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Intervista a Marialuisa De Santis
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di
Walter De Berardinis
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Da ben 6 anni è la responsabile della Sala
Trevisan del Centro Culturale “San Francesco”, presso la Piccola Opera
Charitas di Padre Serafino Colangeli. E’ laureata in Lettere, con una
tesi sull’arte contemporanea. La sua passione per l’arte nacque
nell’ultimo anno scolastico del Liceo Scientifico a
Giulianova, dove
aveva come insegnante la Prof.ssa Rita Bocci. Si definisce una persona
razionale e fortemente passionale, per questi motivi riesce ad
organizzare eventi di grosso successo. La sua vita per l’arte, il legame
con Padre Serafino e l’amore per la propria figlia, sono i tre punti
fermi della sua vita. Padre Serafino in modo particolare, in suo preciso
momento della sua vita, gli ha riposto fiducia e le ha affidato quest’incarico
di responsabilità alla guida della sala “Trevisan”. Il legame per
Giulianova è storico, sia per via del suo cognome, ma anche perché è
riuscita a riallacciare il cordone ombelicale con la sua città, dove una
breve parentesi fuori Giulianova. Ama il cinema contemporaneo e anche la
poesia, il suo sogno sarebbe quello di avere più momenti poetici
all’interno della Sala “Trevisan”. L’abbiamo incontrata per farci
raccontare come è nata questa realtà culturale a Giulianova.
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Giulianova,
Sala Giuseppe Trevisan |
Marialuisa De
Santis |
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Marialuisa, che cos’è la Sala Trevisan?
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Era il sogno di Padre Serafino Colangeli, quello
di aprire uno spazio per l’arte contemporanea abruzzese a Giulianova.
Libero da condizionamenti economici, per via delle poche risorse che
hanno soprattutto gli enti pubblici, in modo che ogni artista potesse
esprimere le sue qualità senza problemi di sorta, soprattutto economici.
Il nome dato alla Sala è in onore di “Giuseppe Trevisan”, imprenditore
nel settore metalmeccanico, originario di Chieti, morì circa 16 anni fa.
Essendo molto amico di Padre Serafino, era un grande appassionato di
arte contemporanea soprattutto di quella abruzzese. Anni fa fu anche
organizzata una mostra al MAS, proprio sulla sua immensa collezione
privata di quadri contemporanei. Frequentava con Padre Serafino, uomini
d’arte come: Falconi, Pancella ed altri, insomma un gruppo che si vedeva
spesso, anche per fare dei progetti importanti proprio per l’arte
abruzzese. Oggi la Trevisan è parte integrante della Centro Culturale
San Francesco, con annessa biblioteca specializzata in teologia e arte.
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Quali
manifestazioni di rilievo in passato ha organizzato la Trevisan?
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Con la 4° edizione di “Arte e Musica alla
Trevisan”, abbiamo coniugato la musica intorno all’arte, con il M° Piero
Di Egidio. Poi abbiamo organizzato molte conferenze; mostre curate da
Carlo Fabrizio Carli; le collettive “Tracciati d’Arte” con la presenza
di artisti abruzzesi, oggi alla terza edizione. La Sala Trevisan è stata
concepita proprio per sopperire alla mancanza di spazi destinati a
queste discipline e per dare spazio ai giovani emergenti. Tra mostre
curate e seguite dall’inizio alla fine, siamo arrivati ad oltre 20.
Tenga conto che molte sono state le mostre collettive e dei singoli dove
non abbiamo realizzato dei cataloghi, ma sono stati stampati solo dei
depliant-guida per i visitatori. Credo che tra mostre, recital di
poesie, concerti ed altri eventi, siamo arrivati ad oltre 100
manifestazioni complessive. Insomma, un evento ogni 15 giorni, mi sembra
un ottimo trend per una giovane realtà come la nostra. Recentemente ho
seguito con il dott. Alessandro Braccilli, in assenza della
conservatrice dott.ssa De Lucia, l’organizzazione dell’evento culturale
“Aperitivi al Museo, sulla scuola di Posillipo”, in collaborazione con
l’Assessore alla Pubblica Istruzione; l’Istituto Alberghiero di
Giulianova e il Liceo Scientifico di Giulianova (giornate valide anche
come credito formativo). E’ stato un successo, ogni mattina c’erano
dalle 80 alle 100 presenze. Molto soddisfatti i relatori, anche da
Napoli, che sono rimasti stupiti dalla passione dei giuliesi e non, per
l’argomento culturale. Ricordo che al Mas – Museo d’Arte dello Splendore
attualmente ci sono tutte le tele del deposito “V. Bindi”.
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Fin qui
tutto bene, ma come tutte le cose avrete avuto anche voi dei problemi?
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Non nascondo che i problemi ci sono, soprattutto
dal punto di vista economico. Per il resto riponiamo nella provvidenza,
perché la volontà e le idee non mancano di sicuro all’interno della
nostra struttura, ed anche tra i nostri più assidui collaboratori.
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Quali
eventi per il prossimo autunno?
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Recentemente abbiamo ideato “Penisola”, un
evento dove lo stesso artista, in totale autogestione, organizza un
evento culturale o una sorta di mostra in movimento, anche con la
realizzazione dal vivo di opere: pittoriche, sculture ed altro. Poi per
la poesia stiamo pensando di ideare delle serate speciali. Inoltre
vorrei ricordare che nel 2007, ricorre gli 80 anni del lascito
“bindiano” e nel 2008 la morte del mecenate Vincenzo Bindi (1928).
Insomma, non una sterile ricorrenza, ma un momento per fare il punto
della situazione, anche con eventi in collaborazione con la città di
Napoli. Il prossimo appuntamento per la “Trevisan” sarà a Settembre con
Penisola 4, ospiteremo l’artista Patrizia Franchi. Già ho visto il
progetto, posso dire che sarà una cosa mani vista in una mostra. Mi
aspetto il solito e qualificato pubblico di sempre.
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Il futuro
e le incognite per il vostro lavoro quali sono?
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Uno su tutto, il ripetersi di accavallamenti di
eventi culturali da parte degli enti pubblici e privati, ma anche dei
singoli. Auspico un vero coordinamento per tutti gli eventi, anche
quelli ludici, troppo spesso ci dobbiamo dividere anche gli ospiti e gli
appassionati. Quindi dovrebbe nascere una sorta di coordinamento
cittadino, per far si che non accadano più questi accavallamenti.
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Ma negli
ultimi decenni, non crede che Padre Serafino è stato il fulcro del
risveglio culturale della città, soprattutto sotto il profilo culturale
e spirituale della nostra città?
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Certo! Se Lei pensa che sotto la sua guida è
nata la Biblioteca “Donatelli”; la Biblioteca del Centro Culturale San
Francesco; la Sala Giuseppe Trevisan e il MAS – Museo d’Arte dello
Splendore, vuol dire che è stato veramente fatto tanto per questa città.
E’ stata anche un attività sistematica per la crescita della nostra
comunità locale e anche regionale. So che molte persone del mondo
culturale regionale e nazionale, si sono espressi con elogi e anche un
pizzico d’invidia verso le opere fatte da Padre Serafino Colangeli.
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