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Padre Serafino, il mecenate col saio |
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di
Sandro Galantini,
giornalista |
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Quella del frate cappuccino Serafino Colangeli,
aquilano di nascita e giuliese di adozione, è la
vicenda umana di chi, vivendo una fede solidissima,
ha consegnato all’Abruzzo opere straordinarie. Due
musei e altrettante biblioteche fra le più note e
attive della nostra regione, in aggiunta alle opere
in campo sociale, stanno a testimoniare il grande
amore riservato dall’umile frate per gli altri. E la
straordinaria forza della sua fede.
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I suoi occhi, striati di un verde tenuissimo,
sono quelli di un innamorato. Un innamorato di Dio.
P. Serafino Colangeli, 83 anni il 16 dicembre, ha il
passo incerto. Colpa dell’età, certo. Ma anche di
una impietosa sordità che tredici anni fa, a seguito
di una meningite fulminante, lo ha sottratto per
sempre alle carezze dei suoni. «Vecchio, sordo,
malconcio» dice di sé, mentre un tenerissimo sorriso
si fa spazio nella barba immacolata che gli
incornicia il volto.
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Eppure questo claudicante e umile frate
cappuccino originario di Tussio, minuscola frazione
di
Prata d’Ansidonia,
conquistato dal carisma francescano quand’era ancora
bambino, emana una forza straordinaria. Quella che
gli ha permesso di superare infinite difficoltà
riuscendo a realizzare opere di altissimo valore
sociale. Come la Piccola Opera Charitas, inaugurata
nel 1962, a
Giulianova, con
pochi soldi e molte speranze ed oggi un enorme
complesso in grado di ospitare e seguire
adeguatamente centinaia di ragazzi affetti da gravi
patologie psichiche. Cuore pulsante di amore e
dedizione agli altri, la Fondazione Piccola Opera
Charitas è come un grande ramo da cui sono gemmate
tante altre splendide realtà.
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Ci sono i laboratori della Cooperativa di
solidarietà sociale nei quali, coniugando
ergoterapia e abilità adeguatamente sostenute dai
maestri, vengono realizzate ceramiche di squisita
fattura, lavori su pelle o legno, impegnativi
mosaici molto apprezzati in Italia e all’estero. E
c’è poi la nuovissima Residenza Sanitaria
Assistenziale edificata nella periferia di
Giulianova, a Colleranesco, cui si aggiungeranno un
impianto per l’ippoterapia e il giardino botanico.
E’ molto ma non tutto. Quello di P. Serafino,
infatti, è un nome amato e rispettato ben oltre l’Abruzzo
anche per le importanti realizzazioni culturali. A
iniziare dal
Centro culturale “S.
Francesco”, inaugurato tredici anni fa,
nel giorno dedicato al Poverello di Assisi, in
un’ala dell’Istituto psico-pedagogico di Giulianova.
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Nato con un modesto fondo librario e in spazi
compressi, oggi il Centro dispone di circa 20 mila
volumi suddivisi in vari fondi, tra i quali spiccano
per importanza e consistenza quelli dedicati alle
discipline artistiche, alla Patristica e alle
scienze sociali. Nei due piani della struttura,
aperta al pubblico nove ore al giorno e dotata di
moderne tecnologie, ambienti e ampi e confortevoli
accolgono ogni anno migliaia di studenti,
ricercatori, studiosi di varie discipline che
trovano tra i folti scaffali del Centro culturale
opere anche rare e di pregio.
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«Questo centro – quasi sussurra P. Serafino –
vuole essere una risposta fraterna e affettuosa alle
esigenze di quanti desiderano arricchire la propria
preparazione culturale, evitando, per quanto
possibile, ricerche problematiche, lunghe e costose
presso biblioteche fuori del territorio». Alla
biblioteca “S. Francesco” è collegata la Sala
polifunzionale “Trevisan”,
nata per valorizzare le opere di artisti abruzzesi e
attiva nel promuovere eventi culturali, meeting,
concerti, performances. Ma il mecenate col saio, che
per la sua missione sociale in tempi ormai distanti
rinunziò ad una brillante carriera universitaria,
non si è fermato qui. A lui si deve anche quella
officina medicinale dell’anima rappresentata dalla
nuova biblioteca conventuale entrata in funzione nel
1995 presso il
Santuario dello Splendore.
Realizzata grazie ad un accorto intervento
architettonico, la biblioteca, dedicata al frate
bibliofilo Candido Donatelli e ricca di oltre 15
mila volumi, è specializzata in Abruzzesistica e in
storia dei Cappuccini. Ad essa si affianca il
Museo d’Arte dello Splendore,
voluto anch’esso da P. Serafino ed entrato in
funzione il 27 luglio 1997. Luogo prestigioso per
mostre di respiro nazionale e internazionale, da
Sassu a
Sughi, da
Crocetti ad
Artias, il museo,
classificato di 1^ categoria dalla
Regione Abruzzo,
attualmente dispone di una collezione permanente
formata da circa 120 opere tra dipinti, grafiche e
sculture dei maggiori artisti contemporanei. Musei,
biblioteche, iniziative culturali, realizzazioni
sociali. Un impegno senza soste che, tra gli altri,
ha piacevolmente impressionato due ex presidenti
della Repubblica, Scalfaro e Ciampi, valendo a P.
Serafino una serie infinita di riconoscimenti,
l’ultimo dei quali la cittadinanza benemerita da
parte del
Comune di Giulianova.
«Non credo di meritare tutto questo», dice P.
Serafino con disarmante pudore. Poi gira gli occhi
verso il crocifisso e aggiunge: «Riconosco, con
immensa gratitudine a Dio nostro, che essendomi
lasciato guidare da una ispirazione interiore ho
potuto vedere e provvedere ai bisogni essenziali
degli uomini del nostro tempo».
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Giulianova (Te), 23 Maggio 2009 |
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CIAO “DOM” HAI FINALMENTE TROVATO LA STRADA |
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