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Padre Serafino Colangeli
 
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono.
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Padre Serafino, il mecenate col saio
 

di Sandro Galantini, giornalista

 
Padre Serafino Colangeli  
Quella del frate cappuccino Serafino Colangeli, aquilano di nascita e giuliese di adozione, è la vicenda umana di chi, vivendo una fede solidissima, ha consegnato all’Abruzzo opere straordinarie. Due musei e altrettante biblioteche fra le più note e attive della nostra regione, in aggiunta alle opere in campo sociale, stanno a testimoniare il grande amore riservato dall’umile frate per gli altri. E la straordinaria forza della sua fede.
I suoi occhi, striati di un verde tenuissimo, sono quelli di un innamorato. Un innamorato di Dio. P. Serafino Colangeli, 83 anni il 16 dicembre, ha il passo incerto. Colpa dell’età, certo. Ma anche di una impietosa sordità che tredici anni fa, a seguito di una meningite fulminante, lo ha sottratto per sempre alle carezze dei suoni. «Vecchio, sordo, malconcio» dice di sé, mentre un tenerissimo sorriso si fa spazio nella barba immacolata che gli incornicia il volto.
Eppure questo claudicante e umile frate cappuccino originario di Tussio, minuscola frazione di Prata d’Ansidonia, conquistato dal carisma francescano quand’era ancora bambino, emana una forza straordinaria. Quella che gli ha permesso di superare infinite difficoltà riuscendo a realizzare opere di altissimo valore sociale. Come la Piccola Opera Charitas, inaugurata nel 1962, a Giulianova, con pochi soldi e molte speranze ed oggi un enorme complesso in grado di ospitare e seguire adeguatamente centinaia di ragazzi affetti da gravi patologie psichiche. Cuore pulsante di amore e dedizione agli altri, la Fondazione Piccola Opera Charitas è come un grande ramo da cui sono gemmate tante altre splendide realtà.
Ci sono i laboratori della Cooperativa di solidarietà sociale nei quali, coniugando ergoterapia e abilità adeguatamente sostenute dai maestri, vengono realizzate ceramiche di squisita fattura, lavori su pelle o legno, impegnativi mosaici molto apprezzati in Italia e all’estero. E c’è poi la nuovissima Residenza Sanitaria Assistenziale edificata nella periferia di Giulianova, a Colleranesco, cui si aggiungeranno un impianto per l’ippoterapia e il giardino botanico. E’ molto ma non tutto. Quello di P. Serafino, infatti, è un nome amato e rispettato ben oltre l’Abruzzo anche per le importanti realizzazioni culturali. A iniziare dal Centro culturale “S. Francesco”, inaugurato tredici anni fa, nel giorno dedicato al Poverello di Assisi, in un’ala dell’Istituto psico-pedagogico di Giulianova.
Nato con un modesto fondo librario e in spazi compressi, oggi il Centro dispone di circa 20 mila volumi suddivisi in vari fondi, tra i quali spiccano per importanza e consistenza quelli dedicati alle discipline artistiche, alla Patristica e alle scienze sociali. Nei due piani della struttura, aperta al pubblico nove ore al giorno e dotata di moderne tecnologie, ambienti e ampi e confortevoli accolgono ogni anno migliaia di studenti, ricercatori, studiosi di varie discipline che trovano tra i folti scaffali del Centro culturale opere anche rare e di pregio.
«Questo centro – quasi sussurra P. Serafino – vuole essere una risposta fraterna e affettuosa alle esigenze di quanti desiderano arricchire la propria preparazione culturale, evitando, per quanto possibile, ricerche problematiche, lunghe e costose presso biblioteche fuori del territorio». Alla biblioteca “S. Francesco” è collegata la Sala polifunzionale “Trevisan”, nata per valorizzare le opere di artisti abruzzesi e attiva nel promuovere eventi culturali, meeting, concerti, performances. Ma il mecenate col saio, che per la sua missione sociale in tempi ormai distanti rinunziò ad una brillante carriera universitaria, non si è fermato qui. A lui si deve anche quella officina medicinale dell’anima rappresentata dalla nuova biblioteca conventuale entrata in funzione nel 1995 presso il Santuario dello Splendore. Realizzata grazie ad un accorto intervento architettonico, la biblioteca, dedicata al frate bibliofilo Candido Donatelli e ricca di oltre 15 mila volumi, è specializzata in Abruzzesistica e in storia dei Cappuccini. Ad essa si affianca il Museo d’Arte dello Splendore, voluto anch’esso da P. Serafino ed entrato in funzione il 27 luglio 1997. Luogo prestigioso per mostre di respiro nazionale e internazionale, da Sassu a Sughi, da Crocetti ad Artias, il museo, classificato di 1^ categoria dalla Regione Abruzzo, attualmente dispone di una collezione permanente formata da circa 120 opere tra dipinti, grafiche e sculture dei maggiori artisti contemporanei. Musei, biblioteche, iniziative culturali, realizzazioni sociali. Un impegno senza soste che, tra gli altri, ha piacevolmente impressionato due ex presidenti della Repubblica, Scalfaro e Ciampi, valendo a P. Serafino una serie infinita di riconoscimenti, l’ultimo dei quali la cittadinanza benemerita da parte del Comune di Giulianova. «Non credo di meritare tutto questo», dice P. Serafino con disarmante pudore. Poi gira gli occhi verso il crocifisso e aggiunge: «Riconosco, con immensa gratitudine a Dio nostro, che essendomi lasciato guidare da una ispirazione interiore ho potuto vedere e provvedere ai bisogni essenziali degli uomini del nostro tempo».
 V Giulianova (Te), 23 Maggio 2009
 

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