montagna. Tornato a Catania, viene destinato prima a
Napoli e poi a Nocera Inferiore, qui si iscrive al corso di Allievo
Ufficiale e viene inquadrato nel Reggimento Artiglieria Campale/Pesante.
Nel 1942 parte volontario alla volta dell’Africa del nord, sbarca a
Tunisi come giovane Ufficiale e gli viene affidato un plotone di 20 uomini circa |
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per
costituire una
batteria semovente controcarro. Dopo gli eroici fatti di El Alamein,
verrà catturato dagli Inglesi e successivamente consegnato da quest’ultimi
agli americani. Dopo aver passato i primi mesi di prigionia in Libia
e anche in Algeria e Tunisia, gli americani cercano di
convincere, come del resto sarà fatto a tutti i prigionieri
italiani, di firmare il foglio dove rifiutava la politica
Mussoliniana e lo stesso stato Fascista. Salvatore Tringali, ligio
alla sua fede, rifiutò di firmare, soprattutto per l’onore dato alla
causa, ben sapendo che si sarebbe prolungata di molto la sua
permanenza dentro i campi di concentramento americani. Il giovane
militare fu classificato come “NON”, cioè non collaborazionista,
così per lui scattò il trasferimento coatto verso gli Stati Uniti
d’America abbordo di una nave mercantile. Così fu per tantissimi
prigionieri di guerra e soprattutto per gli italiani, i tedeschi e i
giapponesi, che si rifiutarono di firmare e collaborare con il
vincitore. Oltre agli USA, anche la stessa Inghilterra e le sue
colonie (Sud Africa e altri stati del centro e nord africa, l’India
e l’Australia) furono usati per detenere i più riottosi o i più
pericolosi. Tringali, una volta arrivato in nord america, viene
destinato ad Hereford, nello stato più a sud degli USA, il Texas.
Qui, inquadrati nei campi di concentramento denominati “Criminal
Fascist Camp”, dovevano lavorare e anche essere rieducati per
tornare in patria come collaborazionisti degli alleati.
Quotidianamente venivano convocati per convincerli a collaborare e
fare in modo di rinnegare di essere stati Fascisti. Molto educativo,
sarebbe, per le giovani generazioni, vedere il film (poco
distribuito nella sale cinematografiche) “Texas ‘46” con la regia di
Giorgio Serafini e con l’attore protagonista Luca Zingaretti. Poi,
per chi non si annoia, ci sono dei bellissimi libri sul tema: 1) di
Roberto Mieville, Criminal Fascist Camp, ristampato
dall’Associazione 1 Dicembre; 2) di Mario Tavella, Io Prigioniero in
Texas, Lo Scarabeo editrice; 3) di Gaetano Tumiati, Prigionieri nel
Texas, della Mursia; 4) il romanzo di Gianni Riotta, Alborada,
Rizzoli editore. Intanto, dopo la fine della guerra e grazie al
trattato di resa incondizionata dell’Italia, Tringali potrà tornare
a casa. Alla fine del 1946, ma per altri fu anche il successivo
anno, sbarcò al porto di Napoli con altri reduci che furono oggetto,
da parte di molte persone presenti, di sputi, spintoni e parole
offensive. Pensate che quel giorno, visitato dai medici militari che
lo avevano preso in consegna, la bilancia si fermò a 36 Kg.. Ripresi
gli studi, si iscrisse alla facoltà di Matematica e Fisica, prese
anche l’abilitazione all’insegnamento come docente di Educazione
Sportiva presso le scuole superiori. Il tutto avvenne tra Roma e la
sua Catania come studente-lavoratore. Dopo anni di gavetta, insieme
alla futura moglie già approdata a Giulianova come insegnante di
lingua francese ed anch’essa siciliana, si stabilirono
definitivamente a Giulianova. Angela Spina, questo il nome della sua
ex compagna di studi, il 6 ottobre del 1951 diverrà sua moglie a
Loreto (AN). Dal matrimonio nacque la primogenita Eliana e poi
Bruno. Insegnò per 26anni consecutivi al Liceo Classico di Atri e
negli ultimi anni al Liceo Scientifico di Giulianova. Durante la sua
attività di docente, ma già al suo ritorno dalla prigionia, aderì
subito al MSI (Movimento Sociale Italiano). Prima come componente
nazionale della Scuola di Partito, insieme al Prof. Silverio Bacci,
poi come consigliere comunale del MSI a Giulianova e anche Dirigente
nazionale, fino al suo scioglimento avvenuto del 1994-1995, con la
svolta di Fiuggi dell’On. Fini. Da quel momento in poi, come del
resto lo fu per tanti altri camerati della prima Repubblica,
abbandonò definitivamente la scena politica locale e nazionale.
Continuò soltanto a seguire la politica internazionale con i tanti
articoli di geopolitica che pubblicava sui vari giornali d’area.
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Durante gli anni di piombo, fondò e diresse il
foglio politico “Europae Imperium”, un bimestrale stampato dalla
tipografia Zanni dei Fratelli Colleluori di Atri, con una tiratura
di 1.000 copie al costo di 500 lire. il primo numero uscì negli anni
’70 (l’autorizzazione n°105 del tribunale di Teramo fu concessa il
19 gennaio del 1970), oltre alla sua firma come Direttore, c’erano
tra l’altro anche quelle dell’On. Nino Sospiri, dell’On. Nicola
Carlesi, del giornalista Vincenzo Centorame ed altri ancora (Guido
Medici, Leo Negrelli, Alessandro Lupi, Sergio Cipolla, Massimo
Scalfari, Francesco Lamensa, Giulio Monaca, Renato Del Ponte, Nuccio
D’Anna, Luigi Petriccioni, Prospero Calzolari, Nello Capotosto,
Marco Bezicheri, Sergio Cipolla e Rosaria Di Lucente). Poi la
pubblicazione cesso verso la metà degli anni ’70.
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Fu anche fondatore e Direttore responsabile de
“L’Ordine Sociale” con Silverio Bacci; di “Arthos”
con Renato Dal Ponte; di “Nuove Proposte per l’Alternativa” e
“Parlamento Marche” con Giuseppe Buscemi; di “Destra
Picena” con l’Avv. Vincenzo Rosini; di “Radio ERA (Emittente
Radiofonica Alternativa)”; ed inoltre Direttore sportivo del
“Fiamma Rugby San Benedetto” ed infine collaborava dalla sua
nascita con il bimestrale “Italicum”, di Luigi Tedeschi.
Sempre da Giulianova, era anche il corrispondente de “Il Tempo
d’Abruzzo”.
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All’’alba del 5 settembre del 2006, il Prof.
Salvatore Tringali, cessava di vivere all’età di 86anni. Il suo
ricordo è rimasto indelebile, soprattutto per i tanti ragazzi di
destra abruzzesi e marchigiani e non solo, infatti, la sera della
veglia funebre l’On. Teodoro Buontempo (AN), amico e allievo del
Professore, arrivò a Giulianova per dare l’estremo saluto ad un
camerata che aveva dato la sua vita per la politica e per formare i
giovani dirigenti del MSI nazionale. Spero, in virtù di questo mio
scritto, di aver stimolato la curiosità e un eventuale
approfondimento della figura di questo personaggio.
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- Si
ringraziano per le notizie: Eliana e Bruno Tringali (i figli),
Vincenzo Cialini (allievo ed amico del professore) e la redazione de
“Italicum” di Roma.
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