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di
Andrea Palandrani |
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E’ trascorso un anno da
quel giorno d’aprile
della improvvisa
dipartita del compianto
sacerdote di
Colleranesco
e di Selva Piana, un
anno trascorso dai
parrocchiani nel vivo
ricordo e nella sentita
vicinanza nei confronti
della cara e stimata
guida spirituale e
culturale che don
Alfonso ha
rappresentato. Giunto a
Colleranesco nel 1996,
il Nostro ha da subito
iniziato un cammino di
amore e di solidarietà,
ha stretto intense
relazioni con i più
giovani e con gli
anziani, ha promosso
corsi di cristianità,
pellegrinaggi, gruppi di
preghiera e di
raccoglimento; dopo
l’attenzione rivolta
alle anime, don Alfonso
ha rivolto la sua natura
operosa alla mirabile
trasformazione della
chiesa di San Giuseppe
facendo realizzare un
ampliamento della
struttura e una serie di
preziosi interventi di
abbellimento. |
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L’attività di don Alfonso è
stata accompagnata sin
dall’inizio del suo percorso
sacerdotale da un interesse
storico-culturale a livello
locale; viene così prendendo
forma, accanto al pastore di
anime, una nuova dimensione,
quella di attento e
appassionato ricercatore e
storico. Infatti a partire
da alcuni spunti tratti
dagli incontri con la gente
del posto, don Alfonso
raccoglie informazioni e
testimonianze che, corredate
da approfondimenti e
ulteriori studi,
condurranno, nel 1982, alla
prima opera La Madonna
delle Grazie di
Controguerra.
Mentre propone dalle pagine
de “L’Araldo abruzzese” una
serie di riflessioni sui
Vangeli, nel 1983 don
Alfonso pubblica un saggio
dal titolo Francescani a
Controguerra e in Val
Vibtata (breve profilo
storico di una presenza
religiosa). “E non si tratta
di dati approssimativi, ma
di notizie seriamente
documentate…don Alfonso ha
consultato tutti i documenti
che ha potuto trovare e ci
fa rivivere quanto i
Francescani hanno fatto a
Controguerra e in tutta la
Val Vibrata. Non sono fredde
notizie storiche, ma sono
animate da un grande amore
per S. Francesco e per tutte
le opere cha a Lui si
riconducono”.
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Così presenta la ricerca
l’allora vescovo P. Abele
Conigli che conclude
“plaudo, quindi, alla
iniziativa di d. Alfonso e
gli auguro che la sua fatica
trovi la migliore
accoglienza presso i
lettori”. Nel 1986, dedica
una devota e sentita
biografia alla vita e
all’opera di padre Guido
Costantini, Sorridere ai
poveri. Anni di ricerche
e di studi condurranno, nel
2004, all’acclamato scritto
intitolato alla sua
cittadina Controguerra
nel primo Ottocento
(storia del Comune dalle
origini al 1850). Tra le
annotazioni introduttive dal
titolo “Andiamo insieme a
Controguerra…” don Alfonso
ci invita ad accompagnarlo
in un percorso di cui dice:
“Diversa era anche la forma
in cui l’avevo scritto, che
si discostava dai precedenti
lavori, imperniata, com’era,
su una ideale passeggiata
storica al paese, con una
scrittura visiva, fatta di
scene, dialoghi,
rievocazioni storiche… Un
lavoro, in somma,
dall’approccio popolare,
destinato ad andare nelle
mani di tutti, che però non
misconoscesse il rigore
scientifico della ricerca,
per essere basato il
manoscritto su carte
dell’Archivio comunale…”
Infine, interrotto nella sua
fase di gestazione,
l’ennesimo esperi mento
narrativo tra la storia,
l’arte e il folklore della
cittadina di cui è stato per
diversi anni parroco, lo
studio rimasto incompiuto e
tutt’ora inedito su
Civitella del Tronto.
Leggendo, ci basta seguire
il percorso di note,
rimandi, documentazioni
d’archivio e testimonianze
per apprezzare il metodo
compositivo seguito nei suoi
lavori; corrono infatti
paralleli gli
approfondimenti
bibliografici e i
riferimenti alla tradizione
popolare, si intrecciano le
ricostruzioni di atmosfere,
di scene, di situazioni
sulla scorta sia di
autorevoli citazioni che di
memorie tramandate. I
risultati, nelle loro
diverse direzioni, sono
testi di intenso
coinvolgimento sia storico
che emozionale.
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Dinanzi all’assenza di un beneamato della intera
comunità, la memoria inizia
un itinerario a ritroso
fatto di rimembranza, di
nostalgica gratitudine per
le opere compiute, di
malinconico ringraziamento
per gli insegnamenti
ricevuti. Tanti i ricordi
che affiorano dinanzi alla
repentina scomparsa di don
Alfonso: luminosa guida
spirituale per i fedeli,
dotto riferimento per gli
studiosi di storia. Don
Alfonso amava dialogare
nella gioia, portava con il
sorriso la parola di
apostolo di Gesù Cristo tra
la gente, amava i tempi
lunghi solitari e silenziosi
della meditazione e della
scrittura. Chiunque l’abbia
conosciuto innalza una
preghiera come un abbraccio
lungo da qui fin lassù nella
certezza che, dalla dimora
del Signore, per sempre
volgerà le sue attenzioni su
di noi.
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